Preventivo officina

Preventivo officina: per la Cassazione può avere valore di prova

Novità nelle cause di risarcimento da incidenti stradali: per la Cassazione il preventivo dell'officina può avere valore di prova e tocca alla controparte dimostrarne l'inefficacia

9 dicembre 2020 - 18:08

Il preventivo di un’officina ha valore di prova in una causa giudiziaria relativa a un sinistro stradale? Soprattutto nei casi che riguardano danni di lieve entità, la presentazione come documento probatorio di un semplice preventivo di spesa può rappresentare un’alternativa alla più costosa, e per questo potenzialmente anti-economica, consulenza tecnica d’ufficio. Ma non sempre il preventivo viene accettato come prova, vediamo cosa ha stabilito in merito la Corte di Cassazione.

PREVENTIVO OFFICINA HA VALORE PROBATORIO?

Qualche anno fa, esattamente con la sentenza n. 26693/2013, la Suprema Corte aveva escluso la possibilità che il preventivo di un’officina potesse avere valore di prova, stabilendo che nel giudizio di risarcimento del danno da sinistro stradale non ha alcun valore probatorio il preventivo di riparazione “redatto da un soggetto estraneo alla controversia e non corroborato da altri elementi quali il listino prezzi relativo ai pezzi di ricambio del veicolo danneggiato e, soprattutto, dalle fotografie dello stesso”. E a nulla era valso il tentativo del legale della parte danneggiata di dimostrare che il preventivo dell’officina potesse considerarsi alla stregua di una produzione di fotografie, ipotesi immediatamente scartata dagli Ermellini.

CASSAZIONE: QUANDO IL PREVENTIVO DELL’OFFICINA PUÒ ASSUMERE VALORE DI PROVA

Tuttavia, di recente la Corte di Cassazione ha prodotto una sentenza (n. 27624 del 3 dicembre 2020) molto più possibilista, sostenendo che, in assenza di un’esplicita contestazione, da parte del presunto responsabile, dell’entità del danno subito dalla vittima di un incidente stradale, il preventivo dell’officina può assumere valore di prova. Significa che spetta alla controparte l’onere di contestare specificamente il preventivo prodotto in giudizio, diversamente lo stesso può essere assunto come principio di prova dei danni.

PREVENTIVO OFFICINA DEPOSITATO IN GIUDIZIO: TOCCA ALLA CONTROPARTE CONTESTARLO

Nel caso specifico un automobilista era passato sotto un ponte troppo basso e non opportunamente segnalato, riportando seri danni al veicolo. Il Comune proprietario dell’infrastruttura, convenuto in giudizio, non aveva però contestato in modo specifico l’ammontare del danno subito dal conducente. Limitandosi a sostenere che la richiesta di risarcimento fosse eccessiva e attribuendo la colpa dell’incidente all’eccessiva velocità dell’uomo. Cosa che peraltro si sarebbe potuta dedurre calcolando l’entità dei danni riportati dalla vettura, col rischio però (per il Comune) di dover ammettere che tali danni fossero parecchio ingenti. La Cassazione ha pertanto ritenuto che la mancata contestazione specifica, sia del danno patito dall’automobilista e sia la del preventivo depositato in giudizio, può concorrere a fissare l’ammontare del risarcimento. Di conseguenza il preventivo di spesa depositato in originale e completo di ogni elemento identificativo è un documento che dev’essere contrastato adeguatamente dalla controparte.

Commenta per primo

POTRESTI ESSERTI PERSO:

I migliori pneumatici estivi per SUV 2021 nel Test Autobild

Segnaletica orizzontale e verticale: quale prevale?

Onestà venditori d’auto: Roma migliore di Milano