Diesel finito? il 48% dei venditori inglesi la pensa diversamente

Indagine shock sui venditori inglesi: il 48% non cambierà l'assortimento motori dopo gli scandali dei diesel e gli altri carburanti non interessano

30 maggio 2017 - 16:10

I diesel moderni hanno più di una freccia al loro arco: sono forse meno longevi di quelli “vecchio stampo” ma hanno raggiunto prestazioni ed efficienza rimarchevoli. La spinta ai regimi bassi e medi e consumi da record (una coupé come la Mercedes classe C220 con 170 CV ha consumato in certe condizioni 5,4 litri per 100 km durante la prova su strada di SicurAUTO) sono infatti qualità ben note e amate. Queste doti hanno guadagnato loro la benevolenza degli automobilisti, soprattutto in Italia, ma sono apprezzate anche dai concessionari del Regno Unito: una recente indagine ha infatti stabilito che, scandali o meno, non cambieranno il loro atteggiamento verso questo tipo di motore.

FEDELI AL DIESEL A dirlo è un'indagine della società di ricerca inglese Cap Hpi, che lo scorso aprile ha chiesto ai dealer del Regno Unito cosa pensassero dei motori diesel e dei carburanti alternativi alla luce delle notizie sugli scandali e le sanzioni. La risposta è stata piuttosto netta: un fragoroso 78% dei concessionari auto inglesi non faranno investimenti in veicoli alimentati con combustibili alternativi o elettrici anche alla luce della negatività che ha investito i motori diesel. Soltanto il 18% dei concessionari ha dichiarato di voler investire in veicoli di questo tipo mentre gli indecisi sono pochi, arrivando ad un piccolo 4%; le percentuali sono nel grafico qui sotto.

NON MI FACCIO INTIMIDIRE Questa “fede” è in qualche misura commovente e anche un po' testarda, dato che i dealer in UK sembrano più realisti del re. Diverse Case sembrano infatti non crederci non più di tanto (leggi che Renault potrebbe fermare lo sviluppo dei diesel piccoli e medi) e anche le Istituzioni prendono posizione in tal senso. Esempi clamorosi sono l'Olanda e la Norvegia, che vorrebbe fermare le auto diesel e benzina dal 2025. La devozione è ancor più rimarchevole considerando che l'84% dei dealer intervistati ha dichiarato di essere consapevole e informato intorno alle discussioni sui carburanti e sui problemi del gasolio; gli incerti sono il 2% mentre il 14% ha affermato di essere poco informato sulla materia. Queste informazioni possono servire anche a “contenere” le obiezioni dei clienti, che nel 51% dei casi hanno manifestato dubbi e perplessità.

LE NOTIZIE NON BASTANO Le conclusioni sono abbastanza lineari e le riassume Philip Nothard, editor del settore consumer e retail in Cap Hpi: “questi risultati, inquadrati nel contesto dei dibattiti sui carburanti, dimostrano che i concessionari sono in gran parte sostenitori del diesel e non sono influenzati dalla negatività riportate dai media”.

 In altre parole, la risposta all'interrogativo “cambieresti il tuo stock di magazzino, attuale e futuro, sulla base dell'aura negativa che c'è intorno ai motori diesel?” è stata chiaramente negativa, ancor più pregnante perché espressa da persone che si sono definite 'informate'. L'analista comunque ricorda che i diesel usati avrebbero perso valore in modo leggermente più rapido rispetto ai benzina e questa ipotesi, anche se non valida per tutti i segmenti, era stata formulata prima che scoppiasse lo scandalo delle emissioni dei diesel Volkswagen. In ogni caso Nothard precisa che “Ci aspettiamo andamenti diversi, nel lungo termine, a seconda del tipo di veicolo. I grandi SUV, le berline di gamma alta e le executive con motore diesel continueranno probabilmente ad essere più 'attraenti' rispetto ai loro equivalenti a benzina nella maggior parte dei casi. I nostri dati più recenti indicano che le auto executive con motore diesel hanno superato, in valore, le loro equivalenti a benzina del + 1,4%”. Sembra quindi che il diesel avrà ancora delle carte da giocare per diverso tempo, sostenuto dall'affezione dei dealer (e anche degli automobilisti). I venditori dovrebbero però tenere occhi e orecchie bene aperti perché sembra che la “rivoluzione” dei carburanti alternativi e dell'elettrico, più volte annunciata, questa volta potrebbe concretizzarsi e interessare anche le auto di gamma alta (leggi di Volvo che potrebbe non sviluppare più motori diesel).

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