Automobilisti furbetti: così gli stranieri evadono il pedaggio

Gli stranieri in Italia spesso passano i caselli senza pagare ma - dicono - senza accorgersi neppure della fuga insolvente. Un'indagine spiega perché

31 agosto 2015 - 13:14

La situazione è ingarbugliata, anche perché implica i rapporti con la ricca e potente Germania. Molti automobilisti stranieri percorrono infatti le autostrade italiane ma arrivati al casello, per un motivo o per un altro, omettono di pagare o pensano di aver pagato e proseguono tranquilli, o quasi: di questa particolare tipologia di automobilista si riscontra che sono per la maggior parte tedeschi.

I NUMERI DI UN'EVASIONE – Fortunatamente i sistemi di esazione funzionano abbastanza bene, dato che i transiti senza pagamento, pur in crescita, sono arrivati allo 0,07% circa. Rimane comunque il dato di un fenomeno che cresce – + 28,2% dal 2010 al 2014 – e che è costato, ad Autostrade per l'Italia, circa 2,4 milioni di transiti gratuiti in 5 anni, equivalenti a milioni e milioni di euro non riscossi. Nella classifica dei furbetti svettano, in base ai risultati dell'inchiesta di Quattroruote, i tedeschi, che da soli “omettono” il pagamento nel 21,9% dei casi, seguono gli svizzeri (14,1%), i francesi (10,1%), i rumeni (9,3%) e gli spagnoli (6,2%). Queste percentuali in realtà non dicono tutto: per poter stabilire che, per esempio, i tedeschi sono i più “portoghesi” occorrerebbe rapportare il dato al numero dei loro transiti. Un rapido calcolo permette anche di scoprire come la somma di queste percentuali raggiunga il 61,6% degli evasori: il restante 38,4% è costituito principalmente da italiani ma probabilmente il loro tasso di evasione è piuttosto basso perché i transiti dei nostri connazionali sono molto ma molto superiori a quelli di tutte le altre nazionalità.

QUESTIONE DI IDIOMA? – Autostrade per l'Italia, dopo aver attivato il recupero dei crediti, ha investito del caso perfino l'ambasciata italiana a Berlino ed in effetti il caso sta avendo una certa risonanza anche in Germania, paese con le autostrade gratuite ma che sta pensando di far pagare il pedaggio solo agli stranieri. Ovviamente il problema implica responsabilità condivise: come sempre accade, il torto non è esclusivo di una sola delle parti. La testimonianza di un cittadino tedesco può servire a chiarire la questione: quando si è visto recapitare la richiesta di pagamento per un pedaggio di 5,38 euro ha pensato di essere incappato in un tentativo di truffa all'italiana perché convinto, dato che la sbarra si è alzata, che il pagamento fosse andato a buon fine. In realtà la barriera può aprirsi anche se il pagamento non è avvenuto, con l'operatore o la macchina per il pedaggio automatico che rilasciano uno scontrino con le istruzioni su come saldare il debito entro 15 giorni, via Internet o in uno dei Punti Blu di autostrade. Purtroppo le istruzioni sono soltanto in italiano e così i morosi (soltanto nel 20% dei casi si tratta di un camion o un bus di linea) hanno buon gioco nel non pagare, adducendo la scusa della lingua che non è la loro e non è neanche il ben più internazionale inglese.

TATTICHE PERICOLOSE – Le proteste per quelle lettere arrivate dall'Italia sono state così tante che l'ADAC ha dovuto spiegare questo meccanismo per calmare gli automobilisti tedeschi e far loro comprendere come non si trattasse di un tentativo di truffa. Esistono però schietti comportamenti truffaldini, come dichiarare all'operatore di non avere contanti con sé ma solo carte elettroniche “casualmente” smagnetizzate. A volte si osa perfino un pericoloso “tallonamento”, molto ravvicinato, a un altro veicolo che transita su una corsia con il Telepass, per passare prima che la sbarra si richiuda. Una notazione: se risalire al proprietario – a partire dalla targa fotografata al casello – è semplice per Olanda, Germania, Svizzera, Polonia e Svezia, con la Francia si hanno più difficoltà per una legge sulla privacy, mentre Bulgaria, Turchia, Romania e San Marino sono ancora più refrattari a collaborare per l'identificazione. Se l'infrazione è reiterata – c'è una vettura responsabile di 900 pedaggi evasi – si finisce in una specie di Black List che permette eventualmente alle pattuglie di identificare il conducente, dato che si tratta di un reato. Che la soluzione possa arrivare dall'idea belga del sistema Free Flow?

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