Auto Robot, le Case studiano l'antidoto all'ansia da apocalisse

I futuri rapporti e interazioni tra automobili robot e persone sono una delle materie studiate dagli antropologi reclutati dalle Case costruttrici

25 settembre 2017 - 9:00

L'avvento delle auto robot è da tempo dichiarato imminente, anticipata da numerosi romanzi di fantascienza e da pellicole cinematografiche l'era delle macchine, intese non solo come automobili, è una realtà quasi conclamata. Per gli antropologi la cosiddetta Rise of Robots è divenuta materia di studio approfondito, essi cercano di prevedere quali saranno i rapporti tra automobili pensanti ed esseri umani. Lo scopo è quello di capire come potranno comunicare e quali tipi di interazioni verranno ad instaurarsi. Il centro ricerche Nissan ha avviato questo studio, vediamo cosa hanno già scoperto.

RAPPORTO UOMO AUTO AUTONOMA, INCOGNITA DA RISOLVERE L'antropologa Melissa Cefkin ha studiato in passato il linguaggio non verbale di artisti, ballerini, venditori e persino quello degli autisti degli autobus; adesso la ricercatrice è stata assoldata da Nissan, metterà le proprie abilità etnografiche per risolvere un problema che si prospetta più complesso e articolato (Conosci tutti i livelli della guida autonoma? Scoprili qui). Lavorando al centro ricerche del costruttore giapponese la Cefkin dovrà capire come le automobili potranno “parlare” con le persone e ha dichiarato: “Le auto sono profondamente intrecciate con le nostre vite, il futuro autonomo riconfigurerà questo rapporto. Cosa significherà per i veicoli driverless essere buoni cittadini del Mondo? Come interagiranno con il resto degli utenti della strada?”

OLTRE ALLA TECNOLOGIA BISOGNERA' STUDIARE NUOVE INTERAZIONI Le domande poste dalla ricercatrice non sembrano essere banali; ingegneri e scienziati stanno ancora lavorando a tutta la tecnologia che permetterà di far circolare sulle nostre strade automobili capaci di guidare da un punto ad un altro senza l'ausilio di un conducente umano. A questo scopo si stanno sviluppando complessi sensori, radar, telecamere e complessi algoritmi, ma, come precisa la ricercatrice, la sola scienza informatica non è sufficiente e idonea a comprendere come le auto robot si comporteranno con passeggeri, automobilisti, ciclisti, pedoni e viceversa (Secondo Ford l'era delle auto totalmente autonome è ancora lontana. Scopri perché).

PREOCCUPAZIONE PER LA PERCEZIONE DEL DRIVERLESS Il timore che gli utenti della strada percepiscano l'avvento delle auto robot come una imminente apocalisse sembra essere una delle preoccupazioni di chi sta studiando e sviluppando la guida autonoma. Lo ha dichiarato Sameep Tandon, fondatore e AD di Drive.ai, una compagnia di Mountain View la quale sta sperimentando dei display da collocare sul tetto delle auto driverless per segnalarne all'esterno informazioni e indicazioni sullo spostamento: “E' fondamentale integrare le auto senza conducente nella società, questo permetterà di rassicurare le persone e di far entrare il concetto di veicolo driverless nella quotidianità” (Scopri le auto robot nella città virtuale Mcity).

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