Autostrade: dal 1 gennaio 2017 il pedaggio aumenta fino al 7%. L'elenco completo

Tariffe dei caselli più alte già dal 1 gennaio, dal MIT via libera ai gestori delle autostrade per rivedere, al rialzo, il costo del pedaggio

3 gennaio 2017 - 0:42

Giusto il tempo di smaltire cenone e pranzo di capodanno che subito ci tocca fare i conti con il primo rincaro dei costi della viabilità sulle autostrade italiane. E' stato infatti approvato, con un decreto del Ministero dei Trasporti, l'aumento del pedaggio ai caselli della rete autostradale nazionale da parte delle società gestrici;  si tratta ormai, di un appuntamento fisso e al quale automobilisti e autotrasportatori non possono sottrarsi (Leggi qui gli aumenti introdotti a gennaio 2016), vedendo crescere, anche in maniera consistente la spesa per il pedaggio. La percentuale media degli aumenti è dello 0.77% ma su alcune tratte i costi sono saliti di oltre il 7%.

SULLA A35 IL RINCARO PIÙ' PESANTE Con puntualità è giunto il via libera del MIT alle Società che gestiscono le autostrade italiane per potere rivedere, ovviamente al rialzo, i prezzi dei pedaggi ai caselli. Le tariffe sono aumentate in media dello 0.77%, una percentuale contenuta se consideriamo il quadro generale ma, andando nello specifico, su alcune tratte autostradali l'adeguamento tariffario è stato ben consistente. Il rincaro maggiore è stato registrato sulla A35 che collega Brescia a Milano (BreBeMi), il pedaggio su questa autostrada è aumentato del 7,88%; vale comunque la pena segnalare che su questa tratta il gestore ha prorogato fino al dicembre 2017 lo sconto del 15% sui pedaggi per gli utenti pendolari possessori di Telepass (Scopri perchè l'Antitrust ha multato Telepass per 200 mila euro).

TUTTI GLI AUMENTI SULLE AUTOSTRADE ITALIANE Altro aumento significativo è quello applicato dalla SATAP sulla A4 Torino Milano, tratto la cui tariffa è stata rincarata del 4.60% e sul quale insistono da oltre un decennio cantieri per lavori di ampliamento e manutenzione. Aumenti del 2.46% sulla Torino Savona, dell' 1.90% sulla Tangenziale Est esterna di Milano,dell'1,76% sulla Tangenziale di Napoli,dell' 1.62% sulla Brescia Padova e sulla Strada dei Parchi Roma L'Aquila Pescara, dell'1.5% sulla Milano Serravalle. Percentuali minori sono state applicate sulla Pedemontana Lombarda (Sapevi che sulla Pedemontana il pedaggio si può pagare online?), sul Raccordo della Valle d'Aosta e sull'Autostrada Tirrenica, tutte rincarate dello 0,90%; si registrano infine aumenti dello 0.88% sulla Torino Aosta, dello 0.86% sulla Venezia Trieste, dello 0,45% sul Consorzio Autostrade Venete e dello 0.24% sulla Parma La Spezia. Autostrade per l'Italia sugli oltre 3.000 km di autostrada gestita ha previsto un aumento delle tariffe per il pedaggio pari allo 0.64%.

RINCARI SOLO DAI GESTORI CHE DEVONO RIENTRARE DAGLI INVESTIMENTI Non tutte le aziende concessionarie della gestione della rete autostradale hanno però deciso di adeguare e aumentare le tariffe ai caselli. Secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, il MIT ha specificato che gli aumenti tariffari tengono conto di situazioni specifiche, relative a investimenti fatti dai gestori o relative al recupero della produttività, oltre che di parametri quali l'inflazione, programmata o reale. In merito agli investimenti fatti dalle società gestrici sono stati presi in considerazione gli investimenti effettuati tra il 1 ottobre 2015 e il 30 settembre 2016, quantificati in 764.183 milioni di euro dei quali 399.051 milioni sono stati riconosciuti ai fini della remunerazione.

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