Robotaxi infrange il Codice della Strada? Produttore paga la multa: rivoluzione in California

Robotaxi infrange il Codice della Strada? Produttore paga la multa: rivoluzione in California

Dal 1° luglio 2026, la California consente alle Forze dell'ordine di sanzionare i produttori per le infrazioni stradali

 

Dal 1° luglio 2026, la California consente alle Forze dell'ordine di sanzionare i produttori per le infrazioni stradali

di 
28 Luglio 2026 - 15:50

Robotaxi: California rivoluzionaria in tema di multe per infrazioni al Codice della Strada commesse dalle auto a guida autonoma. Se una vettura senza conducente commette una violazione, il produttore del veicolo può essere considerato responsabile dalle Forze dell’ordine: pagherà la contravvenzione. Il Golden State fa così da apripista in un settore dove tutti i Governi sono titubanti a legiferare, ossia quello delle macchine senza pilota. Ovunque, si resta in un limbo senza certezze giuridiche sulle colpe per i passaggi col semaforo rosso, gli eccessi di velocità, gli ingressi nelle Zone a traffico limitato non autorizzati. Invece lo Stato federato USA fa il primo passo.

INFRAZIONI DEI ROBOTAXI: LA CALIFORNIA INDIVIDUA IL COLPEVOLE

Con l’entrata in vigore dell’Assembly Bill 1777 e le nuove disposizioni del Department of Motor Vehicles (DMV), la California colma un vuoto legislativo che finora rendeva i produttori dei robotaxi di fatto immuni alle multe in movimento, poiché le leggi locali prevedevano contestazioni esclusivamente nei confronti degli esseri umani. Ossia delle persone all’interno del mezzo: i passeggeri, in quanto parliamo di guida autonoma al 100%, non di sistemi di guida assistita con un guidatore in carne e ossa. Ecco i punti chiave delle norme.

AVVISO DI NON CONFORMITÀ

Le Forze dell’Ordine non emettono una normale contravvenzione intestata a un individuo. Viene invece prodotto un documento ufficiale che registra tutti gli elementi dell’evento: targa del veicolo, data, ora, luogo e tipo di violazione commessa mentre il sistema autonomo era operativo.

Questo meccanismo consente di mantenere una traccia formale dell’infrazione e di collegarla direttamente al soggetto responsabile della tecnologia.

L’avviso viene indirizzato alla società che gestisce il sistema di guida autonoma. L’azienda deve quindi occuparsi della comunicazione interna e della trasmissione delle informazioni richieste alle autorità competenti.

Il termine previsto per la notifica al Dipartimento è di 72 ore, mentre in caso di incidente il periodo si riduce a 24 ore, così da consentire una risposta più rapida e una possibile analisi dell’accaduto.

La norma punta anche a evitare che la complessità tecnologica diventi un ostacolo alle verifiche: la presenza di sistemi automatici non può trasformarsi in una zona priva di responsabilità.

Robotaxi infrange il Codice della Strada? Produttore paga la multa rivoluzione in California

COMUNICAZIONE RAPIDA

Le società di robotaxi dovranno garantire un collegamento costante con le Forze dell’Ordine attraverso una linea telefonica dedicata attiva 24 ore su 24, sette giorni su sette. La presa in carico delle chiamate dovrà avvenire entro tempi molto rapidi, con un operatore disponibile a interagire con gli agenti.

Inoltre, i veicoli dovranno essere dotati di sistemi di comunicazione bidirezionale che permettano agli operatori remoti di dialogare direttamente con chi si trova sul posto.

Questo aspetto diventa particolarmente importante in situazioni nelle quali un robotaxi potrebbe rappresentare un ostacolo alla circolazione o trovarsi coinvolto in un controllo stradale.

TUTTO SOTTO CONTROLLO

La California prevede il geofencing d’emergenza: la possibilità per i soccorritori di creare un “perimetro digitale” attorno a un’area critica. In caso di incidente, incendio o blocco della strada, le autorità potranno imporre una zona virtuale nella quale i veicoli autonomi dovranno modificare il proprio comportamento.

La società responsabile del sistema dovrà quindi intervenire rapidamente, facendo uscire il mezzo dall’area interessata o modificandone il percorso. Si tratta di un cambio di paradigma: non è più soltanto l’auto a decidere come muoversi, ma anche le autorità possono interagire direttamente con il suo ambiente digitale.

UN PRECEDENTE DESTINATO A FAR DISCUTERE

La decisione della California potrebbe diventare un modello per altri territori che stanno sperimentando la diffusione dei robotaxi. Il settore è in una fase di espansione: sempre più aziende stanno testando flotte commerciali senza conducente nelle grandi città americane, ma la crescita tecnologica procede più rapidamente rispetto alla definizione delle regole.

La domanda centrale resta sempre la stessa: se un algoritmo commette un errore (la macchina che “impazzisce”), chi deve risponderne? La soluzione californiana sposta il peso della responsabilità verso chi sviluppa e controlla la tecnologia. Il principio è simile a quello applicato in altri settori ad alta automazione: chi mette sul mercato un sistema complesso deve garantire sicurezza, controllo e capacità di intervento.

POSSIBILI CONTROVERSIE

Resta però aperto il dibattito su alcuni aspetti. Le aziende potrebbero contestare alcune responsabilità sostenendo che determinate situazioni siano legate a fattori esterni, come le infrazioni degli altri automobilisti, le condizioni della strada o la segnaletica non corretta.

Inoltre, sarà necessario capire come queste norme si coordineranno con le responsabilità civili in caso di incidente, con le compagnie assicuratrici e con le future regolamentazioni federali.

Per ora la California ha scelto una strada precisa: l’assenza di un conducente umano non significa assenza di un responsabile. La mobilità autonoma potrà crescere soltanto se accompagnata da regole capaci di individuare chiaramente chi risponde delle decisioni prese dalle macchine. Il robotaxi può guidare da solo, ma davanti alla legge qualcuno dovrà comunque rispondere delle sue azioni.

Commenta con la tua opinione

X