Doppio senso ciclabile Codice della Strada

Doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: nuovo emendamento

Ritorna il doppio senso ciclabile nel Codice della Strada: presentato un nuovo emendamento per introdurre il senso unico eccetto bici.

10 giugno 2019 - 18:22

C’è anche la norma sul doppio senso ciclabile nella riforma del Codice della Strada. Inizialmente esclusa dal testo base, la proposta di modifica è stata reinserita come emendamento proprio in extremis. E sarà poi discussa nelle prossime settimane insieme all’intero provvedimento per l’eventuale trasformazione in legge. Quindi non c’è ancora nulla di definitivo ma i proponenti sono fiduciosi.

COSA SIGNIFICA DOPPIO SENSO CICLABILE

Il doppio senso ciclabile, definito allo stesso modo ‘senso unico eccetto bici’, prevede che una strada a senso unico per i veicoli a motore possa essere percorsa in entrambi i sensi dalle bici, in una corsia a loro dedicata. In caso di approvazione definitiva non tutte le strade a senso unico saranno interessate dal provvedimento. Il doppio senso ciclabile sarà infatti applicato solo alle strade con velocità moderata, a prescindere dalla larghezza della carreggiata, con corsia ciclabile o senza e all’interno di zone 30 e zone residenziali, dove il traffico dev’essere il più possibile ridotto e disincentivato. Saranno invece escluse le principali arterie di traffico e le strade con limite di velocità a 50 km/h. Per questo motivo è fuorviante parlare di norma che regolarizza la ‘circolazione delle bici contromano’, non è affatto così.

I FIRMATARI DELL’EMENDAMENTO

Il reinserimento dell’emendamento sul doppio senso ciclabile è avvenuto grazie all’efficace lavoro del deputato Diego De Lorenzis del M5S, vicepresidente della XI Commissione Trasporti della Camera e relatore della riforma del Codice della Strada. La prima firmataria è invece l’altra deputata pentastellata Valentina Barzotti. Quest’ultima ha ripreso nei contenuti il testo già presentato dal collega Emanuele Scagliusi e inizialmente escluso dal testo base.

COSA PREVEDE LA NORMA SUL DOPPIO SENSO CICLABILE

L’emendamento è stato ripresentato con una nuova formulazione nell’articolo 182, comma 9-quater del CdS. “All’interno dei centri abitati, ove il limite massimo di velocità è uguale o inferiore a 30 km/h e contemporaneamente la strada sia classificata di tipo E (strada urbana di quartiere) o F (strada locale) ovvero sia parte di una zona a traffico limitato, i velocipedi possono circolare anche in senso opposto all’unico senso di marcia per tutti gli altri veicoli, previa valutazione delle condizioni di sicurezza, indipendentemente dalla larghezza della carreggiata, dalla presenza e dalla posizione di aree per la sosta veicolare e dalla massa dei veicoli autorizzati al transito. […] È in ogni caso esclusa la possibilità di consentire la circolazione dei velocipedi in contromano”.

UN IMPORTANTE PASSO VERSO UNA MOBILITÀ SEMPRE PIÙ SOSTENIBILE

L’iter legislativo è ancora un po’ lungo (bisogna attendere prima la votazione in Commissione e poi in Aula, sia alla Camera che al Senato, sperando che nel frattempo non cada il Governo…) ma un importante passo verso una mobilità più sostenibile si è comunque compiuto, come ha confermato a bikeitalia.it il relatore De Lorenzis. “Sono fiducioso che i tempi siano maturi per approvare questa importante misura che ha già dimostrato di funzionare in tutta Europa”, le sue parole.

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