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Coronavirus: regole e sanzioni per gli automobilisti nella Zona rossa

Allarme Coronavirus: le regole e le sanzioni per gli automobilisti residenti nella Zona rossa e le norme previste per tutti gli altri

25 febbraio 2020 - 13:33

Il Decreto legge n. 6 del 23 febbraio 2020 con le misure urgenti per contenere l’espandersi in Italia del Coronavirus, contiene anche alcune regole (e le relative sanzioni) per gli automobilisti che si muovono all’interno della cosiddetta Zona rossa, di cui fanno parte i 10 Comuni lombardi (Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione d’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia e Terranova dei Passerini, tutti nel lodigiano) e l’unico veneto (Vo’, in provincia di Padova) nei quali si sono sviluppati i due maggiori focolai del contagio. Regole che andrebbero ovviamente rispettate con estremo scrupolo, ma che invece alcuni residenti starebbero bellamente (e facilmente) aggirando, come riporta un articolo di Repubblica…

Articolo aggiornato il 10 marzo 2020 alle ore 14:00.

CORONAVIRUS: REGOLE E SANZIONI PREVISTE NEL DECRETO

Il decreto n. 6 del Governo ha imposto tra le altre cose il divieto di allontanamento dai Comuni della Zona rossa da parte di tutti gli individui comunque presenti negli stessi, nonché il divieto di accesso. In più ha disposto la sospensione dei viaggi di istruzione in Italia o all’estero organizzati dalle istituzioni scolastiche, la sospensione dei servizi di trasporto di merci e di persone, terrestre, ferroviario, nelle acque interne e pubblico locale, anche non di linea, con esclusione del trasporto di beni di prima necessità e deperibili. E infine la sospensione dello svolgimento delle attività lavorative per i lavoratori residenti o domiciliati nell’area interessata, anche ove le stesse si svolgano fuori dal Comune o dall’area indicata. Pertanto, facendola breve, da questi 11 Comuni non si può né entrare e né uscire. Per i trasgressori, salvo che il fatto non costituisca più grave reato, si applicano le disposizioni dell’art. 650 del codice penale, che prevede l’arresto fino a tre mesi o l’ammenda fino a 206 euro.

AUTOMOBILISTI DELLA ZONA ROSSA AGGIRANO LE MISURE RESTRITTIVE

Peccato però che, come spesso accade, in Italia valga la regole del ‘fatta la legge, trovato l’inganno’. A Codogno, Casalpusterlengo e in tutti gli altri Comuni interessati, le principali strade che consentono l’uscita e l’accesso sono presidiate dalle Forze dell’ordine. Ma, come riporta il sito di Repubblica, numerosi automobilisti stanno violando il blocco percorrendo stradine secondarie di campagna che permettono di raggiungere i paesi limitrofi al di fuori della Zona rossa, e che non sono soggette ad alcun controllo. “Tra cascine e campagna, le vie di fuga non si contano”, si legge infatti su Repubblica, “Guidando tra i campi si raggiungono e si lasciano senza problemi Castiglione d’Adda, Codogno e Casalpusterlengo. I posti di blocco effettivamente in funzione sono solo 15 sui 42 accessi principali all’area”. Insomma, bene ma non benissimo. Ovviamente, pur comprendendo gli estremi disagi a cui sono sottoposti i residenti nei Comuni interessati, invitiamo tutti a rispettare le disposizioni del decreto. Anche per non incorrere nelle sanzioni previste.

CORONAVIRUS: NORME PER GLI AUTOMOBILISTI

Da notare che il decreto del Governo non vieta la libera circolazione di veicoli privati all’interno della Zona rossa, con riferimento a coloro che sono già all’interno. Così come al momento non sono previste particolari limitazioni per gli automobilisti delle Zone gialle, ovvero le altre zone d’Italia in cui sono stati accertati casi di positività al Covid-19. Inutile sottolineare che la situazione potrebbe cambiare radicalmente, in un senso o nell’altro, in base all’evolversi del contagio. Naturalmente tutti gli automobilisti sono invitati a seguire il ‘decalogo’ diffuso dal Ministero della Salute per prevenire il contagio da Coronavirus (cliccare sull’immagine per visualizzarlo in formato più grande):

NUMERI VERDI REGIONALI DA CHIAMARE IN CASO DI NECESSITÀ

Chiudiamo riportando i numeri dedicati che le Regioni hanno attivato per rispondere alle richieste di informazioni e sulle misure urgenti per il contenimento e la gestione del contagio del Coronavirus in Italia. Ricordando che per tutti sono anche attivi i numeri nazionali 1500, 112 e 118.
– Basilicata: 800 99 66 88
– Calabria: 800 76 76 76
– Campania: 800 90 96 99
– Emilia Romagna: 800 033 033
– Friuli Venezia Giulia: 800 500 300
– Lazio: 800 11 88 00
– Lombardia: 800 89 45 45
– Marche: 800 93 66 77
– Piemonte: 800 19 20 20 (attivo 24 ore su 24) – 800 333 444 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 20)
– Provincia autonoma di Trento: 800 867 388
– Provincia autonoma di Bolzano: 800 751 751
– Puglia: 800 713 931
– Sardegna: 800 311 377
– Sicilia: 800 45 87 87
– Toscana: 800 55 60 60
– Umbria: 800 63 63 63
– Valle d’Aosta: 800 122 121
– Veneto: 800 462 340.

Altri numeri utili dedicati all’emergenza Coronavirus:
– Abruzzo:
ASL n. 1 L’Aquila:118
ASL n. 2 Chieti-Lanciano-Vasto: 800 860 146
ASL n. 3 Pescara: 118
ASL n. 4 Teramo: 800 090 147
– Liguria: 112
– Molise: : 0874 313000 – 0874 409000
– Comune di Piacenza: 0523 317979 (attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13).

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