Ricarica auto elettriche: la miniera d’oro si nasconde nelle colonnine

Le colonnine di ricarica sono i nuovi modelli di business dell’automotive: tutti i costi e le opportunità celati nella ricarica di auto elettriche

24 ottobre 2019 - 10:00

Parlare della mobilità a emissioni di scarico zero (le auto a batteria emettono comunque particolato da gomme e freni) implica la ricarica auto elettriche. A questo punto viene da pensare che le stazioni di servizio avranno colonnine di ricarica al posto delle pompe di erogazione. Si visualizzano poi lunghe file in attesa alle colonnine di ricarica auto elettriche, vista la lentezza del rifornimento, e quindi “non funzionerà mai!”. Quindi la ricarica auto elettriche potrebbe essere un collo di bottiglia per la diffusione degli EV? Applicando i modelli attuali la risposta sarebbe “SI” ma le colonnine di ricarica si prestano a modelli si business del tutto nuovi. La risposta potrebbe allora essere diversa, inattesa e implicare addirittura il concetto di miniera d’oro.

LA RICARICA AUTO ELETTRICHE È DIVERSA

Vitaliy Katsenelson, proprietario di una Tesla Model 3 e Chief investment officer di Investment Management Associates, ipotizza un modello radicalmente diverso. Si pensa che le stazioni di servizio non siano il posto giusto per le colonnine di ricarica auto elettriche proprio per la lentezza del processo. La maggior parte dei proprietari ricarica a casa, lentamente e di notte, ma anche questa modalità ha punti deboli, ad esempio dovendo affrontare viaggi lunghi. Katsenelson pensa invece ad un modello diffuso, fatto di milioni di colonnine di ricarica sparse un po’ ovunque. I negozi di alimentari useranno le colonnine di ricarica per attirare i clienti e questo concetto le farà moltiplicare ovunque: parcheggi, ristoranti e palazzi per uffici. La ricarica auto elettriche sarà una Corsa all’Oro e le stazioni di servizio diventeranno una reliquia come le cabine telefoniche e le compact cassette.

TARIFFE E MINUTI

Impiantare colonnine di ricarica appare più agevole rispetto ai distributori e l’assenza di emissioni pericolose e delle cisterne sotterranee permette di inserirle anche in centri densamente popolati. Katsenelson fa anche dei calcoli che supportano l’idea di un business interessante e quindi appetibile per gli investitori. La sua Model 3 non gode della ricarica gratuita riservata alle Model S e X e quindi paga 24 cent/kWh nei Supercharger. Ricaricando a casa lui paga l’elettricità 11 centesimi/kWh e quindi Tesla margina parecchio ma bisogna tener conto dei costi delle ricariche gratuite per le sue ammiraglie. Electrify America non ha questi costi parassiti ma il confronto non è facile perché ha una tariffazione a tempo con 1 dollaro a sessione più 30 cent/minuto. Per fare i conti il proprietario di una Bolt ha pazientemente aspettato in auto, filmando in time lapse il tempo necessario per arrivare all’80%.

LA VELOCITÀ SI PAGA

Ad un certo punto il caricatore ha quasi dimezzato la potenza per salvaguardare la batteria: interrompendo in quel momento il costo sarebbe stato 53 cent/kWh. Arrivando all’80%, visto il rallentamento della carica, il costo è salito a 58 cent/kWh. L’abbonamento Pass+ prevede 4 $/mese e vari scaglioni: 15 cent/minuto fino a 75 kW, 42 fino a 125 e 60 fino 150 kW. La carica è stata fermata al 56% ma il risparmio è notevole: 22 cent/kWh contro i 36 dell’abbonamento normale per la stessa erogazione di energia. Rimanendo negli USA, la rete Blink fa pagare da 4 a 6 cent/minuto o da 39 a 79 cent/kWh per caricatori di livello 2. I Livello 3 DC Charging di EVGo costano 29 cent/minuto per i non abbonati: 25 minuti per una e-Golf kWh danno 50 miglia di autonomia.

MODELLI DI TARIFFAZIONE

Sono 7,25 dollari ma EPA dice che una Golf a benzina spende 2,26 dollari per 25 miglia, un costo quindi inferiore (quanto cammina un’elettrica con l’energia di un litro di benzina?). I margini sembrano quindi appetibili, anche tenendo conto delle spese per gestire stazioni e colonnine che sono molto superiori a quelle delle abitazioni. In Italia la situazione sembra simile (la rete può reggere il maggior consumo dato dalle elettriche): Enel X a consumo base costa da 45 a 50 cent/kWh a seconda della velocità di ricarica. Stessi costi ma un canone di 25 €/anno per il servizio Premium con prenotazione presa. La tariffa Flat Small costa 25€ per 60 kWh (41,6 cent/kWh) e lo stesso prezzo a kWh extra soglia ma è incluso il servizio prenotazione presa: fanno circa 400 km considerando i consumi reali. Tariffe a canone per A2A E-Moving (15,1 € a trimestre) e Duferco Energia Flat (25 €/mese + IVA per 300 kWh) ma si tratta di reti regionali. Ionity fa pagare 8 euro/sessione nelle sue stazioni HPC da 350 kW.

UN POSSIBILE, APPETIBILE BUSINESS

Chi percorre molti km troverà vantaggiose le tariffe flat e chi ricarica poco potrebbe provare quelle a consumo; siamo comunque sicuri che i gestori aumenteranno. Un contratto domestico con ENEL Servizio Elettrico Nazionale ha una componente energia a 9 cent/kWh mentre sul mercato libero si può scendere a 5,5. Aggiungendo gli oneri di sistema e di trasporto si arriva a 0,24 cent/kWh, circa la metà delle tariffe di ricarica. Quindi possiamo parlare di una miniera d’oro che si nasconde nelle colonnine? Le variabili sono molte, le spese ci sono anche se nessuno ricarica e la domanda è ancora incerta. I margini sembrano però interessanti e quindi la ricarica auto elettriche potrebbe attirare diversi investitori: staremo a vedere!

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