Ricorso al Prefetto come fare

Ricorso al Prefetto, come fare

Come fare ricorso al Prefetto in caso di sanzione amministrativa per infrazione del Codice della Strada? Scopriamo l'intera procedura dall'inizio alla fine

31 dicembre 2019 - 16:43

Se si vuole contestare una multa per infrazione del Codice della Strada, qualora sussistano validi motivi, il ricorso al Prefetto va presentato entro 60 giorni dalla contestazione immediata o dalla notifica della sanzione. Sempre che non sia già stato effettuato il pagamento in misura ridotta, ove consentito. L’organo competente è il Prefetto del luogo in cui è stata commessa la violazione. Vediamo in questa guida quando e come si inoltra un ricorso al Prefetto.

CHI PUÒ PRESENTARE RICORSO AL PREFETTO E IN QUALI CIRCOSTANZE

Come dispone l’articolo 203 del Codice della Strada, possono presentare ricorso al Prefetto il trasgressore oppure gli altri soggetti specificatamente indicati dall’art. 196 dello stesso CdS (obbligati in solido). Il ricorso si può proporre per i seguenti vizi di forma del verbale: dati anagrafici del proprietario del veicolo che non corrispondono a quelli della contravvenzione; luogo, giorno e ora della commessa violazione non indicati; agente accertatore (anche solo attraverso il numero di matricola) non indicato; tipo di norma violata non indicata; notifica fuori termine. Oppure per motivi ben più sostanziali: mancanza dell’apposito segnale di divieto; fatto svoltosi diversamente da quanto descritto; errore nella lettura della targa in quanto il veicolo in quel momento si trovava in tutt’altro luogo e altri ancora.

COME SI PRESENTA IL RICORSO AL PREFETTO

Il ricorso al Prefetto, redatto su carta libera (un fac-simile del modulo si trova cliccando su Scarica PDF), può essere presentato: 1) di persona all’Ufficio o Comando da cui dipende l’agente che ha rilevato l’infrazione, che ne rilascia ricevuta; 2) a mezzo raccomandata A/R all’Ufficio o Comando di cui sopra oppure direttamente al Prefetto; 3) tramite PEC sottoscritta con firma digitale autenticata o, in alternativa, recante in allegato, in formato pdf, il testo del gravame firmato. Non occorre il patrocinio di un avvocato. Il ricorso deve contenere l’indicazione della competente autorità prefettizia cui è diretto, il nome, cognome, residenza e domicilio del ricorrente, gli estremi del verbale impugnato (con la data della sua contestazione o notifica); i motivi per i quali si propone il ricorso; la firma del ricorrente; qualsiasi altro documento ritenuto idoneo a dimostrare la fondatezza del ricorso. Può essere richiesta l’audizione personale.

COME PROCEDE IL PREFETTO DOPO AVER RICEVUTO IL RICORSO

Sia che l’abbia ricevuto direttamente o attraverso l’Ufficio o Comando da cui dipende l’agente che ha rilevato l’infrazione (che ha il dovere di trasmetterlo entro 60 giorni dalla ricezione), il Prefetto valuta il ricorso sotto il profilo della legittimità e del merito. E lo fa dopo aver esaminato i documenti, considerato il materiale probatorio, disposto d’ufficio tutti gli accertamenti ritenuti necessari e ascoltato gli interessati che ne abbiano fatto richiesta.

COME SI CONCLUDE IL RICORSO AL PREFETTO

Se decide di respingere il ricorso, il Prefetto emette entro 120 giorni (che decorrono dalla data di ricezione degli atti da parte dell’Ufficio che ha elevato la multa, ma il termine si interrompe quando l’interessato chiede l’audizione personale e riprende a decorrere solo dopo tale audizione) un’ordinanza motivata con la quale ingiunge il pagamento di una somma non inferiore al doppio della sanzione minima per la violazione, più le spese del procedimento.
Se invece accoglie il ricorso, nello stesso termine di 120 giorni il Prefetto dispone l’archiviazione degli atti, comunicandola all’Ufficio dell’organo accertatore, il quale ne dà notizia ai ricorrenti. L’ordinanza che dispone il pagamento dev’essere notificata all’autore della violazione, e alle altre persone che sono tenute al pagamento, entro 150 giorni dalla sua adozione; il pagamento della somma e delle spese deve essere effettuato entro 30 giorni dalla notificazione. Il ricorso si intende accolto se decorrono 120 giorni senza che sia stata adottata l’ordinanza del Prefetto. O se comunque sono decorsi 210 giorni dalla ricezione del ricorso da parte del Prefetto (se gli è stato inviato direttamente), o 180 giorni se il ricorso gli è stato inviato attraverso l’Ufficio o Comando che ha elevato la multa. Contro la decisione del Prefetto si può fare ricorso al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla notifica dell’ordinanza-ingiunzione.

RICORSO AL PREFETTO: ALTRE COSE DA SAPERE

Quando si inoltra un ricorso su basi sostanziali, è giusto però sapere che la descrizione dei fatti risultante dal verbale è protetta dalla fiducia privilegiata che le norme stabiliscono a favore degli atti compilati da pubblici ufficiali. Per cui se si vuole dimostrare una realtà diversa occorre presentare querela di falso. Querela che dev’essere molto ben documentata, altrimenti c’è il rischio di essere denunciati per calunnia. In generale, quindi, il ricorso al Prefetto non è indicato quando la controversia verte sull’interpretazione di una norma: i Prefetti sono infatti tenuti a seguire le circolari interpretative ministeriali, le stesse in base alle quali hanno verosimilmente operato gli agenti. Il ricorso al Prefetto è sconsigliabile anche per infrazioni che comportano il ritiro della patente (o di un altro documento), perché la procedura non ne prevede la restituzione provvisoria in attesa della decisione finale.

Dopo aver spiegato come fare ricorso al Prefetto, scopri i termini da rispettare per notificare una multa e approfondisci le modalità per il ricorso al Giudice di Pace leggendo le guide 1 e 3:

1) Ricorsi Multe, Prefetto o Giudice di pace? (Home)
2) Ricorso al Prefetto, come fare
3) Ricorso al Giudice di pace, come fare

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