Auto e moto confiscate

Auto e moto confiscate: che fine fanno?

Vi siete mai chiesti che fine fanno le auto le moto confiscate in seguito a un provvedimento amministrativo o penale per gravi violazioni?

15 luglio 2020 - 18:29

Che fine fanno le auto le moto confiscate? Prima di rispondere occorre spiegare che cosa si intenda per confisca amministrativa, un procedimento molto severo, normato dall’articolo 213 del Codice della Strada, che prevede l’acquisizione della proprietà del veicolo da parte della Pubblica Amministrazione a danno del proprietario, che ne perde ogni diritto. La confisca di un veicolo, che è cosa ben diversa dal fermo amministrativo, viene disposta come sanzione accessoria di violazioni molto gravi, quali ad esempio la guida in stato di ebbrezza con tasso alcolemico superiore a 1,5 g/l o quando si circola con documenti assicurativi falsi o contraffatti.

COME AVVIENE LA CONFISCA DI UN VEICOLO

La confisca di un’auto o di una moto avviene con un’ordinanza del Prefetto a seguito, come abbiamo detto, di una violazione del Codice della Strada che contempli questo tipo di provvedimento. Tale procedura riguarda la confisca amministrativa. Esiste poi la ‘confisca penale’, che viene disposta da un’ordinanza o da una sentenza dell’autorità giudiziaria se il veicolo in questione risulta collegato a un reato (per esempio è stato utilizzato per compiere una rapina o un omicidio). Il provvedimento di confisca diventa definitivo quando decorrono i termini per l’impugnazione del provvedimento, o quando il giudice ne dichiara la non impugnabilità.

CHE FINE FANNO LE AUTO E MOTO CONFISCATE? L’ASTA GIUDIZIARIA

Con il provvedimento di confisca definitivo, il veicolo diventa di proprietà della Pubblica Amministrazione che, successivamente, procede alla sua vendita affidandone l’esclusiva responsabilità all’Agenzia del Demanio e all’Istituto Vendite Giudiziarie. La vendita avviene mediante asta giudiziaria (nel caso di veicoli è un’asta giudiziaria ‘mobiliare’). Come funziona l’asta? La normativa vigente prevede la pubblicazione di un avviso contenente tutti i dati di pubblico interesse, e che tale avviso resti affisso per tre giorni consecutivi nell’albo dell’ufficio giudiziario davanti al quale si svolge il procedimento. Se il valore del veicolo supera i 25.000 euro, l’avviso dev’essere pubblicato anche su appositi siti internet e quotidiani nazionali almeno 45 giorni prima del termine di presentazione delle offerte o della data dell’asta, congiuntamente alla copia dell’ordinanza del giudice e a una stima dei beni. I veicoli disponibili e le date di convocazione delle aste giudiziarie sono pubblicati sul portale www.astagiudiziaria.com.

COME EVITARE LA CONFISCA DELL’AUTO

In caso di confisca dell’auto per guida in stato di ebbrezza con alcolemia superiore ai 1,5 g/l, è possibile evitare la confisca grazie alla conversione della pena (arresto e ammenda) in ‘lavori di pubblica utilità’, ai sensi dell’art. 186 comma 9-bis del CdS. Infatti, se la violazione accertata non ha causato un incidente, si può chiedere la suddetta conversione che consente di evitare la confisca ottenendo il dissequestro della vettura. Il criterio di conversione è il seguente: ogni 250 euro di ammenda e ogni giorno di arresto corrispondono a un giorno di lavoro di pubblica utilità, mentre un mese di lavoro corrisponde a un mese di arresto. All’esito del corretto svolgimento del progetto di lavoro di pubblica utilità, il giudice, dando atto dell’avvenuta espiazione della pena, dichiara estinto il reato ordinando la revoca della confisca del veicolo.

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