Multa per transito sulla corsia preferenziale: cosa fare

Chi ha preso una multa per transito sulla corsia preferenziale deve studiarsi con attenzione la normativa per capire cosa si può fare

15 febbraio 2021 - 18:07

Prendere una multa per transito sulla corsia preferenziale è più facile di quanto si pensi, anche prestando una certa attenzione, perché spesso tra le corsie ordinarie e e quelle riservate ai mezzi pubblici non c’è soluzione di continuità e l’inizio delle seconde è segnalato male (con cartelli minuscoli e telecamere semi-nascoste) o non segnalato affatto. Insomma cascarci è un attimo, meglio quindi sapere cosa fare in questi casi.

VIOLAZIONE ARTICOLO 7 COMMA 1 E 14 DEL CODICE DELLA STRADA

L’articolo 7 comma 1 lettera i) del Codice della Strada dispone che nei centri abitati i Comuni possono, con ordinanza del sindaco, riservare strade alla circolazione dei veicoli adibiti a servizi pubblici di trasporto, per favorire la mobilità urbana. Il successivo comma 14 precisa che la violazione del divieto di circolazione nelle corsie riservate ai mezzi pubblici di trasporto (altrimenti dette corsie preferenziali), nelle aree pedonali e nelle zone a traffico limitato è soggetta alla sanzione amministrativa del pagamento di una multa da 83 a 333 euro. L’infrazione può essere rilevata sia con contestazione immediata di un agente accertatore che differita, mediante l’uso di telecamere. A prevederlo è l’art. 201 comma 1-bis lettera g) CdS, secondo cui la contestazione immediata non è necessaria nel caso di rilevazione […] della circolazione sulle corsie e sulle strade riservate o con accesso o transito vietato, attraverso dispositivi omologati.

CHI PUÒ COMMINARE UNA MULTA PER TRANSITO SULLA CORSIA PREFERENZIALE?

Possono comminare una multa per transito e sosta sulla corsia preferenziale, con contestazione immediata o notifica a casa del verbale, tutti gli organi di polizia stradale autorizzati a svolgere servizi di prevenzione e accertamento delle violazioni in materia di circolazione stradale (Polizia stradale, Polizia di stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia provinciale e municipale, ecc.). E in base alla sentenza della Cassazione n. 2973/2016 anche il personale ispettivo delle aziende di trasporto pubblico, che ha potere di controllo della sosta sulle corsie preferenziali, nella zona di fermata degli autobus e nelle zone di transito dei veicoli su rotaia. Esclusi, invece, gli ausiliari del traffico.

MULTE CORSIE PREFERENZIALI CON TELECAMERA

Un’altra recente pronuncia della Corte di Cassazione, la n. 20222/2018, ha confermato l’orientamento, già espresso in precedenza, secondo cui l’accertamento del transito su corsie riservate può essere fatto tramite l’ausilio delle medesime telecamere poste per rilevare il divieto d’accesso alle Ztl e ai centri storici. La legge n. 214/2003 ha esteso infatti alle corsie preferenziali la disciplina relativa al rilevamento con apparecchiatura di videoripresa prevista per le zone a traffico limitato, avendo previsto per le prime l’impiego delle stesse telecamere previste per le seconde ‘se le corsie sono poste in corrispondenza o all’interno dei varchi di accesso alle Ztl’. Tuttavia questa limitazione è stata superata dalla successiva giurisprudenza della Suprema Corte, per cui allo stato attuale la rilevazione degli illeciti su corsie riservate ai mezzi pubblici può sempre avvenire mediante l’uso delle telecamere già autorizzate per il controllo dell’accesso alle Ztl, senza necessità di ulteriore autorizzazione.

CHI PUÒ CIRCOLARE SULLE CORSIE PREFERENZIALI?

Ma chi può circolare sulle corsie preferenziali? Queste corsie sono di norma riservate al transito dei mezzi del trasporto pubblico (autobus di linea, tram e taxi), dei mezzi di emergenza e dei veicoli speciali. Tuttavia col passare del tempo le corsie preferenziali sono state man mano aperte al passaggio di altre categorie di veicoli, allo scopo di snellire il traffico delle corsie ordinarie. Oggigiorno, quindi, possono di norma circolarvi, ma solo in presenza di una specifica segnaletica che ne autorizzi l’accesso, anche le moto e gli scooter, le auto che svolgono il servizio di NCC e i pullman turistici. Inoltre in alcuni Comuni il transito è concesso pure alle auto elettriche dei privati, ai mezzi del car sharing e ai veicoli a servizio dei disabili, nonché ai proprietari dei passi carrabili il cui sbocco è proprio sulla corsia preferenziale.

Novità 2020: gli enti proprietari delle strade possono estendere l’accesso alle corsie preferenziali anche ai velocipedi (bici, e-bike e monopattini elettrici), a condizione che non vi siano binari tramviari a raso e che la carreggiata abbia larghezza non inferiore a 4,30 metri (art. 7 comma 1 lettera 1-ter) CdS).

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