Car pooling: in arrivo la legge anti autisti abusivi

Dopo la "carta d'identità" del car pooling, M5S annuncia un altro traguardo per l'approvazione della legge sui viaggi condivisi in auto

29 settembre 2016 - 17:21

I “pool” di viaggiatori che condividono la stessa automobile si inquadrano nel disegno di quella mobilità condivisa che potrebbe contribuire a decongestionare le città, migliorando la qualità della vita e dell'ambiente (leggi delle città senza auto). Un lato spinoso di queste idee è la coesistenza con i servizi professionali, quali i Taxi e le auto a Noleggio con Conducente; per fortuna, qualcosa sembra muoversi anche in Italia per salvare gli autisti e incentivare il pooling. La proposta di legge che ha come primo firmatario Michele Dell'Orco, del Movimento 5 Stelle, punta infatti allo sviluppo del Car Pooling senza danneggiare gli autisti professionali.

MOLTI POSTI INUTILIZZATI La considerazione è semplice, quasi banale: la maggior parte delle automobili, nel giorno medio, viaggia con il solo guidatore a bordo. Pensate all'area occupata da un'auto del segmento C, circa 8 m2, e paragonatela a quella di uno scooter o di una bicicletta, mezzi più che adatti per portare una persona in giro: lo “spreco” di spazio – e quindi di suolo stradale – è evidente. Un'altra considerazione da fare è che le automobili dei pendolari tipicamente “lavorano” un'ora al giorno per rimanere poi parcheggiate per un tempo che può variare dalle 6 alle 8 ore e più: i posti auto sono quindi delle specie di “dormitori” per le auto di chi si sposta per lavoro. La proposta di legge dei parlamentari M5S si propone quindi di favorire le iniziative per la mobilità condivisa con un supporto legislativo che le faciliti senza però penalizzare le professioni.

IL CAMMINO PROSEGUE Il “Cittadino Deputato” dell'Orco ha comunicato che l'approvazione della legge sul car pooling, proposta da lui e da altri deputati del M5S (fra i quali Arianna Spessotto, che ha chiesto la pubblicazione dei test Dieselgate), è a metà del suo iter legislativo: “Un buon inizio per lo sviluppo del car pooling. Oggi (cioè ieri, N. d. R.) abbiamo approvato i primi due articoli con alcune modifiche del Relatore e siamo a metà del percorso che porterà la legge in Aula”. L'esigenza di una legge è spiegata proprio dal deputato, che aggiunge: “Si tratta di una proposta che mira ad eliminare il vuoto normativo che circonda il car pooling in Italia e ad inquadrarlo tra gli strumenti di mobilità sostenibile. È proprio il vuoto normativo che ha permesso che si creassero situazioni di conflitto con gli operatori dei trasporti. L'obiettivo è quello di incentivare il vero car pooling evitando che si diffondano autisti illegali che, senza licenza e controlli e spacciandosi per car pooler, facciano concorrenza a taxi e NCC”. La proposta di legge si chiama: “Modifiche all'articolo 23 del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, (….) e altre disposizioni per la promozione dell'uso condiviso di veicoli privati”. Nelle sue pagine introduttive il testo della legge ricorda che il primo intervento legislativo in materia è stato il D.M. 27 marzo 1988, creato in seguito all'adesione del Trattato di Kyoto del 1997, che prevedeva misure per la riduzione dell'inquinamento fra i quali, per l'appunto, la creazione di piani per gli spostamenti casa-lavoro.

SALVIAMO GLI AUTISTI! L'Articolo 1 si riferisce a quel Decreto (che non ha prodotto risultati molto rilevanti), che viene assunto come punto di partenza. L'Articolo 2 definisce il car pooling e fissa limiti per il rimborso agli autisti: “un sistema di trasporto che prevede l'uso condiviso tra più persone di veicoli privati che percorrono lo stesso itinerario, in tutto o in parte. I soggetti interessati vengono messi in contatto tramite servizi dedicati, forniti da intermediari pubblici o privati, anche attraverso strumenti informatici. Il servizio di trasporto svolto nelle forme stabilite dalla presente legge non si configura come attività di impresa (leggi dello sciopero dei tassisti che protestano contro Uber). Sono ammesse forme di contribuzione alle spese di trasporto sostenute, calcolate in base alle tabelle dei costi chilometrici preparate dall'ACI. Per il servizio di trasporto svolto non può essere previsto alcun tipo di corrispettivo” (leggi quanto si guadagna in un giorno con Uber Pop). L'Articolo 3 obbliga tutte le amministrazioni e gli enti pubblici (e anche le aziende private con più di 250 addetti nello stesso stabilimento) a riservare, nei propri siti internet e intranet, uno spazio per le informazioni sul car pooling, anche linkando siti di intermediari pubblici o privati che abbiano servizi di questo tipo e che ne abbiano fatto richiesta; il costo di questi link è a carico di chi gestisce il sito. Si parla anche di sanzioni, da 1.000 a 10 mila auro, per chi non pubblicizza queste iniziative; gli introiti vanno ad un fondo specifico d3finito nell'art. 4. Viene poi previsto, da parte del Ministero dell'ambiente e del Ministero delle infrastrutture e trasporti, un programma annuale di iniziative per l'informazione e l'educazione alla mobilità alternativa e sostenibile, con un'attenzione particolare ai giovani e all'incentivazione del car pooling, anche attraverso campagne informative sui mezzi di comunicazione. L'Articolo 4 prevede un fondo per la promozione di progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nel settore del car pooling. Esso provvede a modificare l'articolo 14 della Legge 46/1982, che ha istituito il Fondo speciale rotativo per l'innovazione tecnologica per le imprese (nel frattempo rinominato Fondo per la crescita sostenibile) in modo da inserire genericamente i programmi delle amministrazioni e degli enti pubblici tra gli interventi ammessi a fruire del Fondo. Si modifica anche il D.L. 83/2012 perché progetti di ricerca, sviluppo e innovazione nel settore del car pooling possano accedere al Fondo nominato più sopra. Notiamo come si stia anche lavorando ad una modifica del Codice della Strada che introduca una definizione di car pooling coerente con quella prevista dal provvedimento Dell'Orco (leggi come il CdS riconoscerà il car pooling).

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