Guida sotto effetto di stupefacenti

Guida sotto effetto di stupefacenti: la polizia chiede più severità

Per debellare il pericoloso fenomeno della guida sotto effetto di stupefacenti, la polizia stradale chiede più severità con la modifica sostanziale dell'articolo 187 del Codice della Strada.

23 luglio 2019 - 15:36

I dati parziali del 2019 sul numero delle vittime di incidenti stradali in Italia non sono affatto buoni (+7% sul 2018) e in effetti non passa giorno senza la notizia di un nuovo terribile sinistro con molti morti, spesso giovani. Nel weekend del 14 luglio, per esempio, hanno perso la vita ben 12 ragazzi in sei differenti schianti. Ovviamente in casi del genere conta molto il fattore fatalità, contro cui si può fare poco o nulla. Ma allo stesso tempo non si può negare che tanti incidenti siano causati da imprudenza e incoscienza dei conducenti. Non a caso i vertici della polizia stradale continuano a invocare misure più severe per stroncare qualsiasi comportamento irresponsabile al volante di un’auto. Tra questi la guida sotto effetto di stupefacenti, che l’art. 187 del Codice della Strada regolamenta, a loro dire, in modo un po’ controverso.

GUIDA SOTTO EFFETTO DI STUPEFACENTI: PER SANZIONARE È NECESSARIO LO STATO DI ALTERAZIONE PSICO-FISICA

Il comma 1 dell’articolo in questione dispone infatti che “chiunque guida in stato di alterazione psico-fisica dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000 e l’arresto da sei mesi a un anno”. Più, aggiungiamo noi, la sospensione della patente da uno a due anni. Il problema dell’art. 187, così come esposto sul sito di ASAPS, sta proprio nella specifica “in stato di alterazione psico-fisica” che, secondo la Polstrada, renderebbe molto più difficoltosa l’opera di prevenzione da parte degli agenti. Perché allo stato attuale, per fermare e sanzionare un conducente che sta guidando sotto effetto di stupefacenti, mettendo a rischio la sicurezza sua e di altre persone, bisogna per forza dimostrarne “lo stato di alterazione” andando alla ricerca di sintomi che spesso, tra stanchezza, alcol e sonnolenza, sono difficilmente riconoscibili e distinguibili.

STRAGI DEL SABATO SERA: L’IMPEGNO DELLA POLIZIA STRADALE

“Il Servizio Polizia Stradale del Dipartimento di Pubblica Sicurezza sta facendo comunque grandi sforzi per debellare la piaga della guida sotto effetto di stupefacenti”, leggiamo sul sito di ASAPS, “sottoponendo a controlli specifici gli automobilisti in transito sulle grosse arterie stradali, soprattutto il sabato notte. Durante i controlli gli agenti possono contare anche sul supporto di un personale medico a cui spetta l’accertamento di un eventuale stato psico-fisico alterato (per il quale ci vuole circa un’ora) che può portare al fermo o persino all’arresto del conducente. Solo che poi, quando si arriva davanti a un giudice, è difficilissimo provare con assoluta certezza che l’effetto della sostanza stupefacente fosse in atto al momento della guida (così come prevede il CdS, ndr). E quindi, molto spesso, il processo si conclude con un nulla di fatto”.

GUIDA SOTTO EFFETTO DI STUPEFACENTI: UNA MODIFICA AL CODICE PER AGEVOLARE L’OPERA DI PREVENZIONE

Per questo la Polstrada chiede, visto che sono in discussione numerose modifiche al Codice della Strada, di ritoccare anche l’art. 187 del codice eliminando la precisazione ‘in stato di alterazione psico-fisica’, in modo che la disposizione diventi la seguente: “Chiunque guida dopo aver assunto sostanze stupefacenti o psicotrope è punito con ecc. ecc.”. Ovvero applicare la pena solo per il fatto di guidare dopo aver assunto stupefacenti, comprovabile da un’analisi di campione biologico con esito positivo (sulla falsariga dell’alcoltest), senza la necessità di dover provare pure lo stato psico-fisico alterato. Una misura molto severa ma forse inevitabile per ridurre le stragi di giovani sulle strade.

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