Targhe polacche con RCA false: richiesta di rivalsa milionaria per due italiani

Targhe polacche con RCA false: richiesta di rivalsa milionaria per due italiani

Si scherza col fuoco a Napoli con le targhe polacche: se l’auto ha la RCA falsa, in caso di incidente si può essere costretti a pagare risarcimenti da milioni di euro: Italia e Polonia corrono ai ripari

 

Si scherza col fuoco a Napoli con le targhe polacche: se l’auto ha la RCA falsa, in caso di incidente si può essere costretti a pagare risarcimenti da milioni di euro: Italia e Polonia corrono ai ripari

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6 Novembre 2026 - 10:02

Targhe polacche: da sogno napoletano per spendere poco all’incubo di rimborsi milionari. Due italiani sono infatti costretti a pagare risarcimenti stellari per aver causato sinistri mortali nella città partenopea, guidando auto prese a noleggio lungo termine da società con sede legale a Varsavia e dintorni. Per capire meglio di cosa parliamo, ricostruiamo l’accaduto, arrivando infine alle novità delle scorse settimane che possono cambiare le regole del gioco. Tutto nasce dalla proverbiale creatività di Napoli: per non pagare l’assicurazione obbligatoria RCA da capogiro in Italia, migliaia di cittadini si rivolgono ad aziende che danno a noleggio lungo termine vetture targate in Polonia. In cambio di un canone mensile, il consumatore guida all’ombra del Vesuvio una macchina senza esserne proprietario, con un risparmio enorme rispetto a quanto sarebbe costretto a versare di polizza per un mezzo di cui è titolare. Qualcosa di analogo anche a Milano e in altre città, sebbene con targhe di altre nazioni e con dimensioni inferiori. Ma l’agguato è dietro l’angolo.

TARGHE POLACCHE CON RCA FALSE: DISASTRO

Si tratta di pratiche “borderline”, che viaggiano sul filo del rasoio della legalità: si profitta di cavilli normativi dell’Unione Europea, con la libertà di circolare dei beni e delle merci.

Se la società di noleggio a lungo termine polacca (i cui titolari sono ignoti) dà un’auto con la polizza RCA di quella nazione, in caso di sinistro provocato il conducente è coperto: la compagnia risarcisce i danni a chi è stato coinvolto senza colpa nell’incidente (il cosiddetto terzo).

Ma se la società di noleggio a lungo termine polacca dà un’auto con la polizza RCA falsa, in caso di sinistro provocato il conducente non è coperto: nessuna compagnia risarcisce i danni a chi è stato coinvolto senza colpa nell’incidente. Il terzo si rivolge al fondo vittime della strada in Polonia, che lo rimborsa. A sua volta il fondo ha il diritto di rivalersi sul responsabile del sinistro: ha il diritto di farsi risarcire tutto l’indennizzo.

Alla fine quindi il guidatore deve pagare di tasca propria i danni al terzo. Qualora i danni ammontino a poche centinaia di euro, è un piccolo guaio. Qualora invece ci siano lesioni fisiche pesanti o morti, il rimborso è di milioni di euro: un disastro. Proprio come accaduto in due casi a Napoli.

PRIMO CASO A NAPOLI: LA BMW 

Iniziamo dal caso del 2021: una BMW con targa polacca, condotta da un cittadino italiano e acquisita tramite lo stesso schema di noleggio transfrontaliero con società di Varsavia. L’automobilista ha provocato uno scontro mortale nel capoluogo campano: vittima un ciclista.

Il Polskie Biuro Ubezpieczycieli Komunikacyjnych (PBUK, il Fondo di garanzia per le vittime della strada polacco) – il corrispondente polacco del nostro Fondo – è subentrato per legge per indennizzare gli eredi della vittima. Successivamente alla liquidazione del danno, il PBUK ha attivato l’azione di rivalsa nei confronti del conducente italiano responsabile dell’incidente.

Danni per 10,2 milioni di euro (a beneficio della famiglia della vittima): il contenzioso transfrontaliero di rivalsa più elevato mai registrato nella storia dell’ente polacco, per via della polizza fake.

traffico a napoli

SECONDO CASO A NAPOLI: FIAT PANDA

Ci riferiamo a una Fiat Panda immatricolata nel 2013, guidata da un cittadino italiano residente a Napoli. Durante la circolazione, il conducente ha investito e ucciso un pedone nel 2025.

