Guida difensiva e preventiva: quali differenze?

Da qualche tempo vengono pubblicizzati i corsi di guida “difensiva”. Siamo sicuri che sia più efficace della guida “preventiva”?

17 febbraio 2022 - 19:30

Guidare è un privilegio, non un diritto. Guidare in modo consapevole serve a creare un ambiente stradale più sicuro e ridurre il rischio di essere coinvolti in un incidente. Ma prevenire i rischi alla guida è possibile? Se ogni guidatore applicasse le basi della guida sicura, sarebbe possibile eliminare sostanzialmente la maggior parte degli incidenti comuni che sono il risultato di comportamenti disattenti e avventati. Quali sono, dunque, i pilasti della guida sicura? Cosa differenzia la guida difensiva da quella preventiva?

DALLA GUIDA SICURA ALLA GUIDA DIFENSIVA

La guida difensiva consiste nell’utilizzare una serie di tecniche di guida sicura che consentono di identificare i pericoli e adattare la guida prima di essere a rischio di incidente. Oltre ad avere una formazione multidisciplinare su tutte le tematiche che ruotano attorno al mondo della guida, si tratta, quindi, di saper anticipare situazioni pericolose e prendere decisioni sicure in base alla situazione e alle condizioni stradali. L’obiettivo è ridurre al minimo il rischio di essere coinvolti in un incidente a causa di un proprio errore o quello di qualcun altro.  Da un lato abbiamo, quindi, la “Guida Sicura” che ci aiuta a mantenere il focus sulla sicurezza, ci insegna a guidare in modo consapevole, con l’obiettivo di arrivare a casa sani e salvi. Dall’altro la “Guida difensiva” che, pur avendo un obiettivo simile, rischia di distorcere nel guidatore la percezione dell’ambiente che lo circonda.

I PILASTRI DELLA GUIDA SICURA

– Mantenere la distanza di sicurezza: per esserne certi possiamo affidarci alla “regola dei tre secondi”. Con una guida attenta basterebbe un solo secondo per reagire ad un pericolo, non trovandoci sempre in condizioni perfette, da quando l’automobile davanti a noi supera l’ostacolo a quando lo facciamo noi, devono passare almeno tre secondi.

Segnalare prima di cambiare corsia o svoltare: gli altri utenti della strada non possono conoscere a priori le nostre intenzioni. Possono, eventualmente, ipotizzarle, con un discreto margine d’errore. Segnalare le nostre intenzioni agli altri è il modo più banale per evitare incidenti.

– Non superare mai la velocità di sicurezza: la velocità è la grande discriminante. Raddoppiando la velocità lo spazio di frenata aumenta di quattro volte e triplicando la velocità lo spazio di frenata aumenta di nove volte.  Non si dovrebbe mai guidare più velocemente di quanto sia “ragionevole e sicuro” per le condizioni di quel momento, non importa se il limite di velocità è più alto.

Scansionare l’ambiente circostante: è fondamentale essere consapevoli, oltre che delle proprie azioni, anche dei comportamenti degli altri utenti della strada. Si deve, cioè, scansionare costantemente il contesto in cui ci troviamo così da individuare potenziali pericoli e agire in tempo utile da prevenire incidenti.

DIFENDERSI O PREVENIRE: L’IMPORTANZA DELLE PAROLE

Nella lingua italiana, il termine “difensiva”, utilizzato prevalentemente in senso figurato, indica un atteggiamento volto a proteggersi da possibili attacchi. Rapportandolo al traffico rischia di creare false credenze per cui il guidatore è colui che non commette errori, ma deve essere sempre pronto a difendersi da altri meno bravi di lui e per questo pericolosi. In un certo senso ciò può essere vero: quando siamo alla guida dobbiamo essere prudenti in quanto ci troviamo a stretto contatto con altri che possono rappresentare un pericolo per noi. Dobbiamo, però, tener presente che, per il nostro vicino in coda al semaforo, siamo noi quell’altro da cui deve difendersi. Non sarebbe meglio parlare allora di guida preventiva? Il termine “prevenire” pone, infatti l’accento sulla necessità di anticipare quello che accade intorno a noi, sia per quanto riguarda le azione degli altri, sia, e soprattutto, come conseguenze dei nostri atteggiamenti e comportamenti alla guida. Le parole sono evocative e proprio per questo vanno scelte con cura!

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