Dieselgate: altra legnata. In Corea multa da oltre 11 milioni di euro
E' la seconda multa per gli NOx, dopo il Brasile. Le autorità coreane avrebbero rilevato emissioni eccessive in 15 modelli VW che saranno richiamati
E' la seconda multa per gli NOx
E' la seconda multa per gli NOx, dopo il Brasile. Le autorità coreane avrebbero rilevato emissioni eccessive in 15 modelli VW che saranno richiamati
Non c'è pace per il gruppo Volkswagen che continua a pagare (in tutti i sensi) gli errori commessi e scoperti nello scandalo “dieselgate”. Così, dopo aver “chinato la testa” dinanzi i Paesi che si sono sentiti traditi, il Costruttore tedesco sta organizzando la grande “campagna di richiamo” mondiale e sta iniziando a pagare multe salate. Così dopo aver “aperto il portafogli” in Brasile, adesso si prepara a farlo in Corea del Sud, per una sanzione di 11,6 milioni di Euro. Il Costruttore tedesco, infine, dovrà anche rivedere tutte le strategie, perché anche il Paese asiatico ha preteso un piano di “ripristino” dettagliato.
CONTINUO SCONVOLGIMENTO – Matthias Mueller lo aveva detto: “la situazione cambierà ogni giorno”. Proprio così, probabilmente cosciente di ciò che la Volkswagen si sarebbe trovata ad affrontare, il boss del Gruppo germanico aveva letto in anticipo la situazione. Anche perché, al di là dei soldi da tirar fuori, l'altra grande problematica è l'organizzazione da rivedere e riprogettare in tutto il mondo, ogni qual volta esce fuori una criticità. In tal senso, le autorità asiatiche hanno imposto a Volkswagen di presentare entro il 6 gennaio del 2016 un dettagliato piano per il richiamo dei 125.522 veicoli coinvolti e la loro messa a norma. Già da tempo a Seul, il Ministero per l'Ambiente aveva sottoposto diversi modelli venduti nel paese a controlli specifici rilevando “lo scandalo” sia su automobili Volkswagen che Audi, sospese immediatamente dal mercato. Le principali indagate sono state la Golf, la Jetta e l'Audi A3 berlina, ma dovranno rientrare anche altri 15 modelli, tra i quali il Tiguan, il Beetle e le Audi Q5, Q3 e A4.
NESSUNA OPPOSIZIONE – La filiale coreana del Gruppo tedesco, come anche ha sottolineato “The Wall Street Journal”, non ha assolutamente recriminato per le condizioni imposte, accettando così le conclusioni dell'inchiesta governativa e provvedendo ad adottare le misure richieste dalla Corea del Sud. I provvedimenti ormai sembrano chiari, infatti le misure di intervento che Wolfsburg ha presentato all'Autorità federale per i trasporti tedesca (Kba) sono state da questa approvati, pertanto la Volkswagen potrà riportare a norma le emissioni delle automobili truccate, anche se, a oggi, ancora non si ha nessuna certezza delle nuove prestazioni e dei consumi post-intervento. L'atteggiamento remissivo di Volkswagen era comunque prevedibile, dal momento che, già in ottobre, Thomas Kühl, numero uno del Gruppo in Corea, si era scusato ufficialmente.
INDAGINI APERTE – Il “terremoto dieselgate” in Corea del Sud sembra non essere terminato, infatti il Ministero dell'ambiente sta continuando le verifiche anche su altri modelli di altre case automobilistiche, sia su motori benzina che diesel. Tra i più noti si parla di Mercedes.Benz e di Bmw, che nel Paese asiatico sono protagoniste di numeri di vendita importanti. Un dato interessante conferma che nei soli primi otto mesi del 2015 le importazioni dalla Germania sono cresciute del 18%, dopo che lo scorso anno fecero segnare un “boom” del 43%. Altre statistiche dicono che Volskwagen (indagata in Germania anche per evasione fiscale) e Audi valgono poco meno di un terzo del totale dei volumi stranieri e che in ottobre le vendite di Volkswagen sono crollate del 46%. Infine, altro aspetto che la Casa tedesca non potrà sottovalutare, è il fenomeno “class action”: in Corea del Sud, al momento, sono state raccolte duemila adesioni di clienti VW e Audi.