Sicurezza stradale: cos’è la piramide inversa delle priorità

Cosa succederebbe se tornassimo a porre al centro del codice della strada la tutela dei pedoni? Come questo influirebbe sulla sicurezza stradale?

17 marzo 2022 - 7:42

Per molti anni le campagne di prevenzione sulla sicurezza stradale si sono concentrate sui conducenti dei veicoli a motore. Ora sembra che il trend stia cambiando. Il modello della piramide inversa della priorità della sicurezza stradale per la mobilità urbana punta a mettere al primo posto pedoni e ciclisti. Che sia questo cambio di prospettiva la strategia per raggiungere l’Obiettivo Vision Zero? Il Regno Unito, a seguito di una consultazione pubblica, ha già apportato le prime modifiche al Codice della Strada.

LA PIRAMIDE INVERSA DELLE PRIORITA’: COME FUNZIONA?

L’ETSC sostiene da tempo la gerarchia inversa, che vede gli utenti della strada più a rischio in caso di collisione ai vertici, sottolineando comunque la necessità che tutti si comportino in modo responsabile. Le nuove regole danno maggiore priorità ai pedoni quando attraversano le strade e stabiliscono la distanza di passaggio appropriata durante il sorpasso dei ciclisti. Questo modello si basa sul riconoscimento che l’aumento dei livelli di mobilità attiva, a piedi e in bicicletta, può svolgere un ruolo importante per la prevenzione. Secondo la Commissione Europea tale politica sembra avere anche dei vantaggi economici. Gli attuali livelli di ciclismo nell’UE producono benefici per un valore di circa 150 miliardi di euro all’anno. Al contrario, i costi negativi del trasporto motorizzato su strada come congestione, inquinamento e cambiamento climatico sono stimati in 800 miliardi di euro all’anno.

E’ POSSIBILE MONITORARNE L’EFFICACIA SULLA BASE DEI DECESSI?

Analizzando la situazione europea, il panorama si presenta molto eterogeno. Da un lato ci sono i Paesi Bassi e la Danimarca con una grande quantità di ciclisti e pedoni sicuri, dall’altro, la Romania e altri che hanno molta strada da fare. Come possiamo avere dati completi? La mancata denuncia di decessi e feriti è un problema per pedoni e ciclisti. Quando un ciclista solitario cade da una bicicletta, seppur ferito, la polizia potrebbe non essere chiamata non comparendo, così, nelle principali statistiche nazionali sui decessi stradali. Inoltre, quando un pedone cade e viene ferito o muore mentre cammina su un marciapiede, questi non viene attualmente considerato una vittima della strada. È quindi difficile ottenere dati per fornire cifre sul numero di morti e feriti per chilometro percorso o tempo trascorso. In alcuni Paesi è facile ottenere zero morti di ciclisti quando nessuno si sente abbastanza al sicuro da andare in bicicletta.

LE PRINCIPALI MODIFICHE AL CODICE DELLA STRADA DEL REGNO UNITO

Ecco le principali modifiche al Codice della Strada del Regno Unito:

Gerarchia degli utenti della strada: piramide a parte, tutti gli utenti della strada devono essere a conoscenza del Codice, rispettosi verso gli altri e comprendere la propria responsabilità per la sicurezza degli altri.

– Attraversare gli incroci come pedoni: viene legiferata la precedenza del pedone sugli altri veicoli o utenti della strada;

Camminare e andare in bicicletta in spazi condivisi: le persone in bicicletta devono rispettare la sicurezza delle persone che camminano in questi spazi, ma i pedoni devono fare attenzione a non ostacolarle o metterle in pericolo;

– Sorpassi, incroci e rotatorie in bicicletta;

Parcheggiare e scendere dai veicoli: le persone alla guida o i passeggeri di un veicolo devono aprire la portiera usando la mano opposta, così da girare la testa per guardare dietro di loro.

CODICE DELLA STRADA O BUONA EDUCAZIONE?

Certamente da sola la piramide inversa non basta. L’approccio Safe System richiede una combinazione di infrastrutture sicure, limiti di velocità sicuri, utenti della strada protetti e una risposta di emergenza di buona qualità. Per un concreto passaggio all’andare a piedi e in bicicletta il design stesso degli spazi urbani dovrà cambiare. Ed è in questa direzione che va l’Agenda 2030. Leggendo, però, le modifiche apportate al Codice della strada inglese una domanda sorge spontanea: era davvero necessario legiferare norme di buona condotta? Tra le righe possiamo leggere, infatti, concetti chiave per la civile convivenza: rispetto, empatia (capacità, cioè, di mettersi nei panni dell’altro) e protezione dei più deboli. Il centro della prevenzione sono le persone, come può funzionare se dimentichiamo valori fondamentali come questi?

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