Strisce blu: multa anche se il parcometro è rotto, lo dice la Cassazione

Strisce blu: multa anche se il parcometro è rotto, lo dice la Cassazione

Scopri perché la multa per strisce blu è valida anche se il parcometro è antiquato, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione

 

Scopri perché la multa per strisce blu è valida anche se il parcometro è antiquato, secondo una recente sentenza della Corte di Cassazione

9 Marzo 2026 - 16:15

Trovare un parcometro rotto o antiquato non è un buon motivo per non pagare le strisce blu e in questi casi la multa è più che legittima. Lo dice una recente sentenza della Corte di Cassazione, la n. 3273/2026, rigettando il ricorso di un automobilista multato per sosta irregolare e che aveva provato a giustificarsi affermando l’impossibilità di procedere al pagamento, in quanto il parcometro non era aggiornato con i sistemi più moderni (dal momento che il macchinario non accettava carte di credito e bancomat) e lui non aveva monete con sé.

SOSTA SU STRISCE BLU: L’IMPOSSIBILITÀ DI PAGARE NON È UNA GIUSTIFICAZIONE

Tuttavia la Suprema Corte ha ricordato che quando si lascia l’auto sulle strisce blu (zona a sosta tariffata) non si sta stipulando un contratto con un privato, ma si sta rispettando una norma di legge: precisamente l’articolo 7 comma 15 del Codice della Strada, che attribuisce ai Comuni il potere di regolamentare la sosta e renderla a pagamento. Questo significa che l’obbligo non nasce da un accordo tra due parti, ma da un atto di pubblica amministrazione. E, come per ogni norma di legge, l’ignoranza o, nel caso specifico, l’impossibilità tecnica dichiarata dall’automobilista, non costituisce una scusante valida. Chi parcheggia sulle strisce blu è sempre tenuto a pagare la tariffa oraria: e se il parcometro accetta solo monete, è un problema del conducente, non dell’Ente che gestisce la sosta.

L’AMMINISTRAZIONE NON È TENUTA A GARANTIRE TUTTI GLI STRUMENTI DI PAGAMENTO

In altri termini, sempre secondo la pronuncia della Cassazione, l’amministrazione non è tenuta a garantire ogni singolo strumento di pagamento possibile. Spetta invece all’utente attivarsi per rispettare l’obbligo. Questo significa in concreto che se ci si accorge di non avere monete davanti al parcometro, la soluzione non è parcheggiare lo stesso senza pagare la tariffa sentendosi in qualche modo giustificati, ma cercare un’alternativa. Ad esempio procurarsi le monete in un bar vicino scambiando dei soldi di carta, oppure cambiare zona di parcheggio, oppure verificare la possibilità di usare eventuali app per la sosta convenzionate con il Comune.

Strisce blu multa

MANCATO PAGAMENTO STRISCE BLU: EVASIONE TARIFFARIA

Per la Cassazione, un comportamento del genere, cioè parcheggiare senza pagare, comporta un’evasione tariffaria, ossia una vera e propria violazione amministrativa con tutte le conseguenze del caso.  Ma attenzione: c’è evasione tariffaria non solo se non si acquista il biglietto orario, convinti che la mancanza di monete o di un lettore per carte di credito rappresenti una valida giustificazione. Ma anche quando si paga regolarmente la prima ora ma poi si ritarda il rientro, lasciando scadere il ticket senza rinnovarlo. In entrambi i casi, la violazione della disciplina della sosta regolamentata è identica, e la sanzione prevista dal Codice della Strada (da 42 a 173 euro) si applica senza distinzioni.

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