Bretella A19: esperti promuovono idea MS5, ma il ministero la ignora

L'idea del M5S, nonostante il parere positivo dell'università di Palermo, viene scartata. Quali interessi dietro?

16 luglio 2015 - 9:00

Ci siamo: via libera dalle Conferenze dei servizi, riunite a Palermo, alle autorizzazioni necessarie per la costruzione della bretella del viadotto Himera sull'autostrada A19 Palermo-Catania, dopo il crollo di oltre un anno fa. Il piano del commissario delegato Marco Guardabassi, per le attività emergenziali conseguenti alla frana che ha investito il viadotto lo scorso aprile, ha ottenuto un primo ok che permette l'avvio dei lavori. Durante le tre Conferenze dei servizi, convocate presso la sede del provveditorato interregionale per le opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria, hanno dato parere positivo la regione Sicilia, il comune di Scillato, la la provincia regionale di Palermo, l'ente Parco delle Madonie ed altri enti interessati. Il commissario potrà ora procedere all'approvazione dei progetti consentendo quindi ad Anas, soggetto attuatore, di affidare i lavori delle opere. Ma c'è un ma. Come evidenzia radiocl1.it, le ottimistiche previsioni del ministero per il termine dei lavori sull'autostrada Palermo Catania fanno a pugni con le considerazioni che arrivano dalla facoltà di Ingegneria di Palermo, che nel futuro dell'autostrada “maledetta” vedono più nero che rosa.

QUALI GUAI – Sentiamo il professore Vincenzo Liguori, docente di Geologia applicata del dipartimento di Ingegneria civile ambientale e aerospaziale, scuola politecnica dell'Università di Palermo: il nuovo progetto del ministero non fa i conti con la frana del 2005 (frana attiva), cosa che finirà con scompaginare i piani romani e dilatare notevolmente i tempi dei lavori. A Roma, secondo il professore, non hanno messo neanche in conto l'enorme difficoltà che le imprese al lavoro dovranno fronteggiare per reperire il materiale per la costruzione della bretella, visto che nella zone vicine non ci sono cave in attività. Secondo Liguori le priorità per i lavori dovevano essere due: il consolidamento della frana del 2005, con la pulitura dell'alveo dell'Himera, e la verifica statica della carreggiata Ct-Pa, che se percorribile, avrebbe evitato la costruzione della “bretella”, con notevoli risparmi. Di seguito l'intervista completa.

RESTA UN MISTERO – “Sia come Università – afferma Liguori – sia come Ordine degli ingegneri di Palermo, ci si era messi subito a disposizione per le verifiche, ma nessuno ci ha ascoltato”. Il perché resta un mistero per il docente palermitano, come un mistero resta l'esclusione dell'idea progettuale per una bretella da realizzare sull'altro versante (meno interessato dal fenomeno franoso) messa in campo dai deputati nazionali del Movimento 5 Stelle (in collaborazione con alcuni professionisti del meetup di Caltanissetta) che miravano a coinvolgere nell'operazione il Genio militare, a cui sarebbe stata demandata anche la collocazione di un ponte “Bailey” a doppia campata su una strada esistente (la Lodigiani). Il progetto, che ha avuto inizialmente il plauso dello staff del ministro Delrio e del commissario Guardabassi, è stato accantonato.

SENZA RAGIONE – “E non ci spieghiamo il motivo – attacca Liguori -. Prevedeva l'utilizzazione di una pista già esistente, la strada Lodigiani, che tra l'altro è di proprietà dell'Anas. Questa strada, che era stata realizzata in occasione del cantiere che portò alla costruzione dell'autostrada, sarebbe stata già pronta all'uso con una minima manutenzione. Perché non prenderla in considerazione? Perché non fare un rapido calcolo del rapporto costi-benefici tra le alternative progettuali? L'intervento del Genio militare, tra l'altro, avrebbe ridotto notevolmente i tempi. Perché scartarlo? Mistero”. Per Liguori non si spiegano le critiche piovute sulla “scorciatoia” di Caltavuturo, che i deputati regionali del Movimento stanno finanziando con i soldi cui rinunciano mensilmente. “La strada – dice Liguori – è solo temporanea e va vista nell'ottica di alleviare enormemente i disagi alla popolazione. Inoltre essa assicura una indispensabile e preziosissima via di fuga agli abitanti del paese di Caltavuturo”. Gli fanno eco i deputati nazionali e regionali del M5S, che ribadiscono:”Troppi lati oscuri nell'operazione. Faremo di tutto per capire perché”. Alla fine, poco o nulla s'è capito dei motivi del crollo di questo come di altri viadotti, poco o nulla s'è capito dei cedimenti strutturali che hanno interessato soprattutto la Sicilia (è noto che ci sono state frane, ma perché sono avvenute in quel punto? Perché niente è stato fatto per prevenire o limitare i danni?), e poco o nulla s'è capito del motivo per cui il progetto del M5S si stata scartato. Mentre è stato dato l'ok a un altro piano, zeppo però d'incognite.

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