Controllo polizia
Code in autostrada: il Tirolo vieta di aggirarle sulle strade secondarie. Può farlo?
Dal 1° maggio 2026 torna il divieto di saltare le code in autostrada nel Tirolo austriaco. Ma è un provvedimento legittimo?
Dal 1° maggio 2026 torna il divieto di saltare le code in autostrada nel Tirolo austriaco. Ma è un provvedimento legittimo?
Di solito quando c’è un incidente in autostrada che blocca la circolazione, è lo stesso gestore autostradale a consigliare (e a volte imporre) di aggirare la coda percorrendo la viabilità secondaria. Ma, attenzione, nella regione austriaca del Tirolo, frequentata moltissimo anche da italiani, questo non è possibile, anzi si rischia una grossa multa. Il land del Tirolo ha confermato infatti il ripristino, a partire dal 1° maggio 2026, dei divieti di transito sulle strade secondarie per i veicoli che cercano di evitare le code in autostrada.
DIVIETO DI AGGIRARE LE CODE IN AUTOSTRADA NEL TIROLO: COME FUNZIONA
Il motivo è semplice: secondo il governo regionale, la misura, che resterà in vigore fino al prossimo 1° novembre, è finalizzata a garantire la tutela della vivibilità e della sicurezza nei pressi di Innsbruck, Imst e Reutte. Saranno esentati i residenti e il traffico locale. “Proteggiamo i nostri Comuni lungo le rotte più frequentate, deviando il traffico di transito verso le arterie principali“, ha dichiarato il governatore tirolese Anton Mattle, presentando il provvedimento.
I divieti si applicheranno il sabato, la domenica, nei giorni festivi e in alcuni giorni di “ponte”, nella fascia oraria tra le 7:00 e le 19:00, con controlli molto severi delle Forze dell’ordine. E su questo la polizia austriaca non scherza: durante il periodo invernale sono stati “respinti” ben 411.400 veicoli che avevano provato a saltare la coda in autostrada rifugiandosi sulla viabilità ordinaria. Per i conducenti anche una multa che parte da 90 euro ma che può arrivare anche a 200 euro se l’inosservanza è palese, o perfino a oltre 700 euro in caso di aggravanti.
È importante notare che il divieto non è universale: ad esempio chi deve uscire dall’autostrada per andare in un hotel a Innsbruck o in un ristorante a Matrei, può farlo liberamente. Se invece l’obiettivo è solo “saltare la coda” per rientrare in autostrada 10 km dopo, allora scatta il divieto. Quindi, non viene vietato di usare la strada ordinaria in assoluto, ma di usarla come bypass autostradale.
IL CUORE DEL PROBLEMA
Come molto già sanno, quando l’autostrada A13 del Brennero o la A12 della Valle dell’Inn si intasano, e succede molto spesso, i sistemi di navigazione satellitare (come Google Maps o Waze) suggeriscono percorsi alternativi attraverso i piccoli centri abitati e le strade provinciali. Questo fenomeno, noto come “traffico parassita” o di evitamento (Ausweichverkehr), causa diversi problemi critici:
- blocco dei servizi di emergenza: le strade di paese, strette e non progettate per grandi volumi di traffico, diventano impraticabili. In caso di emergenza, ambulanze o vigili del fuoco restano bloccati nelle code create dai turisti o dai mezzi pesanti;
- paralisi della vita locale: i residenti dei Comuni lungo l’asse del Brennero si ritrovano impossibilitati a uscire di casa, andare al lavoro o accompagnare i figli a scuola a causa di ingorghi chilometrici proprio davanti agli usci delle abitazioni.
- inquinamento e rumore: il riverbero acustico nelle valli alpine è molto forte. Spostare migliaia di auto dall’autostrada (dotata di barriere antirumore) alle strade di paese aumenta drasticamente l’esposizione della popolazione ai gas di scarico e al rumore.
IL TIROLO PUÒ VIETARE DI AGGIRARE LE CODE IN AUTOSTRADA?
La domanda adesso sorge spontanea: il Tirolo è legittimato a negare l’uso di strade alternative agli automobilisti bloccati in autostrada? Ecco come stanno le cose dal punto di vista giuridico e perché il Tirolo ritiene di avere “le carte in regola”, anche se non tutti sono d’accordo.
Da un lato c’è il principio della libera circolazione delle persone e delle merci, pilastro dell’Unione Europea. Dall’altro, il Trattato sul Funzionamento dell’UE (specialmente l’Articolo 36) permette agli Stati membri di imporre restrizioni per motivi di pubblica sicurezza, protezione della salute e della vita delle persone.
Alla luce di ciò, il Tirolo giustifica i divieti sostenendo che:
- la saturazione delle strade secondarie impedisce ai mezzi di soccorso di intervenire;
- l’inquinamento acustico e atmosferico nei paesi supera i limiti legali;
- la sicurezza stradale nei centri abitati è compromessa dal volume di traffico sproporzionato.
Il Land austriaco sostiene che senza questi blocchi la regione collasserebbe e per questo si sente legittimato a emettere ordinanze di divieto basate su perizie tecniche e ambientali.
Tuttavia ci sono Italia e Germania che accusano l’Austria di protezionismo e violazione dei trattati UE. Il nostro Paese ha ufficialmente deferito l’Austria alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea, ma finché non sarà emessa una sentenza definitiva che dichiari queste misure illegali, il Tirolo continuerà ad applicarle.
