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Le forze dell’ordine possono sempre perquisire i veicoli?

Quesito odierno: le forze dell'ordine possono perquisire i veicoli che fermano ai controlli o devono limitarsi a verifiche di routine, come chiedere patente e libretto?

16 luglio 2020 - 19:22

A tutti gli automobilisti può succedere di essere fermati da Polizia o Carabinieri per un controllo di routine. Di solito, in queste situazioni, la verifica si limita ai documenti del conducente e dell’auto (il classico ‘patente e libretto’) necessari per la circolazione. Ma a volte l’accertamento può farsi più approfondito perché gli agenti procedono all’ispezione della vettura. Il quesito del giorno verte proprio su questo: possono farlo? Le forze dell’ordine possono sempre perquisire i veicoli che fermano ai controlli? Non avrebbero bisogno di un mandato dell’autorità giudiziaria? Proviamo a rispondere a tutte le domande.

LE FORZE DELL’ORDINE POSSONO PERQUISIRE I VEICOLI? COSA DICE IL CODICE DELLA STRADA

Per l’articolo 192 del Codice della Strada i conducenti dei veicoli “sono tenuti a fermarsi all’invito dei funzionari, ufficiali e agenti ai quali spetta l’espletamento dei servizi di polizia stradale” e “sono tenuti a esibire, su richiesta, il documento di circolazione, la patente di guida e ogni altro documento che devono avere con sé”. Funzionari, ufficiali e agenti di polizia, dal canto loro, possono “procedere a ispezioni del veicolo al fine di verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo stesso” (ad esempio controllare se l’auto dispone di giubbotto catarifrangente e triangolo obbligatori), nonché “ordinare di non proseguire la marcia al conducente” qualora riscontrino “difetti o irregolarità tali da determinare grave pericolo per la propria e altrui sicurezza” (p.es. luci di posizione non funzionanti, pneumatici non conformi, ecc.).

Ciò significa che in base al Codice della Strada le forze dell’ordine possono fermare e ispezionare (ribadiamo: ‘ispezionare’, non ‘perquisire’) i veicoli solo per verificare che siano idonei alla circolazione stradale, e in caso contrario irrogare le relative sanzioni. Non possono andare oltre, perché una vera e propria perquisizione dell’auto, del conducente o dei passeggeri richiederebbe un regolare mandato.

PERQUISIZIONE DEI VEICOLI: CASI ECCEZIONALI DI NECESSITÀ E DI URGENZA

Finita qui? Non esattamente. Infatti la necessità di tutelare l’ordine pubblico prevede delle eccezioni e conferisce agli ufficiali e agenti di polizia giudiziaria (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia penitenziaria, Corpo forestale, Polizia locale) il potere di effettuare perquisizioni urgenti e dirette su luoghi, cose e persone anche senza un mandato, in ottemperanza agli articoli 352 e 354 del Codice di procedura penale. E come ribadisce l’art. 4 della legge n. 152/1975 in base al quale, in casi eccezionali di necessità e di urgenza che non consentono un tempestivo provvedimento dell’autorità giudiziaria, si può procedere, oltre che all’identificazione anche all’immediata perquisizione sul posto, al solo fine di accertare l’eventuale possesso di armi, esplosivi e strumenti di effrazione, di persone il cui atteggiamento o la cui presenza, in relazione a specifiche e concrete circostanze di luogo e di tempo non appaiono giustificabili.

QUANDO LA PERQUISIZIONE DI UN VEICOLO È POSSIBILE ANCHE SENZA MANDATO

La ratio della legge è chiaro: in un’ipotesi del genere, non potendo attendere che l’autorità giudiziari emani il mandato che autorizza la perquisizione, la polizia può procedere ugualmente a patto che nelle successive ore avvenga la verbalizzazione delle operazioni e la convalida da parte del Pubblico Ministero, a pena di illegittimità. Quindi, in riferimento ai controlli su strada da parte della polizia, sebbene il Codice della Strada non autorizzi alla perquisizione personale e dell’auto, la perquisizione è comunque possibile ma SOLO di fronte a evidenti prove e indizi da far presumere una condotta illecita. Per esempio: durante l’ispezione della patente sorgono dubbi sull’autenticità del documento. Ma anche non fermarsi a un posto di blocco o di controllo dopo aver ricevuto l’apposito segnale degli agenti di pattuglia può essere sintomatico della commissione di un reato.

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