L'era delle auto etiche: via gli interni in pelle, si torna agli anni '70

Tesla Motors si converte al veganesimo e adotta rivestimenti etici per i propri modelli, finita l'era degli interni in pelle?

15 gennaio 2016 - 12:00

Il regime di alimentazione vegano è dilagante, seguito da divi del cinema e personaggi del jet set internazionale, sta progressivamente contaminando diversi settori. Oggi, infatti, dopo ristoranti e negozi di generi alimentari Vegan Friendly, scopriamo che anche il comparto automobilistico sta iniziado a valutare soluzioni eco-consapevoli, conformi alla dottrina vegana. Ultima tra le Case automobilistiche a sposare la causa è la californiana Tesla, scopriamo cosa è accaduto!

ECOPELLE COME SULLE UTILITARIE ANNI 70? – La conversione vegana dell'azienda di Elon Musk è nata da una vicenda piuttosto curiosa; il pilota NASCAR Leilani Munter (nella foto di copertina), vegana e attivista ambientalista, ha bloccato la prenotazione di una Tesla Model S (leggi le caratteristiche esclusive della berlina elettrica Tesla) poiché disponibile esclusivamente con gli interni rivestiti in vera pelle. La materia prima del rivestimento è quindi, inevitabilmente, ottenuta dalla macellazione di animali e questo, secondo la Munter e un folto stuolo di sostenitori, è inaccettabile per un'azienda come Tesla che si basa e promuove la trazione elettrica. Il lungimirante ed estroso Musk ha deciso di stravolgere l'offerta della Model S, introducendo di serie i rivestimenti integrali in tessuto e aprendosi di fatto a questo nuovo bacino di utenti. La conversione di Tesla si è ulteriormente concretizzata con l'inserimento a listino di uno speciale rivestimento in pelle sintetica per la Model X (ecco tutti i dettagli sul Suv Tesla), l'elegante Suv della Casa di Palo Alto. Proposto nella candida tinta Ultra White – vedi immagine sotto, questo rivestimento è decisamente più adatto a una vettura di circa 100.000 dollari rispetto a un “banale” rivestimento di stoffa.

ECCO I BRAND ECO-CONSAPEVOLI – Tesla non è l'unica Casa costruttrice a tenere in considerazione le esigenze etiche dei propri clienti; altri marchi, ovviamente parliamo di luxury brand posti in nicchie di mercato particolari, hanno previsto nei propri cataloghi e listini allestimenti e soluzioni eticamente corrette. E' il caso di Ferrari, BMW, Mercedes e Lexus, le quali proprio per assecondare le più disparate richieste ecologiste, propongono rivestimenti in pelle sintetica, ovviamente di alta qualità, anche su modelli top di gamma. Ford e Volvo hanno più volte evidenziato nelle proprie campagne pubblicitarie l'impiego di materiali biodegradabili, come la schiuma di soia, per le imbottiture dei sedili (leggi come i sedili si possono produrre anche con foglie e plastica). Caso emblematico è la BMW i3 (scopri le caratteristiche della nuova BMW elettrica), la nuova elettrica della casa bavarese; per gli eleganti rivestimenti in legno di plancia e abitacolo vengono impiegate esclusivamente essenze legnose provenienti da foreste gestite responsabilmente. Il rivestimento interno dei pannelli è realizzato con fibre ottenute da piante di Kenaf asiatico (una pianta erbacea molto fibrosa) e l'intera vettura viene assemblata in uno stabilimento alimentato a energia eolica. Ragionando su queste belle notizie etiche e ambientaliste viene spontanea una riflessione sul senso di queste iniziative, poiché, trattandosi di nicchie estremamente elitarie, qual è il reale vantaggio per l'ambiente? Perchè non replicare le soluzioni realmente sostenibili (sia dal punto di vista ambientale che economico per il costruttore) sui modelli di massa, in modo da avere davvero un impatto positivo per il nostro pianeta?

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