DieselGate: terremoto in arrivo anche per altri Costruttori

Le autorità USA hanno ufficialmente allargato le indagini sui diesel. Bmw, Chrysler, General Motors, Land Rover e Mercedes Benz sorvegliati speciali

2 ottobre 2015 - 20:03

Lo scandalo dieselgate sembra proprio un fiume in piena, che ogni giorno alimenta i canali mediatici di tutto il mondo. Dopo il primo periodo “di sfogo”, in cui tutti concentravano l'attenzione sul Gruppo Volkswagen, si era cominciato a pensare all'ipotesi che qualche altro Costruttore fosse negli stessi guai del Gruppo tedesco. Il Financial Times ha da poco rivelato informazioni interessanti in merito.

FUORI I COLPEVOLI – Gli americani continuano le ricerche, iniziano a credere che qualche altro protagonista del mercato dell'automobile possa aver ingannato gli utenti e le Istituzioni. Così giunge notizia dal Financial Times che l'Epa (l'agenzia americana per la protezione dell'ambiente), sta indagando anche sui motori di BMW, Chrysler, GM, Land Rover e Mercedes-Benz. I test che verranno eseguiti sono dunque finalizzati a scoprire se i modelli di questi Marchi nascondono sistemi che aiutano i Costruttori a truccare le emissioni durante i test in laboratorio. Entrando un po' più nel dettaglio, pare che le verifiche stiano avvenendo su almeno 28 modelli diesel (delle Case sopra citate); di fatto, se si dovesse scoprire dell'altro, allora si potrebbe pensare che questo atteggiamento “truffaldino” sia diffuso nel mondo dell'automobile. Intanto, i dati di vendita del mercato nazionale e non, non rivelano flessioni a causa dello scandalo, ma è probabile, come hanno sostenuto degli analisti, che qualcosa potrà intravedersi con i dati relativi il mese di ottobre (forse a soffrire di più sarà il mercato dell'usato).

TUTTI NEGANO – La controparte (ovvero l'insieme dei Marchi saliti alla ribalta della cronaca da poche ore) intanto si è impegnata a negare un interessamento verso ogni tipo di “trucco illegale”. L'Epa ne ha tenuto conto, ma senza troppo fidarsi si è messa al lavoro e intanto ha messo sotto “botta” alcuni dei loro modelli usati, tra questi figurano la Jeep Gran Cherokee, la Bmw X3, il Range Rover TDV6 e l'E250 Blue Tec di Mercedes. In altre parti del Mondo, Volkswagen continua a passare altri guai: la Francia avvia un'inchiesta preliminare per truffa, mentre a Roma l'autorità garante della Concorrenza ha avviato un procedimento istruttorio, anche a seguito di varie segnalazioni ricevute da parte di associazioni di consumatori, nei confronti della società Volkswagen AG e della sua filiale che opera nella distribuzione di autoveicoli del gruppo in Italia. L'ipotesi istruttoria dell'Antitrust riguarda la possibilità di una pratica commerciale scorretta.

BISOGNO DI CHIAREZZA – Intanto mentre la Volkswagen vive i suoi guai in molte parti del Mondo, in Italia il suo Amministratore Delegato, Massimo Nordio, è stato convocato in audizione informale dalle commissioni Ambiente e Industria, con data ufficializzata per martedì prossimo. Giuseppe Marinello, Presidente della commissione Ambiente del Senato, ha dichiarato che “il Parlamento deve essere informato sulle ricadute della vicenda Volkswagen, sull'ambiente e sul mercato. In Italia vogliamo chiarezza e l'AD dell'Azienda è stato invitato a spiegare la situazione reale (i controlli del Ministero partiranno fra tre settimane)”. Sempre nell'ottica di correre ai ripari, il Gruppo tedesco ha dichiarato che per i clienti Audi è possibile scoprire se si è in possesso di un'automobile “truccata”, collegandosi al sito www.audi.de, dove una pagina apposita consente di scoprire “l'arcano mistero”, al quale, comunicano sempre dal Gruppo Volkswagen, stanno già cercando di porre rimedio, grazie al lavoro di esperti che fin da subito stanno studiando svariate soluzioni (probabilmente si opterà per quelle più veloci e meno invasive).  

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