Tecnologia alla guida: il ruolo di simulatori e videogiochi

Videogiochi realistici, simulatori più presenti e automobili sempre più tecnologiche. La direzione è chiara, ma è davvero quella efficace?

14 ottobre 2022 - 8:26

Quando si punta il dito contro i giovani e la loro presunta pericolosità alla guida una delle argomentazioni più sfruttate è l’uso smodato della tecnologica. Sembrerebbe, infatti, che siano soltanto loro a non essere in grado di staccare gli occhi dal proprio smartphone. Invece le nuove tecnologie sono una costante della nostra quotidianità. Smartphone sì, ma anche Smart TV, digital radio e auto con screen sempre più grandi e interattivi. Se da un lato può essere funzionale l’utilizzo di tali strumenti, dall’altro è indubbio il loro potere distraente, a qualunque età. Affinché la tecnologia sia utile deve, infatti, esserne conosciuto e automatizzato il funzionamento, così da ridurre la quantità di risorse psicofisiche necessarie al suo utilizzo.

TECNOLOGIA E GUIDA: QUALI VANTAGGI?

Un passatempo diffuso tra i giovani è l’utilizzo dei videogame, dalle più svariate tipologie. Se da un lato può essere percepita come una perdita di tempo, giocare ai videogames può migliorare le abilità di svolgere contemporaneamente più compiti cognitivi. In particolare sembrerebbe produrre benefici nelle seguenti aree:

– aumento delle abilità visive spaziali, come la rotazione mentale di forme, l’immaginazione spaziale e la rappresentazione iconica, con un aumento della intelligenza visiva;

– aumento delle abilità visive percettive, la memoria visiva e la velocità di processamento simultaneo delle informazioni visive;

processamento temporale multisensoriale più preciso;

– miglioramento della funzionalità della sensibilità al contrasto, garantendo un’ulteriore modalità per migliorare l’acuità visiva;

– allenamento della motricità fine.

Migliori abilità visuospaziali e percettive, minor tempo di reazione, movimenti più controllati e mirati. Ecco come le abilità sviluppate attraverso i videogiochi possono tornar utili nel compito di guida. Da soli, però non bastano.

I RISCHI DI FAR PREVALERE LA TECNOLOGIA SULLA RELAZIONE

Quindi la tecnologia è sufficiente di per sé per imparare a guidare? No! Un suo impiego moderato può, certamente, essere utile a sviluppare una cultura della sicurezza alla guida. Pensiamo, ad esempio, ad alcuni ADAS di nuova generazione. Il limitatore intelligente di velocità (ISA), l’assistenza al mantenimento di corsia (LKA), la frenata autonoma d’emergenza (AEB) o il rilevamento di stanchezza e distrazione del conducente (Attention Assist e DSM) sono certamente utili. Ma sono disattivabili. Avere a disposizione degli ausili per migliorare la propria sicurezza è un privilegio ricercato da tutti, ma allora come mai molti li disattivano appena salgono in auto? Per far sì che qualunque novità funzioni al meglio, essa deve essere compresa. La relazione educativa rimane quindi il vero punto di svolta. Una soluzione potrebbe essere individuata in corsi di aggiornamento ad hoc per tutte le età, secondo il motto “Chi non si forma, si ferma”.

UNA NUOVA FRONTIERA: TRA SIMULATORI E VIDEOGIOCHI

E “fermarsi” al volante, si sa, può essere definitivo. Per evitare ciò ecco apparire il simulatore. Esso, come strumento di training, è ampiamente diffuso e consolidato nel campo dell’aeronautica civile e militare. Attraverso l’impiego di simulatori di diverse specie, da semplice software per pc a modalità “full immersion”, vengono istruiti i piloti di tutto il mondo. Nel nostro piccolo, questo strumento può essere efficace per la formazione dei neopatentati o per l’aggiornamento di conducenti esperti. Permetterebbe, infatti, di sperimentare la guida in un ambiente protetto, comprendendo e automatizzando i processi base. Sicuramente, per quanto accurato, non può però sostituire la guida in un contesto reale. Va, perciò, affiancato ancora una volta, ad un costante percorso educativo, tenendo ben presente un concetto-base: il conducente deve essere sempre responsabile del rispetto delle norme del Codice della Strada. Le tecnologie, sono aiutanti fondamentali, ma la responsabilità per la sicurezza propria e altrui non è delegabile!

Contributo a cura di Marianna Martini – Psicologa del Traffico

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