A seguito dei rilievi delle Forze dell’ordine e dell’apertura del sinistro internazionale, è emerso che il contratto di assicurazione fornito dalla società di noleggio polacca era contraffatto. Il PBUK esige la restituzione integrale dell’importo di 5,6 milioni di euro.

LA POLONIA È STANCA DI PAGARE

Nei primi nove mesi del 2026, veicoli non assicurati con targa polacca hanno causato danni per un valore di 40 milioni di PLN (circa 9 milioni di euro) in Italia, dice autokult. È lo Stato polacco ad alimentare con proprie risorse il fondo vittime di Varsavia, a sua volta grazie al denaro degli automobilisti polacchi. Proprio come accade in Italia col fondo del nostro Paese: una piccola percentuale del prezzo della RCA finisce in quella riserva economica.

In Polonia, metà delle richieste di risarcimento arriva da Napoli: adesso le autorità locali intendono arginare il fenomeno. Il PBUK reputa che 35.000 veicoli immatricolati in terra polacca circolavano sulle strade italiane, spiega odszkodowania, ma molto probabilmente i numeri veri superano di gran lunga la stima.

PRIMA IL SUPER PROFITTO E POI LA TRUFFA

Torniamo un istante sulla polizza RCA pagata dal napoletano per la targa polacca. La premessa è che Varsavia ha un registro digitale unico: esiste l’obbligo di Responsabilità civile anche per veicoli fermi o privi di ruote (con verifica immediata della copertura).

Un’assicurazione annuale costa 100-150 euro in Polonia, ma viene fatta pagare molto di più dal locatore ai napoletani, con canoni mensili sproporzionati. Il margine di guadagno è notevole, all’interno comunque di un’attività lecita, seppure “borderline”. Si sfrutta il fatto che le polizze italiane hanno prezzi astronomici.

Poi c’è lo scenario della truffa, con la RCA inesistente: l’azienda intende ottenere un profitto ancora superiore, non sazia del ricavo che già è forte. Causando guai per la vittima (la procedura per avere l’indennizzo è lunga e complessa) e talvolta drammi per il colpevole.

IL NUOVO TREND: LA BULGARIA

Con Varsavia che “si ribella” contro lo tsunami di targhe polacche e coi casi di truffe per mancanza di RCA, si inseriscono nel business le società a lungo termine della Bulgaria. Queste sostengono che le proprie vetture siano regolarmente assicurate. È così? Mistero: il pericolo resta. Anche perché nessuno è in grado di dire chi ci sia dietro i noleggiatori, in Polonia come in Bulgaria. Segnaliamo anche il recente caso DallBogg: compagnia bulgara revocata in Italia e in altri Paesi europei.

LA PRIMA REAZIONE DELL’ITALIA

Da parte sua, l’Italia si attiva. Il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini intende riformare il Codice della Strada nel 2028: si punta all’obbligo di polizza italiana per le auto che circolano per un certo periodo di tempo nel nostro Paese.

Il tutto attraverso l’esame del REVE: il Registro dei Veicoli Esteri, uno strumento informatico fondamentale istituito presso la Motorizzazione Civile e gestito dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA) che impone a chiunque conduca in Italia un veicolo immatricolato all’estero per più di 30 giorni di registrare la targa e la disponibilità del mezzo, così da tracciare in modo trasparente i flussi di circolazione e smascherare i furbetti del leasing transfrontaliero.

Se la proposta diverrà realtà, sarebbe da valutare la reazione di Bruxelles: occorre capire se la norma vada contro il principio di libertà di circolazione delle merci e delle persone nell’Unione Europea. Al massimo, è proprio l’UE che potrebbe rivedere le proprie regole, per renderle non perforabili attraverso l’interpretazione di micro cavilli: da eliminare la possibilità di azzeccare il garbuglio per le targhe polacche a Napoli.

UN ACCORDO DI PESO

È invece di un certo peso il recente accordo fra UCI (Ufficio Centrale Italiano) e ACI (Automobile Club d’Italia): mira a creare un canale di scambio dati rapido e mirato, sfruttando le risultanze del REVE per incrociare in tempo reale le targhe dei veicoli polacchi circolanti nel territorio nazionale.

L’obiettivo operativo è duplice e di assoluto rilievo: da un lato verificare con precisione la sussistenza e la validità della copertura assicurativa internazionale, dall’altro arginare le frodi legate al noleggio estero e tutelare le strade italiane da vetture potenzialmente scoperte o associate a gestioni opache.

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