Multa autovelox

Multa autovelox: nulla se non indica il decreto prefettizio [Cassazione]

L'eventuale multa presa con l'autovelox è nulla se il verbale non indica gli estremi del decreto prefettizio. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione

13 novembre 2020 - 16:26

La mancata indicazione degli estremi del decreto prefettizio nel verbale di una multa per violazione dei limiti di velocità rilevata con autovelox, è motivo di annullamento del provvedimento sanzionatorio. Lo ha confermato la Corte di Cassazione con la sentenza n. 23551 del 27 ottobre 2020, accogliendo il ricorso di un automobilista che si era lamentato di non aver potuto verificare la legittimità della sanzione comminatagli ‘a distanza’ perché il verbale notificatogli a casa non indicava il decreto prefettizio che autorizza la contestazione differita e che, tra le altre cose, descrive con esattezza l’inizio e la fine del tratto ‘coperto’ dall’autovelox.

AUTOVELOX, CONTESTAZIONE DIFFERITA E DECRETO DEL PREFETTO

Ricordiamo che in base all’art. 201 comma 1-quater del Codice della Strada, circa la rilevazione delle violazioni mediante dispositivi o apparecchiature che sono stati omologati ovvero approvati per il funzionamento in modo completamente automatico (come appunto gli autovelox), “tali strumenti devono essere gestiti direttamente dagli organi di polizia stradale e, fuori dei centri abitati, possono essere installati e utilizzati solo sui tratti di strada individuati dai prefetti, […] tenendo conto del tasso di incidentalità e delle condizioni strutturali, plano-altimetriche e di traffico”. Pertanto il decreto prefettizio individua i tratti di strada, per le strade diverse dalle autostrade o dalle strade extraurbane principali, su cui è ammissibile la rilevazione a distanza della velocità perché risulta impossibile effettuare la contestazione immediata.

MULTA AUTOVELOX: PERCHÉ È NULLA SE NON INDICA IL DECRETO PREFETTIZIO

Ebbene, per i giudici della Corte di Cassazione è fondamentale che il decreto del prefetto sia citato nel verbale della multa con autovelox per garantire il diritto di difesa del presunto trasgressore. Al quale altrimenti, come scritto in precedenza, si precluderebbe la possibilità di verificare la legittimità dell’operato degli agenti accertatori. Non è necessario allegare al verbale il decreto prefettizio vero e proprio, basta citarne gli estremi. La mancata indicazione del decreto prefettizio nel verbale di contestazione, che non è recuperabile nell’eventuale fase di opposizione (ad esempio se l’ente accertatore producesse direttamente in udienza la copia del decreto), integra quindi un vizio di motivazione del provvedimento sanzionatorio e non una semplice irregolarità formale. E porta perciò alla cancellazione della multa.

L’IMPORTANZA DEL DECRETO PREFETTIZIO IN UNA MULTA CON AUTOVELOX

Ma perché è così importante che l’automobilista sanzionato abbia conoscenza del decreto prefettizio relativo al tratto di strada su cui ha commesso l’infrazione? Perché il decreto del prefetto, necessario per verificare che l’installazione dell’autovelox in modalità automatica corrisponda davvero a esigenze di tutela della circolazione (e non per esempio a scopi di cassa del Comune o altro ente), indica esattamente la strada o il tratto di strada in cui l’autovelox dev’essere posizionato. Se l’installazione del dispositivo avviene in un punto precedente o successivo, oppure sul lato opposto della carreggiata, la multa è nulla. È quindi un diritto dell’automobilista conoscere gli estremi del decreto affinché possa accertare che l’autovelox che gli è costato la multa risulti collocato nella posizione corretta.

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