Cannabis light: incidenti stradali in aumento negli USA dove è legale

Uno studio dell'IIHS dimostra che l'uso ricreativo della Cannabis light ha provocato un aumento di incidenti stradali. Ecco dove e chi può assumerla

19 ottobre 2018 - 19:53

Ben due autorevoli ricerche americane confermano il timore di molti. La cannabis ricreativa, liberalizzata negli Stati Uniti, ha condotto ad un aumento del numero di incidenti stradali. I risultati arrivano proprio nel momento in cui le campagne di depenalizzazione della marijuana prendono vigore. Sono sempre di più i legislatori che, negli Stati Uniti ed in Canada, iniziano ad autorizzare l'uso ricreativo della marijuana. In Italia le cose vanno diversamente con la canapa Terapeutica il cui consumo è ammesso solo se prescritta da uno specialista in casi di patologie.

LA LEGALIZZAZIONE DELLA CANNABIS Due nuove ricerche condotte dall'Istituto di assicurazione per la sicurezza stradale (IIHS) e dall'Istituto di dati sulla perdita della Highway (HLDI) evidenziano un aumento degli incidenti dovuti all'uso di cannabis. Secondo HLDI la crescita dell'incidentalità è stata del 6% in Colorado, Nevada, Oregon e Washington, rispetto agli stati confinanti che non hanno legalizzato la marijuana per uso ricreativo. I risultati arrivano proprio quando le campagne di depenalizzazione della marijuana spingono il legislatore in USA e Canada ad aperture in materia. Colorado e Washington che sono stati i primi Stati a legalizzare la marijuana ricreativa per gli adulti dai 21 anni di età. L'analisi comparativa circa il numero di sinistri si basa sui dati relativi agli incidenti raccolti dal gennaio 2012 all'ottobre 2017.

AUMENTO DEGLI INCIDENTI Uno studio separato condotto dall'istituto IIHS ha esaminato gli incidenti registrati dalla polizia tra il 2012-16; si tratta di un lasso di tempo che abbraccia il periodo precedente e successivo l'inizio delle vendite al dettaglio di cannabis ricreativa in Colorado, Oregon e Washington. Secondo l'IIHS, i tre stati combinati hanno registrato un aumento del 5,2 percento del tasso di incidenti per milione di immatricolazioni di veicoli, rispetto agli Stati confinanti che non hanno legalizzato le vendite di marijuana. I ricercatori dell'IIHS hanno confrontato questi dati con quelli degli stati confinanti che non hanno promulgato leggi sulla marijuana ricreativa. Va comunque chiarito che che le leggi sulla marijuana in Colorado, Oregon e Washington differiscono in termini di limitazioni all'acquisto giornaliero, tasse di vendita e limiti alla coltivazione domestica. Queste differenze possono influenzare la frequenza con cui i consumatori acquistano la marijuana, dove la acquistano e quale consumo ne fanno. L'aumento del 5,2 percento del numero di incidenti riportati dalla polizia in seguito alla legalizzazione dell'uso di marijuana ricreativa è coerente con l'aumento del 6 percento dei tassi di sinistri assicurativi stimati dall'HLDI (Leggi in Italia aumenta la violenza in strada).

I PROBLEMI Guidare sotto l'effetto della marijuana è illegale in tutti gli USA, ma è difficile determinare quali incidenti siano causati dal suo utilizzo. Il THC, o Tetraidrocannabinolo, è il principale componente psicoattivo della cannabis. Un test positivo per il THC potrebbe non indicare che il guidatore fosse sotto l'effetto della droga al momento dell'incidente. Gli utilizzatoabituali di marijuana, infatti, possono avere esami del sangue positivi al THC giorni o settimane dopo l'uso della sostanza psicotropa. Nel nostro paese è vietato l'uso della canapa ricreativa. Il legislatore ha ammesso la cannabis terapeutica che può essere prescritta solo dal medico previa visita con ricetta ed è reperibile esclusivamente in farmacia. Il decreto Lorenzin del 9/11/2015 ne indica le patologie dove può essere applicata. Altra cosa è la cannabis “light”. Per cannabis light si indicano i prodotti in cui le concentrazioni di THC, ovvero la sostanza responsabile dell'effetto psicotropo, sono comprese tra lo 0,2% e lo 0,6%. La bassa concentrazione di THC è evidente se comparata a quella presente nella cannabis acquistata illegalmente o alla cannabis venduta in farmacia e destinata ad uso medico. Un prodotto che utilizza la cannabis a scopo terapeutico può presentare concentrazioni pari al 22% (Leggi la cannabis in Italia meglio evitare confusioni).

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