Guida da turista: gli errori da non fare in vacanza

Non vedi l’ora di metterti alla guida per scoprire una nuova destinazione? Attenzione, però, tu sei in vacanza, ma la tua sicurezza no!

10 marzo 2022 - 8:33

Uno dei modi migliori per vivere veramente un nuovo paese è mettersi al volante di un’auto. Puoi così esplorare la tua destinazione al tuo ritmo e andare ovunque ti porti la tua curiosità. Tuttavia, guidare all’estero può diventare complesso. Orientarsi su strade sconosciute, attenersi a nuove regole e condividere le strade con gli abitanti del posto, rischia di diventare un vero incubo se non si parte preparati. Quali sono i Paesi “turista-friendly”?

VACANZE IN AUTO: I PAESI MIGLIORI IN CUI METTERSI AL VOLANTE

Uno studio ha esaminato i 42 paesi del mondo, stilando una graduatoria in base a: sicurezza stradale, traffico, qualità delle strade, costo del noleggio auto, prezzo del carburante, parcheggi, attrazioni, numero di ricerche su Google e post su Instagram. La classifica vede ai primi posti:

Stati Uniti (7.17/10): oltre che per i paesaggi mozzafiato e la presenza di strade come la Route 66, questa destinazione spicca per il più basso livello medio di traffico;

Italia (6.38/10): seppur presenti un livello di traffico medio-alto, la qualità e la sicurezza delle strade fanno ottenere al nostro Bel paese il secondo posto. Guadagna, poi, il primo posto per le attrazioni, con 215 luoghi d’interesse ogni 100.000 persone, tra cattedrali, gallerie, rovine, palazzi e molto altro;

Spagna (6.34/10): anche qui spiccano i paesaggi e i luoghi di interesse, seguiti da un basso livello di traffico e poche vittime di incidenti stradali.

GUIDA DA TURISTA: I PAESI PEGGIORI IN CUI GUIDARE UN AUTO

Sebbene si posizioni ben oltre la metà della graduatoria, Singapore conquista il primo posto in due categorie. Il Paese spicca sia per la qualità delle strade, che parrebbe rasentino la perfezione (6.5/7), sia per la sicurezza stradale, con 2.05 morti su 100.000 persone. La Top 3 dei Paesi peggiori in cui un turista possa mettersi al volante, però, vede ai primi posti:

Israele (3.84/10): nonostante possa contare pochi decessi per incidenti stradali ha collezionato punteggi bassi in tutte le altre categorie, guadagnandosi l’ultimo posto in classifica;

Colombia (3.86/10): questo è il Paese con il più alto tasso di congestione stradale, a cui si associano un alto numero di decessi e scarse condizioni del manto stradale;

Brasile (4.14/10): un Paese vasto che non eccelle in nessuna categoria e questo lo posiziona agli ultimi posti della graduatoria.

QUANDO IL NOSTRO CERVELLO SENTE “VACANZA”

Cosa succede al nostro cervello quando sentiamo la parola “vacanza”? Sembra un termine banale ma porta con sé un carico di significato importante. Tant’è che spesso ci troviamo a “sentire” aria di vacanza poco prima di partire. Da un lato prendersi una pausa dalla quotidianità fa psicologicamente bene al nostro cervello:

– Allevia lo stress;

– Aumenta la produttività;

– Stimola la creatività;

– Migliora la concentrazione;

Se, però, scegliamo di essere “turisti al volante” è importante non commettere errori.

BINOMIO GUIDA SICURA E VACANZA: QUESTI DUE TERMINI POSSONO COESISTERE?

Nel tentativo di staccare dalla routine, in vacanza tendiamo ad essere più permissivi, ad allentare i nostri freni inibitori. Propendiamo, ad esempio, verso la maggior assunzione di alcolici o l’alterazione dei ritmi sonno veglia. Alla guida di un auto in un Paese straniero, però, bisogna arrivarci preparati, per cui

Attenzione alla pianificazione: programmare la vacanza è un’operazione che coinvolge la nostra parte pratica (in quali Paesi è valida la nostra patente di guida?), emotiva e immaginativa (cosa vorrà dire quel segnale?);

Imparare ad ascoltarsi: tenere conto del momento di vita della persona (o della coppia o famiglia). Per cambiare i nostri schemi mentale serve una mente lucida, concentrata e attenta, nemica di forti pressioni;

Uscire dalle regole della quotidianità con parsimonia: la percezione dell’essere in vacanza aumenta se smettiamo di fare le cose che facciamo sempre e ne facciamo alcune che di solito non facciamo. È fondamentale però scegliere uno stile di guida che ci appartiene e che ci faccia sentire sicuri con un mezzo che conosciamo!

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