Alcoltest etilometro

Controlli con Etilometro: quali sono i diritti dell’automobilista

Anche se durante i controlli con l’etilometro viene sorpreso con un livello di alcol nel sangue oltre i limiti, il guidatore conserva alcuni diritti

21 aprile 2022 - 13:00

La regola di base è ben nota. Se durante i controlli con etilometro le forze dell’ordine sorprendono l’automobilista in stato di ebbrezza, scattano i provvedimenti sanzionatori. Tuttavia gli agenti non dispongono della massima libertà d’azione. In pratica nella fase dei controlli con l’alcoltest devono rispettare un protocollo d’azione. Si tratta di un passaggio operativo di fondamentale importanza perché il guidatore, seppur sorpreso con un livello di alcol nel sangue superiore a quanto consentito, conserva diritti che non possono essere calpestati. Sono quelli che l’automobilista dovrebbe conoscere per sapere come comportarsi durante i controlli con l’etilometro. Approfondiamo tutti i dettagli tra i diritti dell’automobilista e le disposizioni in vigore sul funzionamento dell’alcoltest.

ETILOMETRO E CONTROLLI: QUALI CONSEGUENZE PER IL GUIDATORE

Quando si parla di guida in stato di ebbrezza ovvero di controlli con etilometro, il punto di partenza da non perdere di vista è la normativa vigente. Qual è il livello di alcol nel sangue che il conducente non deve superare? Intendiamoci subito: non conta la percezione personale. Anche se il guidatore si sente in perfette condizioni, a fare la differenza è il valore rilevato dall’alcoltest. Se è superiore a 0,5 grammi di alcol per litro di sangue ecco che le sanzioni sono inevitabili. Ricordando che il conducente non può rifiutarsi di sottoporsi all’alcoltest nell’ambito di un controllo stradale da parte delle forze dell’ordine, la tabella alcolemica si compone di tre fasce ovvero:

– tra 0,5 e 0,8 grammi per litro di sangue per cui l’automobilista riceve una sanzione amministrativa da 532 a 2.127 euro e la sospensione della patente da 3 a 6 mesi;

– tra 0,8 e 1,5 grammi per litro per cui scatta l’ammenda da 800 a 3.200 euro e si aggiungono l’arresto fino a 6 mesi e la sospensione della patente da 6 mesi a 7 anni;

– superiore a 1,5 grammi per litro per è prevista l’applicazione di un’ammenda da 1.500 a 6.000 euro, l’arresto da 6 mesi a 1 anno, la sospensione della patente da 1 a 2 anni, il sequestro preventivo del mezzo e la sua confisca.

ESISTE IL DIRITTO DI RIFIUTARE I CONTROLLI CON ETILOMETRO?

Abbiamo accennato al divieto del guidatore di rifiutarsi di sottoporsi ai controlli con etilometro da parte delle forze dell’ordine. Si tratta di un principio che necessita di una precisazione. Dal punto di vista pratico, l’agente di polizia non può costringere il guidatore a sottoporsi all’alcoltest. Non può obbligarlo a soffiare nel cosiddetto palloncino. Ma se l’automobilista si rifiuta di farlo va incontro alla sanzione massima. Quella applicata se la concentrazione di alcol nel sangue è maggiore di 1,5 grammi per litro. Come dire, ammenda massima, sospensione patente e confisca del veicolo. Dal punto d vista pratico è dunque preferibile sottoporsi sempre ai controlli con etilometro. Esiste poi il diritto dell’automobilista a nominare un avvocato di fiducia, Ma lo può esercitare solo se il legale si trova nelle vicinanze. In caso contrario ovvero se i tempi di attesa sono lunghi, la polizia non è tenuta ad aspettarlo. La ragione è semplice: nell’attesa, il livello di alcol nel sangue potrebbe scendere e il test risultare non attendibile.

QUALI ALTRI DIRITTI DELL’AUTOMOBILISTA DURANTE I CONTROLLI CON ETILOMETRO

Quando la lucidità viene meno, i rapporti tra forze dell’ordine e automobilista durante di controlli con etilometro possono subire qualche attrito. A tal punto che la polizia potrebbe decidere di portare il guidatore in caserma. In realtà può farlo solo nel caso di un incidente e se risulta in evidente stato di ebbrezza, ad esempio se il conducente ha difficoltà a parlare. Da un diritto all’altro, l’automobilista conserva quello di verificare se l’etilometro sia stato sottoposto a taratura. Naturalmente lo può esercitare nel caso in cui decida di proporre ricorso con la sanzione ricevuta. Il controllo periodico dell’etilometro deve infatti avvenire almeno una volta all’anno. Nel verbale va quindi indicata chiaramente la data dell’ultima taratura. Pena l’illegittimità della sanzione e successiva richiesta di annullamento al giudice.

CONTROLLI CON ETILOMETRO: I DIRITTI CHE NON ESISTONO

I giudici si sono espressi anche su altri casi singolari legati ai controlli con etilometro. In particolare hanno smontato alcune teorie sull’esistenza di diritti che in realtà non sono tali. Come quello di potersi rifiutare di soffiare nel palloncino per via di malattie respiratorie. Allo stesso tempo, per i giudici non c’è alcun legame tra la positività rilevata dall’etilometro e l’assunzione di farmaci. A meno che non ci sia una perizia specifica che ne dimostri la correlazione, questa è una scusa che non regge alla prova dei controlli.

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