Dieselgate, arrestato in Germania il CEO di Audi

Le autorità tedesche hanno arrestato Rupert Stadler, CEO di Audi, per timore che ostacolasse le indagini del caso Dieselgate

18 giugno 2018 - 14:24

La polizia di Monaco ha affermato di aver fermato ed arrestato il CEO di Audi portando ancor più nel baratro il gruppo Volkswagen per quanto riguarda la questione Dieselgate. Rupert Stadler, il più alto funzionario del Marchio di lusso del Gruppo tedesco, avrebbe potuto inquinare le prove o ostacolare le indagini condotte dalle autorità tedesche e per questo è stata ordinata una custodia cautelare nei suoi confronti. Il terremoto che sta mettendo in seria difficoltà Volkswagen non accenna a fermarsi, e il CEO di Audi che già era sotto osservazione si aggiunge alla lista di dirigenti Volkswagen già sotto inchiesta; proprio ora che si stava tentando di formare una leadership per trascinare il Marchio verso l'elettrificazione.

LA NOTIZIA DELL'ARRESTO Come è ovvio che sia, stiamo giustamente seguendo da vicino e con attenzione tutti gli sviluppi del caso Dieselgate scoppiato nei confronti del gruppo Volkswagen nel 2015. Fino ad ora l'azienda tedesca ha dovuto rispondere alle autorità di tutto il mondo per aver truccato i propri motori diesel con un software che faceva registrare meno emissioni di quelle effettive; il danno di immagine non è stato indifferente, per non parlare di quello economico relativo alle sole sanzioni (multa record in Germania appena pochi giorni fa). In una vicenda che pare ancora molto lontana dal concludersi, poche ore fa l'agenzia di stampa tedesca tedesca ha diffuso la news dell'arresto di Stadler, accompagnata dalla nota dell'ufficio del pubblico ministero di Monaco a conferma dell'ufficialità.

IL COINVOLGIMENTO DI AUDI Che anche il marchio Premium fosse coinvolto nella vicenda non è certo una novità, la polizia tedesca aveva già eseguito diverse perquisizioni all'inizio di quest'anno sia nella sede di Ingolstad che a casa di diversi dipendenti e dirigenti, inoltre l'ex capo dell'unità di sviluppo motori di Audi era già in stato di detenzione, e solo pochi giorni fa era arrivato anche il richiamo di alcuni modelli. Ciò che preoccupa è però il motivo dell'arresto di Stadler, in custodia cautelare per “evitare che occulti le prove o ostacoli le indagini”; a differenza di Volkswagen che alla fine ha ammesso le sue colpe pagandone le conseguenze, la custodia cautelare del CEO di Audi sembra sintomo di una collaborazione tutt'altro che trasparente, ma per ora l'azienda non commenta e difende ancora l'innocenza del suo numero uno.

E LE CONSEGUENZE? Stadler verrà interrogato al massimo mercoledì, solo con il proseguire delle indagini sapremo se veramente è “innocente” o se il suo atteggiamento è esclusivamente un “negare l'evidenza fino alla fine”. Il nome del CEO di Audi si aggiunge a una lista di nove dirigenti Volkswagen già condannati negli Stati Uniti, due dei quali stanno scontando le pene detentive al contrario dell'ex CEO Martin Winterkon, condannato ma non estradato dalla Germania. Ma soprattutto la figura di Ruper Stadler, secondo i media tedeschi, sembrava essere inserita all'interno di un piano di formazione di un nuovo corpo dirigenziale che avrebbe dovuto portare progressivamente il Gruppo verso una gamma interamente elettrica e “Green”. Certamente dopo questa notizia questo progetto perde di credibilità ma non vuol dire che non possa proseguire; di fatto, per ora, la prima conseguenza dell'arresto è un calo del 2,1% delle azioni Volkswagen nella borsa di Francoforte, e sono passate appena poche ore.

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