A 50 km/h un pedone investito ha il 15% di probabilità di sopravvivere

Uno studio rivela come la velocità influenza le probabilità di morte in caso di investimento. Ecco le regole che i pedoni dovrebbero rispettare

4 luglio 2019 - 13:03

Se tutti gli utenti della strada, inclusi i pedoni seguissero le regole e il buonsenso sicuramente ci sarebbero meno incidenti, feriti e morti. Ma così non è e in molte zone, soprattutto nei pressi dei centri e delle scuole, i limiti di velocità a 30 km/h sono uno standard. Perché proprio 30 km/h e non 50 km/h? Uno studio dell’Organizzazione mondiale della sanità che lega la velocità di impatto all’investimento di un pedone dice che oltre questa velocità la probabilità di morte aumenta esponenzialmente. Ecco quanto rischia un pedone quando non si rispettano i limiti e quali sono le regole per i pedoni da ricordare per muoversi senza correre inutili rischi.

30 KM/H POSSONO SALVARE LA VITA

Da 60 km/h in poi un pedone investito da un’auto ha mediamente pochissime probabilità di sopravvivere. E’ chiaro che tutto dipende da una smisurata serie di fattori, ma i più importanti individuati in un test non recente della World Health Organization sono la velocità dell’auto, la velocità di reazione del conducente e la distanza tra l’auto e il pedone nel momento in cui il conducente inizia a frenare. Guidare a 30 km/h spesso può sembrare snervante soprattutto a chi ha fretta. Ma secondo lo studio un conducente che guida a 30 km/h e si accorge di un pedone, percorre 21 metri mentre agisce e 9 metri mentre frena. Basta fare un’addizione banale per capire che mediamente servono 30 metri circa per riuscire a fermarsi senza investire un pedone. Il che si traduce in una probabilità del 90% di sopravvivenza per il pedone.

A 70 KM /H SI MUORE PIU’ FACILMENTE

Dall’infografica è curioso, ma non nuovo, ricordare come al crescere della velocità non aumenta solo la distanza di arresto dell’auto. Anche la distanza che percorre l’auto mentre il conducente realizza cosa fare si mantiene sempre più alta della distanza di frenata. A un certo punto (da 70 km/h) serve meno spazio per reagire che quello per fermare l’auto davanti a un pedone. Peccato però che a 70 km/h se non si riesce ad evitare il pedone, le sue probabilità di sopravvivenza sono dello 0%. Una velocità chiaramente illegale in città, ma un limite molto frequente nelle zone extraurbane dove i pedoni sono più a rischio.

LE REGOLE PER I PEDONI PER NON FARSI INVESTIRE

Piuttosto che stare a discutere sull’efficacia e la legittimità di un limite di velocità a 30 km/h, vogliamo soffermarci sulle regole che soprattutto i pedoni molto spesso sottovalutano esponendosi a inutili rischi. E’ quanto l’articolo 190 del CdS prescrive assimilando le disposizioni dell’art.20 nella Convenzione di Vienna del 1968 sulla circolazione stradale. Ecco le regole per i pedoni da ricordare:

– Fuori dei centri abitati i pedoni hanno l’obbligo di circolare in senso opposto a quello di marcia dei veicoli sulle carreggiate a due sensi di marcia e sul margine destro rispetto alla direzione di marcia dei veicoli quando si tratti di carreggiata a senso unico di circolazione.

– Quando non ci sono attraversamenti pedonali, o sono oltre 100 metri, i pedoni possono attraversare la carreggiata solo in senso perpendicolare con l’attenzione necessaria ad evitare situazioni di pericolo per sé o per altri.

– È vietato ai pedoni attraversare diagonalmente le intersezioni; è inoltre vietato attraversare le piazze e i larghi al di fuori degli attraversamenti pedonali

– È vietato ai pedoni sostare o indugiare sulla carreggiata

– I pedoni che si accingono ad attraversare in zona sprovvista di attraversamenti pedonali devono dare la precedenza ai conducenti.

– È vietato ai pedoni attraversare passando anteriormente agli autobus, filoveicoli e tram in sosta alle fermate.

– Inoltre è sempre buona norma, soprattutto in condizioni di scarsa visibilità o quando piove indossare abiti chiari o se si pratica jogging casacche ad alta visibilità evitando di isolarsi dai veicoli in strada con entrambe le cuffiette nelle orecchie.

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