Cina: l'auto elettrica va a gonfie vele ma a soffiare è il Governo

Nel 2015 l'auto elettrica ha dato una scossa al mercato cinese in stallo con +400%: l'ennesima dimostrazione che senza incentivi non si fanno miracoli

15 marzo 2016 - 14:23

La Cina ambisce a diventare il primo mercato mondiale delle auto elettriche e il Governo di Pechino galvanizza costruttori e utenti con proclami altisonanti e aiuti commerciali. Le vendite dell'elettrico tengono, ma cosa accadrebbe se si staccasse la spina degli incentivi?

OTTIMISMO SFRENATO, IL GOVERNO CINESE PUNTA AL RADDOPPIO – Il 2015 è stata un'annata interlocutoria per il mercato cinese, durante la quale è iniziata una trasformazione che ha visto crescere i marchi nazionali, a discapito di quelli stranieri, così come è cresciuta la consapevolezza verso le auto a basse emissioni. Lo scorso anno sono state vendute in Cina 330.000 automobili elettriche, quadruplicando praticamente la quota dell'anno precedente. Questa crescita esponenziale, secondo il Governo, è destinata a non arrestarsi e, nonostante la flessione generale di inizio anno, nel corso del 2016 acquisterà ulteriore slancio. Per il Ministro dell'Industria e dell'Informatica cinese, Miao Wei, le vendite di automobili a trazione elettrica saranno più che raddoppiate: “Sempre più costruttori si affacciano al mercato delle auto elettriche proponendo nuovi modelli. Credo che l'industria continuerà a crescere con grande slancio e il Governo continuerà a sostenerla con incentivi, anche politici” (Sapevi che i costruttori cinesi stanno sviluppando l'ibrido leggero?).

5 MILIONI DI AUTO VERDI, QUESTO È IL TARGHET PER IL 2020 – L'impegno statale nella promozione della mobilità elettrica è stato finora esemplare; accusata di essere uno dei maggiori produttori di gas serra, la Cina è decisa a scrollarsi di dosso questo fardello e ha speso miliardi di yuan per incentivare l'acquisto di auto elettriche, ibride e fuel cell (leggi la proposta tedesca per incentivare le auto elettriche). Ma non è tutto, il Governo cinese ha ridotto anche il carico fiscale sulle auto a basse emissioni, le quali godono perfino di tariffe per il parcheggio agevolate. Questa profusione di sforzi e capitali è finalizzata al raggiungimento dell'ambizioso obiettivo di mettere su strada 5 milioni di auto “verdi” entro il 2020. Secondo il Ministro Wei sarà fondamentale raggiungere elevati standard di sicurezza delle vetture elettriche e mettere a punto batterie che assicurino autonomia a lungo raggio.

L'ELETTRICO PROSPERA SOLO NEGLI STATI ILLUMINATI – È spontaneo chiedersi cosa accadrebbe se il Governo cinese decidesse di cambiare rotta e demolire la struttura a sostegno della mobilità elettrica. Basta dare uno sguardo ai numeri delle auto elettriche nel resto del Mondo per rendersi conto che senza sostegni statali le auto zero o low emission rimangono confinate a una nicchia con poco futuro. In Europa il numero delle auto elettriche immatricolate lo scorso anno è raddoppiato rispetto al 2014 (da 92.455 a 186.170 vetture), ma numeri significativi sono stati registrati soltanto da quegli Stati nei quali l'apertura e il sostegno alla mobilità verde è superiore (Leggi il confronto USA Europa sull'elettrico). Nel Vecchio Continente la Norvegia svetta per penetrazione del mercato con il 22.38% di auto elettriche sul parco circolante (sapevi che in Norvegia 1 auto su 3 è elettrica), mentre l'Olanda, con 43.282 auto, detiene il primato come quantità di immatricolazioni. Le due virtuose nazioni offrono incentivi e benefit ai possessori auto elettriche e, soprattutto, dispongono di una vera rete di stazioni di rifornimento. In Italia le elettriche sono in crescita ma rappresentano appena lo 0.1% del mercato, nel 2015 sono state immatricolate 1.460 vetture, contro le 1.100 dell'anno precedente (dati UNRAE).

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