Auto intelligenti ma costose: saranno tutte uguali?

La complessità delle automobili intelligenti aumenta ed i fornitori si comprano fra loro. Le auto robot potrebbero standardizzarsi

3 aprile 2017 - 23:04

Quanto cambieranno le automobili nei prossimi anni? Sicuramente molto, anzi, moltissimo. Tutti pensano all'elettrificazione e alla guida autonoma ma anche i venerabili motori a scoppio muteranno pelle per essere più efficienti (leggi dei motori Hyundai a cilindrata variabile e a 2 e 4 tempi contemporaneamente). È chiaro che nella scala evolutiva le automobili più distanti da quelle classiche (definizione stenografica per indicare veicoli con motori “normali” e senza ADAS) saranno le elettriche autonome. La meccanica sarà proporzionalmente meno importante mentre quasi ipertrofici saranno la potenza di calcolo, la connettività e i sensori ma la mutazione non sarà indolore: i costi saranno maggiori e imporranno cambiamenti anche ai fornitori.

MACCANICA ELETTRONICIZZATA Per saperne di più Automotive News ha raccolto i pareri di vari analisti e esponenti dell'industria, idee e dati che delineano un quadro in forte evoluzione. Il tutto troverà ampia risonanza nel WCX17 – World Congress Experience, ossia l'annuale congresso della SAE che si terrà a Detroit da domani fino al 6 aprile. Una prima tendenza che si sta delineando è che l'aumento dei costi e della complessità sta inducendo i fornitori a investire, cedere asset o essere inglobato.

Le nuove tecnologia costeranno molto in termini di Ricerca & Sviluppo, una voce che comprende anche la ricerca dei preziosissimi talenti (leggi della spin-off italiana Vislab che è stata comprata da un'azienda USA). Questo “motore” porta l'industria a cercare partnership, acquisizioni e OPA su altre società. Ricordiamo che la scorsa settimana il colosso tedesco dei cambi e delle trasmissioni ZF Friedrichshafen ha acquistato una quota del 45 per cento in Astyx Communication & Sensors, contaminando così con un bel po' di silicio le sue tradizionali costruzioni metalliche.

SISTEMI INTELLIGENTI Il CEO di ZF, Stefan Sommer, immagina il suo futuro portafoglio di prodotti come “sistemi intelligenti meccanici” che, proprio grazie ai sensori, raccolgono direttamente informazioni il cui processamento si tradurrà poi in azioni più o meno automatiche. Secondo Sommer questo tipo di processo impegnerà molto l'industria nei prossimi anni e le avvisaglie si vedono già, anche con l'impegno dei Big dell'elettronica. Sino a pochi anni fa chi poteva pensare ad una Panasonic che ingloba il ricambista Ficosa per 17 miliardi o che Samsung potesse interessarsi di Magneti Marelli? ZF non è ovviamente l'unica a valutare e portare a compimento operazioni di questo tipo: Valeo e Delphi, per esempio, si affidano a partnership e acquisizioni per acquisire la capacità di espandersi rapidamente in nuovi segmenti. Altri, meno conosciuti ma in rapida crescita, si stanno muovendo in varie direzioni: la spagnola Gestamp, specializzata in stampi per i lamierati, si allea con Siemens per ridurre i propri consumi energetici mentre Adient, spinoff del colosso Johnson Controls, si è quotata a Wall Street. Molte mosse guardano al più che promettente mercato degli ADAS, già ben consolidati: è un segmento industriale valutato oggi 31 miliardi di dollari. Price Waterhouse Cooper, per esempio,prevede il mercato degli ADAS triplicherà in termini di dimensioni entro il 2025.

FUSIONI A TUTTA BIRRA Mary Gustanski, Vice president di Delphi Automotive Systems, spiega che “la questione non è più soltanto la fornitura di semplici componenti automobilistici ma è il capire e prendere ciò che sta accadendo nel mondo dell'avanguardia tecnologia e trovare il modo di integrarlo nel veicolo e riuscire a rispondere a questa emergente ed esplosiva la complessità del veicolo stesso”. Le cifre sono impressionanti: nel 2016 le 164 fusioni e acquisizioni chiuse nel settore hanno totalizzato un valore di circa 28 miliardi di dollari, secondo Strategy&. È il secondo più alto riscontro annuale dal 2007; i 50 miliardi del 2015 sono stati “drogati” dall'acquisizione monstre di TRW da parte di ZF, che da sola ha pesato per 12.4 miliardi di dollari. Anche l'acquisizione di Mobileye da parte di Intel è molto importante: secondo IHS Markit una volta che le due società saranno integrate riusciranno a sviluppare la fusione dei dati dei sensori e delle telecamere, elementi fondamentali delle automobili a guida autonoma.

Lo shopping di Intel ha visto anche l'acquisto dell'italiana Yogitech (design dei chip), la software house Arynga e la californiana Movidius, specializzata nei chip a bassa potenza. Non esistono però soltanto le acquisizioni: si registra infatti lo sviluppo di nuove competenze interne aumentando le spese della R & D: Delphi spende circa 1,2 miliardi l'anno dal 2014 e Valeo ha aumentato del 16,6% i suoi investimenti, arrivando a 1,02 miliardi di dollari nel 2016. Esistono però altre soluzioni: l'analista Carlson di IHS Markit pensa infatti che “a volte una partnership è la mossa giusta, invece di aumentare le risorse interne o spendere per un'acquisizione”. In fondo, anche questa pluralità di soluzioni è una dimostrazione di quando sia dinamico questo settore.

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