Autisti professionisti: sistemi ADAS come esaminatori, il progetto EU

Quando la tecnologia sopperisce alle mancanze dell’uomo e sale in cattedra, i conducenti professionisti vengono esaminati dai sistemi ADAS

3 marzo 2022 - 19:00

In molti paesi l’idoneità alla guida viene valutata al momento del conseguimento della patente, eventualmente al rinnovo, e in caso di revisione. In alcuni Stati, quindi, i conducenti possono guidare per tutta la vita senza che venga verificato il loro mantenimento dei requisiti di guida. Ecco, allora, che il progresso della tecnologia cerca di colmare tale lacuna. Un nuovo progetto di ricerca finanziato dall’UE, denominato “Panacea”, che coinvolge 16 organizzazioni partner in tutta Europa, si pone l’obiettivo di valutare in tempo reale l’idoneità alla guida tra i conducenti professionisti. Siamo pronti a proclamare i sistemi ADAS a esaminatori?

LA VALUTAZIONE DELL’IDONEITA’ ALLA GUIDA: REALTA’ O CHIMERA?

In Italia, ma non solo, la visita medica di idoneità alla guida viene troppo spesso sottovalutata, sia dai conducenti che dai professionisti che la svolgono. Si ritiene, infatti, che il criterio su cui poter essere considerati o meno idonei alla guida sia esclusivamente l’età. Uno studio ETSC ha sottolineato, invece, come condizioni mediche specifiche, abuso di sostanze, disturbi mentali, epilessia e diabete siano fattori ben più importanti e determinanti dell’età anagrafica. Dei paesi che hanno risposto alla richiesta dell’ETSC, la maggior parte richiede una qualche forma di controllo medico quando si chiede per la prima volta una patente di guida di categoria B. Il certificato può variare da un modulo di autovalutazione compilato e firmato dal richiedente ad una visita medica effettuata da un Medico di Medicina Generale, da un medico specialista o da un centro. Quando si tratta del rinnovo, invece, pochi sono gli Stati che richiedono una visita medica d’idoneità e, quando presente, essa si limita ad un’analisi superficiale di alcune capacità.

PANACEA: IL NUOVO PROGETTO EU PER GLI AUTISTI PROFESSIONISTI

A maggio 2021 è partito il progetto “Panacea” volto a sperimentare nuove tecnologie e sistemi di valutazione con autisti di autobus urbani in Svezia, tassisti e corrieri in Grecia e conducenti di camion e pullman in Spagna. È un progetto triennale Horizon 2020 finanziato dall’UE nell’ambito del titolo “Azione di ricerca e innovazione” (RIA) che mira a sviluppare un sistema che monitori l’idoneità prima e durante le attività di guida. Tra gli obiettivi vi è

– Migliorare la sicurezza stradale per i conducenti professionisti, la loro salute e il loro benessere come pilastro nella forza lavoro dei trasporti;

– Sviluppare un sistema olistico di monitoraggio e valutazione delle capacità prima e durante la guida, a livello fisico, cognitivo e fisiologico;

– Fornire strumenti di coaching per distribuire soluzioni a conducenti, operatori e forze dell’ordine;

– Valutare gli impatti sulla sicurezza, socioeconomici e sulla qualità della vita.

ADAS COME ESAMINATORI: UNA STRATEGIA EFFICACE (MA NON SOLO)

Lo screening obbligatorio basato sull’età dei conducenti più anziani si è dimostrato poco efficace nel prevenire gravi collisioni. Parrebbe, anzi, avere un impatto negativo sulla sicurezza, poiché i conducenti più anziani diventano utenti della strada vulnerabili. Al netto di ciò è importante rafforzare la valutazione costante e periodica dell’idoneità alla guida, in particolare dei conducenti professionisti. Ecco, dunque, che i sistemi ADAS possono rappresentare una soluzione alla diminuzione dell’incidentalità stradale. Porre la tecnologia al servizio dell’uomo può rivelarsi certamente una strategia efficace, ma da sola non basta. Affinché ci si possa avvicinare all’obiettivo Vision Zero serve, allineare la tecnologia alla formazione. Porre i sistemi ADAS come esaminatori insindacabili dei conducenti professionisti rischia di attivare, a livello psicologico, un meccanismo di difesa: il rifiuto.

GLI AUTISTI PROFESSIONISTI: UNA CATEGORIA AL CENTRO

Essere un autista di professione non è semplice. Lunghe ore di guida, soprattutto in orario notturno, districarsi nel traffico o essere alla guida di mezzi pesanti sono fattori che vanno ad amplificare il fenomeno sempre più diffuso della Driver Fatigue. È importante pensare a progetti ad hoc che pongano al centro i conducenti di professione, per la sicurezza di tutti. Il progetto “Panacea” va certamente in questa direzione, ma un ulteriore passo avanti sarebbe utile nel campo della formazione. Preparare e supportare i conducenti professionisti nello svolgimento del loro lavoro, a partire dai diritti della categoria per arrivare ai sistemi ADAS installati. Ancora una volta le parole hanno un peso. Ancora una volta occorre fare una scelta: controllare (condannare) o sostenere (responsabilizzare) tutti coloro che si mettono al volante.

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