Car Sharing flop: i Comuni ingrassano, le aziende perdono 4700 euro per auto

Fra furti e tasse dei Comuni i gestori del Car Sharing perdono migliaia di euro ad auto. Le Case investono in prospettiva ma l'attualità è triste

26 settembre 2017 - 15:17

Nuovi “servizi di mobilità”: l'automotive reagisce così ai cambiamenti delle abitudini e delle esigenze dei consumatori che, dopo la musica in streaming e il noleggio dei film, dimostrano di apprezzare l'automobile on-demand. Le flotte del car sharing fanno ormai parte del panorama delle grandi città, anche italiane, e gli abbonati hanno raggiunto cifre importanti (leggi che 700 mila italiani preferiscono l'auto condivisa). Oltre ai gestori delle flotte, anche le Case entrano in prima persona in questo business ma non sono tutte rose e fiori: un'indagine evidenzia perdite e difficoltà di gestione non indifferenti.

E IO TI TASSO Le motivazioni sono diverse: c'è chi usa così poco l'auto da non volerla comprare e c'è chi abita in periferia e trova difficile arrivare in centro con la propria auto, senza parlare dei turisti e dei pendolari. Quali che siano le cause, l'effetto è che le flotte del car sharing hanno successo, vista anche la comodità, per esempio, di entrare nelle ZTL e parcheggiare gratis negli spazi delimitati dalle famigerate strisce blu. Se la domanda è: “questi facilitazioni diminuiscono gli introiti dei comuni?”, la risposta non può essere che affermativa. In effetti ogni veicolo delle flotte di car sharing paga imposte non trascurabili ai Comuni e questo, unito alle spese di manutenzione e gestione e ai danni dovuti ai furti (leggi che in Italia vengono rubate 3 auto a noleggio al giorno) genera perdite che Quattroruote ha quantificato in ben 4.700 euro l'anno!

GIOIE E DOLORI L'articolo uscirà nel numero di ottobre ma la Stampa ne ha pubblicato un'interessante anticipazione. La prima cosa che salta all'occhio è che non è facile fare i conti perché, ad esempio, quando i gestori delle flotte in Sharing sono emanazione diretta delle Case i bilanci si intrecciano fra di loro.

Sappiamo già che questo “abbraccio” riguarda per esempio DriveNow che, appartenendo al Gruppo BMW insieme a Sixt, ha una flotta di Mini e BMW, compresa la i3 con range extender. Stesso discorso per Car2go che, essendo controllata da Daimler, dispone di auto Smart e Mercedes. Altre compagnie attive in italia sono Share'ngo, che ha solo piccole elettriche ed è della società italo-cinese CS Group, e Enjoy, una Società del gruppo Eni la cui flotta prevede anche lo scooter a 3 ruote Piaggio MP3 oltre alle Fiat 500 e 500L. Bene: nel 2016 il loro fatturato è stato rilevante, 48 milioni di euro, ma le perdite sono state 27 milioni di euro, ben più del 50% del giro d'affari. La perdita di 4.700 euro a vettura sarebbe dovuta a costi di gestione pesanti: manutenzione, riparazione, danni per i furti (leggi che Car2go pensava di tagliar fuori alcune zone di Milano) e i canoni corrisposti ai Comuni per i motivi citati più sopra.

ECONOMIE DI SCALA? L'inchiesta parla infatti di 1.100 euro annuali a veicolo a Milano (cifra pubblicata nel bando del 2013), saliti a 1.200 euro nel 2016. Lo stesso importo viene applicato a Roma, mentre Firenze si “accontenta” di 600 e Torino ha scelto una tariffa composita: ad una quota fissa di 300 si aggiunge una parte variabile, soggetta a offerta economica, di almeno 250 euro l'anno. I valori di questi canoni sono stati facilmente reperibili ma gli incassi molto meno: nell'articolo si trova che solo Roma e Firenze hanno comunicato gli importi complessivi incassati nel 2016: 900 mila e 200 mila euro rispettivamente.

Le altre città sono rimaste silenti ma Quattroruote ha stimato il dato di Milano che, considerate le 900 auto di Enjoy e le 800 di Car2go, dovrebbe aver incassato circa 1,9 milioni di euro (leggi la comparazione dei servizi Enjoy e Car2go a Milano). Si giustificano quindi le voci di una possibile alleanza fra Car2go (14.000 auto e 2,4 milioni di abbonati) e DriveNow, che ha una flotta di di 5.900 veicoli e più di 900 mila iscritti. Le Case credono comunque nel Car Sharing e vogliono clienti già da ora, anche a costo di rimettersi dei soldi, perché le auto di proprietà sono destinate a decrescere inesorabilmente. Se Dieter Zetsche, il boss di Mercedes, annuncia al Salone di Francoforte che il concept Smart EQ Vision non sarà acquistabile ma servirà solo alle flotte, allora qualcosa di concreto c'è sicuramente (guarda com'è fatta la Smart elettrica e a guida autonoma).

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