Guida autonoma Tesla: proprietari cinesi chiedono i danni, ecco perché

Guida autonoma Tesla: proprietari cinesi chiedono i danni, ecco perché

A Pechino prende il via la causa contro Tesla per presunte promesse non mantenute sulla guida autonoma e l'hardware

 

A Pechino prende il via la causa contro Tesla per presunte promesse non mantenute sulla guida autonoma e l'hardware

di 
1 Giugno 2026 - 09:49

Tesla al centro di una controversia legale in Cina: a Pechino è infatti iniziata la prima udienza di una causa per frode intentata da 10 proprietari di veicoli del marchio americano, che chiedono un risarcimento complessivo di 3,95 milioni di yuan (501.000 euro). Al centro della disputa ci sono il sistema Autopilot avanzato e il software Full Self-Driving (FSD), acquistati dai clienti tra il 2019 e il 2021. I querelanti hanno pagato ciascuno 56.000 yuan (6.700 euro) per il pacchetto FSD. Secondo gli automobilisti, la Casa avrebbe promesso che l’hardware installato sui loro veicoli sarebbe stato sufficiente per raggiungere la guida autonoma completa, cosa che poi non si sarebbe realizzata, racconta Electrek. Sostengono che il personale di vendita e il CEO Elon Musk avevano assicurato loro che la capacità di “guida autonoma al massimo potenziale” fosse imminente e che il prezzo sarebbe aumentato, spingendoli all’acquisto.

CAUSA CONTRO TESLA PER LA GUIDA AUTONOMA: NODO HARDWARE

Al centro della controversia c’è il cosiddetto Hardware 3.0, noto anche come HW3. Negli ultimi anni, però, la strategia tecnologica della società USA è cambiata. L’azienda ha introdotto il nuovo Hardware 4.0, più potente, progettato per gestire gli algoritmi di intelligenza artificiale più avanzati. I più recenti sviluppi del software FSD sembrano privilegiare il nuovo hardware, lasciando indietro le vetture dotate di HW3. Questo cambiamento ha alimentato il malcontento di numerosi clienti che ritengono di aver acquistato un sistema destinato a diventare rapidamente obsoleto.

LE ACCUSE DI PUBBLICITÀ INGANNEVOLE

La linea dei querelanti si concentra sul concetto di frode commerciale. Secondo gli acquirenti, Tesla avrebbe utilizzato messaggi promozionali in grado di convincere i clienti che il pacchetto FSD e l’Hardware 3.0 avrebbero consentito il raggiungimento della guida autonoma completa nel tempo. In base alla legge cinese sulla protezione dei diritti dei consumatori, i proprietari chiedono il rimborso totale più il triplo dei danni, la sanzione standard per la frode ai danni dei consumatori nel Paese. Tesla ha contestato le accuse durante l’udienza, sostenendo che alcune funzioni dell’FSD sono “completamente operative” mentre altre sono “parzialmente funzionali” o ancora in fase di sviluppo. La questione assume particolare rilevanza perché riguarda un tema molto discusso nel settore automobilistico: il rapporto tra aspettative create dagli annunci e reali capacità dei sistemi di assistenza alla guida.

Guida autonoma Tesla, proprietari cinesi chiedono i danni, ecco perché

QUALI SVILUPPI FRA NOMI E MARKETING

Pochi giorni fa, Tesla ha confermato che l’FSD (Supervisionato) è ora disponibile in Cina. E solo una settimana fa, l’azienda ha rinominato il suo sistema Tesla Assisted Driving sul mercato cinese. Stando all’accusa, questa sarebbe una tacita ammissione del fatto che il marchio Full Self-Driving fosse ingannevole.

TECNOLOGIA AL CENTRO DI MILLE CAUSE

Tesla deve affrontare cause legali fino a 14,5 miliardi di dollari in tutto il mondo, molte delle quali legate ad Autopilot e FSD. Negli Stati Uniti sta procedendo una class action per affermazioni ingannevoli sull’FSD, e un proprietario del Texas ha recentemente vinto una sentenza da 10.000 dollari. Si stima che la Casa abbia oltre un milione di veicoli dotati del computer HW3 in Cina, il che significa che questo caso potrebbe stabilire un precedente in grado di colpire un numero enorme di possessori di quelle macchine.

RISCHIO CINESE

Se il tribunale darà ragione ai querelanti, Tesla dovrà corrispondere tre volte quello che i consumatori hanno pagato. Estendendo questo dato a oltre un milione di veicoli HW3 in Cina, si prospetta una potenziale esposizione da miliardi di dollari. L’esito della causa sarà osservato con grande attenzione dall’intero settore automotive: la decisione dei giudici potrebbe influenzare il modo in cui i produttori comunicano le potenzialità future dei sistemi di guida assistita e delle tecnologie basate sull’intelligenza artificiale. Anche se l’azienda tenta di arginare il malcontento promettendo aggiornamenti software specifici, la pressione regolatoria e giudiziaria rischia di incrinare la fiducia nel mercato asiatico. L’esito del processo di Pechino stabilirà quindi un confine decisivo tra le strategie di marketing iperboliche e le reali responsabilità contrattuali dei costruttori.

Commenta con la tua opinione

X