Delrio: “Pedemontana? Lo Stato non è bancomat autostrade”

Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, non intende più sovvenzionare la Pedemontana bloccata per mancanza di fondi

13 aprile 2016 - 12:00

Lo Stato non darà più un euro alla Pedemontana (vedi qui). Un'autostrada (più precisamente un sistema viabilistico che include tangenziali e strade) incompleta e bloccata dalla mancanza di fondi per proseguire l'opera. A fare muro è il ministro dei Trasporti Graziano Delrio, perentorio con i sindaci di Monza e Brianza: “Miriamo a non aggiungere ulteriori contributi pubblici che sono già molto robusti. Lo Stato non può essere un bancomat. Se l'opera è stata pensata con previsioni di traffico sbagliate, noi o i cittadini non possiamo mettere i soldi, non funziona così”. Delrio ha aggiunto che, “se c'è da revisionare, come mi pare di capire è da fare, per avere un closing finanziario, è compito non del Governo, ma dei concessionari fare delle proposte”. Proposte che poi “il Governo esaminerà”. Dopodiché, ecco la domanda diretta è precisa: ma i quattrini sono finiti? Risposta del ministro: “Ne abbiamo stanziati tanti, 1,2 miliardi su un totale di 4,15 più 800 milioni di defiscalizzazione. Sono tanti soldi e cerchiamo di andare avanti con quello che c'è”.

POLEMICA FEROCE Tuttavia, l'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Alessandro Sorte, non ci sta. E replica così alle dichiarazione del ministro Delrio: “Non capisco l'atteggiamento del Governo che chiacchiera di rilancio dell'economia e poi lesina le risorse per le opere destinata a rilanciare i territori e a creare posti di lavoro. È una beffa. Per di più il ministro Delrio non ha ancora risposto al ventaglio di richieste fatte mesi fa dalla Lombardia per tutti gli interventi infrastrutturali messi in cantiere dalla Regione. Il sospetto è che la Lombardia vada bene quando c'è da drenare tasse o da tagliare nastri, ma non vada più bene quando è il Governo a doversi impegnare”.

CONTROREPLICA PESANTE DEL M5S Gianmarco Corbetta, consigliere regionale del M5S Lombardia, e Davide Tripiedi, deputato del M5S, si scagliano contro Sorte: “Ricapitolando: prima si sparano stime di traffico del tutto irrealistiche, poi si progetta un mostro a 10 corsie promettendo mirabolanti compensazioni ambientali (che ancora oggi non ci sono nemmeno per le tratte già realizzate), infine si spendono (tutti e subito) i soldi pubblici stanziati per l'intera opera solo per fare il primo pezzettino e alla fine ci si trova senza soldi, praticamente in braghe di tela. E a questo punto la Regione Lombardia chiede altri soldi al Governo e viene un ministro da Roma a dire che è disponibile a rivedere il progetto? Ma l'unica cosa sensata a questo punto è fermare l'opera la dove è arrivata, bisogna cambiare paradigma e puntare sul trasporto collettivo. E comunque per rivedere il piano finanziario e la progettazione servono anni e Pedemontana, nello stato di crisi finanziaria in cui versa, non ha tutto questo tempo”.

DISCORSO GENERALE Comunque, non è solo la Pedemontana nell'occhio del ciclone. A non convincere tanto, sono un po' tutte le opere messe in piedi con l'Expo Milano 2015, inclusa la Brebemi (vedi qui), la Teem e altre infrastrutture costate un mare di miliardi di euro. Forse, per una valutazione obiettiva di queste strade occorre tempo, ma certo che vedere i nuovi percorsi deserti (il traffico è notevolmente inferiore alle attese) non conforta. Dario Balotta, responsabile regionale dei Trasporti per Legambiente, commenta: “Ministero e Regione sono come i 'ladri di Pisa': di giorno litigano, e di notte vanno d'accordo. In realtà, il dato che emerge dall'incontro con il ministro Delrio è che anche il Governo, come la Regione Lombardia, sostiene che Pedemontana vada avanti mentre ci troviamo di fronte a un fallimento conclamato del project financing”. Ovvero incentivare la partecipazione dei privati nella realizzazione e gestione delle infrastrutture, salvo chiamare lo Stato (noi contribuenti) a mettere soldi se le cose vanno male.

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