Risciò turistici

Risciò turistici: le regole per la circolazione

Se ne vedono a decine o forse centinaia nelle località di vacanza: sono i risciò turistici, ecco le regole che ne disciplinano la circolazione

6 agosto 2020 - 18:00

Sono molto diffusi soprattutto nelle località di vacanza: parliamo dei risciò turistici, quei veicoli a pedali su quattro ruote che ovviamente hanno poco o nulla in comune con i veri e propri risciò (composti da un carrello a due ruote trainato a braccia da un conducente) che circolano in Asia e in Africa. Se ne vedono parecchi, spesso guidati da utenti giovani o giovanissimi, con tutti i rischi del caso, al punto da chiedere se esistano regole particolari per la circolazione su strada dei risciò turistici.

I RISCIÒ TURISTICI SONO VELOCIPEDI

Il Codice della Strada classifica i risciò turistici come velocipedi, per cui in massima parte questi veicoli devono osservare le medesime regole delle biciclette. Che, come sappiamo, rispetto ai mezzi a motore, di regole ne hanno ben poche… Quindi per guidare un risciò turistico non serve la patente, non sono necessari bollo e assicurazione e si può essere anche minorenni. L’art. 50 CdS si limita a ricordare che “i velocipedi sono i veicoli con due o più ruote funzionanti a propulsione esclusivamente muscolare, per mezzo di pedali o di analoghi dispositivi, azionati dalle persone che si trovano sul veicolo”, e che in merito alle misure “non possono superare 1,30 mt di larghezza, 3 mt di lunghezza e 2,20 mt di altezza”.

L’art. 182 CdS, in maniera un po’ più specifica, precisa invece che “i velocipedi appositamente costruiti e omologati per il trasporto di altre persone oltre al conducente (come appunto i risciò, ndr) devono essere condotti, se a più di due ruote simmetriche, solo da quest’ultimo”, e che “su tali veicoli non si possono trasportare più di quattro persone adulte compresi i conducenti; è consentito però anche il trasporto contemporaneo di due bambini fino a dieci anni di età”.

RISCIÒ TURISTICI: CARATTERISTICHE TECNICHE ED EQUIPAGGIAMENTO

Se è vero che devono rispettare le medesime regole di circolazione, esistono comunque alcune differenze sostanziali tra i risciò turistici e i comuni velocipedi come le biciclette. Ad esempio, diversamente dalle bici, i risciò necessitano di apposita omologazione da parte del ministero dei Trasporti richiesta per tutti i velocipedi a più ruote simmetriche che consentono il trasporto di altre persone oltre il conducente. In particolare, occorre rispettare le già citate dimensioni massime previste dal Codice della Strada (1,30 mt di larghezza, 3 mt di lunghezza e 2,20 mt di altezza), che non vanno mai superate nemmeno per effetto del carico sistemato sui veicoli. I risciò turistici devono inoltre essere equipaggiati di alcuni elementari dispositivi essenziali alla sicurezza:

– un efficace sistema di frenatura, disposto in modo da poter essere facilmente e rapidamente manovrato in qualunque occasione;

dispositivi di segnalazione visiva, anteriore a luci bianche o gialle, posteriore a luci rosse e catadiottri rossi, nonché a catadiottri gialli sui pedali e sui lati del mezzo;

campanello che deve emettere un suono di intensità tale da poter essere percepito ad almeno 30 metri di distanza.

I dispositivi luminosi e il campanello devono essere sempre presenti ed efficienti da mezzora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba. E anche di giorno nelle gallerie, in caso di nebbia, di caduta di neve, di forte pioggia e in ogni altro caso di scarsa visibilità.

NOLEGGIO DEI RISCIÒ TURISTICI

I risciò turistici che circolano nelle località di vacanza sono in gran parte presi a noleggio da società che effettuano questo genere di servizio. In base ai regolamenti comunali chi noleggia i risciò può disporre particolari norme restrittive, come affittare il veicolo ai soli conducenti maggiorenni o richiedere ai minori quanto meno il possesso della patente AM o A1. Ci sono inoltre società che includono nel costo del noleggio un’assicurazione RC verso terzi. Alcuni Comuni, per questione legate alla viabilità e alla sicurezza, possono inibire la circolazione dei risciò turistici, per tutta la giornata o per un limitato arco temporale. Ci sono poi Comuni che vietano l’ingresso dei risciò nelle aree pedonali e/o nelle zone a traffico limitato.

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