Certificato di proprietà: dal 5 ottobre arriva quello digitale

Un codice e una password sostituiranno il documento di carta che andrà in pensione con il Pra

29 settembre 2015 - 9:00

Novità per gli automobilisti italiani: a partire dal 5 di ottobre 2015, i proprietari di un veicolo potranno dire addio al certificato di proprietà nella sua versione cartacea, conservato nel Pubblico registro automobilistico (gestito dall'Aci), anch'esso prossimo alla pensione, almeno per quanto riguarda la versione attuale. Da quel giorno, il cosiddetto CdP diverrà digitale: si trasformerà in un codice, una password. Che, connettendosi online, darà accesso alle informazioni prima presenti nel libretto. Il processo di dematerializzazione proseguirà, andando prima a toccare tutti i documenti legati alle pratiche di proprietà (atti di vendita e passaggi) per concludersi con la digitalizzazione di tutto l'iter.

ADDIO CARTA – A opera completata, nei prossimi mesi, le procedure relative alla proprietà saranno tutte digitalizzate. Ovviamente si parte dai nuovi veicoli e da quelli che passano di mano. La novità anticipa il decreto legislativo di attuazione della riforma Madia, che porterà a documento unico con i dati sia di proprietà che di circolazione. Da conservare, presumibilmente, in un archivio unico digitalizzato, al posto dei vari documenti cartacei attuali (vedi foto).

QUALE OBIETTIVO – Sta tutto scritto nello schema di decreto legislativo “Riorganizzazione delle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli e istituzione della agenzia per il trasporto stradale”. Con riferimento alle amministrazioni competenti in materia di autoveicoli, prevede la riorganizzazione, ai fini della riduzione dei costi connessi alla gestione dei dati relativi alla proprietà e alla circolazione dei veicoli e della realizzazione di significativi risparmi per l'utenza, anche mediante trasferimento, previa valutazione della sostenibilità organizzativa ed economica, delle funzioni svolte dagli uffici del Pra al ministero delle infrastrutture e dei trasporti, con conseguente introduzione di un'unica modalità di archiviazione finalizzata al rilascio di un documento unico contenente i dati di proprietà e di circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi.

UN'AGENZIA UNICA – Quell'obiettivo è da perseguire anche attraverso l'eventuale istituzione di un'agenzia o altra struttura sottoposta alla vigilanza del ministero delle infrastrutture e dei trasporti, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. Il decreto prevede l'introduzione di un documento unico di proprietà e circolazione di autoveicoli, motoveicoli e rimorchi e trasferimento al ministero delle infrastrutture e dei trasporti delle funzioni del Pubblico registro automobilistico.

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