buca stradale

Buca stradale: colpa del Comune anche se il pedone è incauto [Cassazione]

Se c'è una buca stradale e qualcuno ci finisce dentro, è colpa dell'ente proprietario anche se il pedone è stato incauto. Così ha deciso la Corte di Cassazione

12 febbraio 2021 - 12:36

Un pedone attraversa la strada mettendo inavvertitamente il piede in una pozzanghera d’acqua nel quale si cela una buca stradale che lo fa inciampare procurandogli un serio infortunio. Il danneggiato fa causa al Comune per ottenere un risarcimento e il giudice di primo grado gli dà ragione. L’ente proprietario della strada ricorre però in appello lamentando un comportamento imprudente della vittima, che se non avesse poggiato incautamente il piede nella pozzanghera ricolma d’acqua non sarebbe finita nella buca, riuscendo a spuntare un concorso di colpa. La vicenda finisce in Cassazione.

IL CODICE CIVILE SU RESPONSABILITÀ E CONCORSO DI COLPA

Nella fattispecie le norme del Codice Civile su cui basarsi sono essenzialmente tre. Le prime due a sostegno delle ragioni del pedone infortunato, la terza a favore della tesi del Comune.

Articolo 2043 c.c.: “Qualunque fatto doloso o colposo, che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno”.

Articolo 2051 c.c.: “Ciascuno è responsabile del danno cagionato dalle cose che ha in custodia, salvo che provi il caso fortuito”.

Articolo 1227 c.c.: “Se il fatto colposo del creditore ha concorso a cagionare il danno, il risarcimento è diminuito secondo la gravità della colpa e l’entità delle conseguenze che ne sono derivate. Il risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare usando l’ordinaria diligenza”.

Riassumendo: il Comune, mancando di riparare la strada che ha in custodia, è responsabile del danno ingiusto provocato (art. 2051) e deve pertanto risarcire chi l’ha subito (art. 2043). Tuttavia il risarcimento è diminuito o perfino non dovuto se il danneggiato poteva evitare l’incidente usando l’ordinaria diligenza (art. 1227), ossia schivando la pozzanghera d’acqua.

BUCA STRADALE: SE UN PEDONE CI FINISCE DENTRO INCAUTAMENTE, LA RESPONSABILITÀ È DEL COMUNE

Nel dirimere la diatriba con l’ordinanza n. 456/2021 la Corte di Cassazione ha dato ragione al pedone per una serie di motivi.

Innanzitutto, in merito alla responsabilità per le cose in custodia, la norma configura un caso di responsabilità oggettiva del custode e prevede che il danneggiato debba limitarsi a provare il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno, spettando al custode la prova liberatoria mediante dimostrazione positiva del caso fortuito, cioè del fatto estraneo alla sua sfera di custodia “avente impulso causale autonomo e carattere di imprevedibilità e di assoluta eccezionalità“. Inoltre l’ente proprietario della strada supera la presunzione di colpa solo quando la situazione che provoca il danno si verifica non come conseguenza di un difetto di diligenza nella sorveglianza della strada, ma in maniera improvvisa e per colpa esclusiva dello stesso danneggiato.

Alla luce di ciò, tornando al caso in esame, spettava al Comune dimostrare che la caduta avesse i caratteri dell’autonomia, eccezionalità, imprevedibilità ed inevitabilità e che fosse da sola idonea a produrre l’evento, escludendo i fattori causali concorrenti. Anche perché, se è vero che il fatto colposo del danneggiato può concorrere nella produzione dell’evento, il fatto che una strada risulti ‘molto sconnessa’ con buche e rattoppi, indice di cattiva manutenzione, non costituisce una giustificazione per l’ente pubblico in quanto il comportamento disattento e incauto del pedone non è ascrivibile al novero dell’imprevedibile.

QUANDO LA CONDOTTA DELLA VITTIMA INFLUISCE SUL DANNO

In definitiva, si legge nella sentenza della Suprema Corte, “l’ente proprietario di una strada si presume responsabile, ai sensi dell’art. 2051 c.c., dei sinistri riconducibili alle situazioni di pericolo immanente connesse alla struttura e alla conformazione della stessa e delle sue pertinenze, fermo restando che su tale responsabilità può influire la condotta della vittima. La quale, però, assume efficacia causale esclusiva soltanto ove sia qualificabile come abnorme, cioè estranea al novero delle possibilità fattuali congruamente prevedibili in relazione al contesto”. Insomma, mettere il piede in una pozzanghera colma d’acqua è probabilmente un’azione incauta, ma non al punto da sollevare l’ente proprietario della strada dalla responsabilità di non aver riparato la buca.

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