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Mobilità elettrica: dubbi, falsi miti e prospettive per il prossimo futuro

La mobilità elettrica è forse una delle più grandi sfide che il mondo della tecnologia e quello dei consumatori si siano trovati a fronteggiare negli ultimi anni

23 aprile 2020 - 10:59

La mobilità elettrica è forse una delle più grandi sfide che il mondo della tecnologia e quello dei consumatori si siano trovati a fronteggiare negli ultimi anni. Se da un lato abbiamo una sempre più pressante esigenza di trovare sistemi green che possano rivoluzionare il nostro modo di muoverci, dall’altro c’è il bisogno di garantire che le nuove tecnologie ecologiche messe a disposizione della comunità abbiano la massima efficienza ed efficacia in termini di prezzo e prestazioni. Non è sicuramente un compito facile e il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto per quanto riguarda la percezione stessa della mobilità elettrica, spesso denigrata con falsi miti, dubbi e un generale scetticismo da parte dell’utente finale. Vediamo allora lo stato dell’arte e quali sono le prospettive davanti al nostro futuro sempre più sostenibile.

LA MOBILITÀ ELETTRICA E I TRAGUARDI RAGGIUNTI FINO A ORA

La mobilità elettrica, e-mobility per dirla in inglese, è il termine con cui vengono indicati tutti quei veicoli che sfruttano l’energia elettrica per il proprio funzionamento e che, quindi, hanno abbandonato i tradizionali mezzi di conversione dell’energia, ovvero i combustibili fossili e oli. Per quanto rivoluzionaria e innovativa, questa nuova frontiera della mobilità viene studiata dalle case automobilistiche da circa 15 anni e, col tempo, è stata estesa e implementata anche a mezzi di trasporto diversi come scooter, monopattini o biciclette. Non vi è ombra di dubbio sul fatto che questa nuova tipologia di mobilità, soprattutto urbana, sia una delle vie di cui il nostro pianeta ha bisogno per preservare l’ambiente, riducendo l’impatto climatico causato dai veicoli tradizionali, dalle emissioni di anidride carbonica e dall’inquinamento atmosferico. Nel 2019 secondo il report di ACEA, l’associazione dei costruttori europei, le vendite di auto elettriche sono cresciute del 51,8% (grazie anche ai numerosi incentivi messi a disposizione a chi sceglie di acquistarne una), portando a un’esponenziale crescita sia delle stazioni di ricarica, ovvero le colonnine elettriche che spesso vediamo negli angoli più disparati delle nostre città, sia dei modelli disponibili sul mercato, che ora comprendono non solo city car, ma anche veicoli destinati a un uso extraurbano.

DAL COSTO ELEVATO ALL’USO LIMITATO ALLA CITTÀ: TUTTI I FALSI MITI SULLA MOBILITÀ ELETTRICA

Se in tutto il Vecchio Continente il trend della sostenibilità risulta positivo, in Italia la crescita delle scelte elettriche fatica a carburare, soprattutto a causa di percezioni errate e falsi miti sulla mobilità elettrica. Analizziamoli uno per uno, contrapponendo fatti concreti ad alcune supposizioni senza troppi fondamenti.

STAZIONI DI RICARICA E CONSUMI

Spesso la critica che viene avanzata nei confronti della mobilità elettrica non riguarda i veicoli veri e propri, ma i loro consumi e relativa possibilità di ricarica. La credenza generale, infatti, è quella che non solo i consumi delle auto elettriche siano superiori alla media, ma che addirittura i luoghi preposti alla ricarica scarseggino nella maggior parte delle città italiane. Niente di più sbagliato. Una batteria carica al 100%, infatti, può coprire diversi giorni di utilizzo ordinario. L’autonomia di un’auto elettrica oggi arriva anche a 550 chilometri, portando l’esperienza di viaggio a un nuovo livello, ma anche aprendo le porte a tragitti lunghi ed extraurbani. In più, la rete di punti di ricarica su tutto il territorio nazionale è in costante crescita. Il numero di colonnine pubbliche presenti in Italia, secondo l’indagine dell’European Alternative Fuels Observatory è di 9.127 postazioni ed è destinato inevitabilmente a crescere con il passare del tempo: il progetto di Enel X, infatti, è quello di realizzare 736.000 stazioni di ricarica nel biennio 2020-2022.

DESIGN, MODELLI E PERICOLI DELLE AUTO ELETTRICHE

Altre idee sbagliate e curiosi falsi miti che riguardano le auto elettriche sono quelli sul design e la limitatezza dei modelli disponibili sul mercato. Parlando di mobilità elettrica spesso il messaggio che passa è che per ridurre l’impatto ambientale una delle condizioni necessarie sia quella di andare a devastare il design di un’auto, azzerandone le caratteristiche che hanno reso il modello in questione amato da tantissimi consumatori. La verità è che oggi è praticamente impossibile distinguere a occhio nudo i modelli elettrici da quelli tradizionali perché, in sostanza, si tratta di macchine identiche. Se esteticamente si tratta di modelli indistinguibili, ciò che fa la differenza è sicuramente la performance del motore, non tanto in termini di potenza quanto in termini di rumore. Le auto elettriche, infatti, sono decisamente più silenziose dei modelli tradizionali; questo non vuole comunque dire che rappresenteranno un pericolo per l’incolumità dei pedoni, anzi non passeranno di certo inosservate ai loro occhi e orecchie.

COSA CI RISERVA IL FUTURO?

Il mercato della mobilità elettrica è destinato a crescere in modo progressivo, raggiungendo numeri tutt’altro che trascurabili che lasciano ben sperare per il nostro futuro e quello del nostro pianeta.

UNA CRESCITA PROGRESSIVA

Secondo le stime si pensa che entro il 2030 le auto elettriche saranno circa il 30% dei mezzi circolanti in Italia, raggiungendo i due milioni e mezzo. Versioni ancora più ottimistiche vedono invece una penetrazione nel mercato pari al 50%, per un totale di circa 7 milioni di vetture elettriche circolanti nel paese.

ACCESSIBILITÀ PER TUTTI

Alla crescita dei veicoli in circolazione, ovviamente, non può che essere associato un aumento di tutte le stazioni di ricarica, crescita che garantirà una completa accessibilità per tutti, rendendo le auto elettriche un bene comune. Le colonnine pubbliche entro il 2030, secondo lo studio condotto da Transport & Environment, saranno circa 3 milioni in tutta Europa, alle quale cui si andranno ad aggiungere quelle private (ovvero installate nelle abitazioni dei singoli). Un mondo più agile, pulito e alla portata di tutti è davvero possibile!

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