Tesla Autopilot: problemi e proteste negli USA per le regole in arrivo

Il Tesla Autopilot potrebbe essere limitato da nuove regole USA e i clienti-fan diventano sempre più aggressivi fino a minacciare blocchi e disordini

27 ottobre 2021 - 14:00

In queste ore le notizie che riguardano Tesla girano veloci: quella più eclatante è sicuramente la capitalizzazione oltre 1000 miliardi di dollari. Ma accanto a quelle puramente di mercato o sulla sicurezza dei richiami, di cui anche noi abbiamo parlato, c’è un fenomeno ormai evidente: quello dei “clienti-ultrà” che non si limitano solo ad apprezzare l’innovazione della mobilità elettrica.  Come riporta Slate, sempre più clienti Tesla arrivano ad assumere atteggiamenti aggressivi (per ora verbali) e fino a minacciare blocchi stradali e disordini per l’annuncio del Governo di voler regolamentare rigidamente l’uso della guida autonoma. Intanto però proprio Tesla ha dovuto ritirare l’aggiornamento Autopilot 10.3 per falsi positivi lamentati dagli stessi clienti.

TESLA AUTOPILOT: TRA CLIENTI NORMALI E FANS AGGRESSIVI

La forza di un’azienda e la capacità di magnetizzare fans è una leva commerciale collaudata: basta pensare ai tanti proseliti che Apple si è fatta con l’iPhone. Talvolta è un amore cieco che per vari motivi, spinge a fare partito preso e andare ben oltre l’oggettività. Soprattutto negli USA, ma anche altrove, si consolidano atteggiamenti di molti proprietari di Tesla come se fossero degli Ultrà. Atteggiamenti che spesso sfociano in comportamenti poco gentili e aggressivi soprattutto online. La proposta di regolamentare più rigidamente le funzioni di guida autonoma e la nomina del nuovo consulente NHTSA hanno alimentato ulteriormente i timori che le autorità possano vietare l’Autopilot nelle Tesla. Uno dei maggiori estimatori Tesla molto seguito sul web, come riporta Slate, avrebbe scritto “Se cercheranno di portarci via il pilota automatico, ci ribelleremo così forte che il 6 gennaio sembrerà un giorno a Disneyland”. Il riferimento a un assalto al Campidoglio è poi stato rimosso, ma il clima di aggressività dei seguaci Tesla è ancora più vivo dopo la nomina di Missy Cummings.

TESLA AUTOPILOT: SCONTRO ANNUNCIATO SULLE NUOVE REGOLE

Il presidente Biden ha nominato Missy Cummings, docente di ingegneria alla Duke University come consulente per la sicurezza alla National Highway Traffic Safety Administration. L’agenzia governativa dovrà stabilire delle regole più stringenti sull’utilizzo delle funzioni di guida autonoma, in risposta ai recenti incidenti che non riguardano solo Tesla. Nel 2020, una navetta autonoma di EasyMile a Columbus si sarebbe fermata improvvisamente ferendo un passeggero. Precauzionalmente l’NHTSA ha ordinato la sospensione del servizio negli USA, in seguito alla quale nessuno ha ordito sommosse o sguainato spade. Come spiega il magazine, evidentemente “c’era un trascurabile senso di perdita al termine del servizio per gli utenti”. Mentre il timore che sia sottratto ai clienti Tesla qualcosa che già utilizzano ha peggiorato un clima di tensione che era già nell’aria. Un tweet di Elon Musk avrebbe sottolineato alla Cummins il suo Curriculum particolarmente contrario a Tesla. L’account dopo essere diventato bersaglio di messaggi è stato chiuso. Ma c’è anche un altro post di Elon Musk che ha molto a che vedere con la sicurezza dell’Autopilot.

AUTOPILOT 10.3: PERCHÉ TESLA HA RITIRATO L’AGGIORNAMENTO

A dare l’annuncio del ritiro dell’aggiornamento Autopilot 10.3 è lo stesso Musk: “Si sono verificati alcuni problemi con 10.3, quindi si torna temporaneamente alla versione 10.2”. Come riporta AutoNews, i clienti hanno ripetutamente ricevuto avvisi di collisione frontale quando non vi era alcun pericolo, difetti mostrati anche nei video pubblicati dagli utenti beta. Alcune Tesla con Autopilot 10.3 hanno anche frenato autonomamente senza motivo. Lo stesso post di Elon Musk giustifica i problemi lamentati dai clienti: “Si prega di notare che questo è prevedibile con il software beta. È impossibile testare tutte le configurazioni hardware in tutte le condizioni”. Lasciamo ai lettori ogni plausibile deduzione.

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