Tesla Full Self-Driving fa cilecca sui binari del treno: qual è l’accusa
Un video shock proveniente dal Texas riaccende le polemiche su Tesla: il sistema Full Self-Driving avrebbe ignorato le sbarre chiuse, col rischio di un gravissimo incidente per la collisione con un treno
Un video shock proveniente dal Texas riaccende le polemiche su Tesla: il sistema Full Self-Driving avrebbe ignorato le sbarre chiuse, col rischio di un gravissimo incidente per la collisione con un treno
Quanto avvenuto in Texas solleva nuovi, pesanti interrogativi sull’efficacia del sistema Full Self-Driving di Tesla. Il video diffuso dal proprietario mostra la vettura dirigersi a velocità sostenuta verso un passaggio a livello con le sbarre abbassate e le luci lampeggianti attive: l’intervento umano è stato fondamentale: il conducente ha dovuto sterzare bruscamente e accelerare per evitare l’impatto con il convoglio in arrivo, racconta Electrek. Due secondi dopo che l’auto è transitata, passa il treno. Solo allora, afferma il conducente, sul touchscreen è apparso un messaggio: “Autopilot disattivato, cosa è successo?”. O almeno, così racconta il protagonista di questa vicenda, il quale aveva percorso 64.000 km con usando quella tecnologia, senza problemi. Accuse analoghe contro l’automazione alla guida di Livello 2+ sono già arrivate in passato da altri guidatori: guai sempre in prossimità di passaggi a livello.
Poi, se e quando Tesla replicherà, sentiremo l’altra campana. In passato, diverse accuse (non tutte) contro la tecnologia della Casa di Musk sono cadute nel vuoto: si è scoperto che il guidatore dormiva con Autopilot attivo e mezzo in viaggio. Comportamento vietato, pericoloso. La stessa società spiega ai clienti e ai consumatori che si tratta di un sistema di assistenza alla guida, non di un’auto robot. Il produttore ha sempre ribadito un punto chiave: il Full Self-Driving richiede che il guidatore tenga le mani sul volante e gli occhi sulla strada. Se l’azienda riuscirà a dimostrare che il sistema ha inviato un alert sonoro prima dell’impatto, la responsabilità potrebbe ricadere anche sull’utente.
DINAMICA DEL MANCATO INCIDENTE IN TEXAS
È stati documentato ogni istante tramite le dashcam integrate nel veicolo. Mentre la Tesla percorreva una strada extraurbana, il software FSD non ha accennato a rallentare in prossimità del binario. Le immagini mostrano chiaramente che la segnaletica luminosa era in funzione e le barriere di sicurezza erano già in posizione orizzontale. Eppure, l’intelligenza artificiale della vettura sembrava non percepire l’ostacolo imminente. Solo grazie alla prontezza di riflessi del guidatore, che ha ripreso il controllo del volante all’ultimo secondo, si è evitata una tragedia che avrebbe potuto avere conseguenze fatali. L’uomo ha dichiarato di aver dovuto esercitare una forza notevole per sovrastare il comando automatico che insisteva nel voler proseguire la traiettoria preimpostata verso il pericolo.
L’ACCUSA DEL PROPRIETARIO CONTRO TESLA
L’accusa mossa dal proprietario è diretta e circostanziata: il sistema Full Self-Driving ha fallito nel riconoscere un comando di arresto fondamentale e universale come quello di un passaggio a livello. Secondo l’utente, il software avrebbe mostrato una pericolosa incapacità di elaborazione dei dati visivi in una situazione di luce particolare o di angolazione della sbarra. Il titolare sostiene che la macchina non sia stata in grado di individuare un treno in corsa e una barriera fisica invalicabile.

QUALCHE IPOTESI
Se è vero che il sistema FSD (qui le istruzioni per usarlo) ha fatto cilecca, analizziamo qualche possibile causa scatenante. In particolare, un riflesso del Sole sulle telecamere potrebbe aver accecato i sensori, rendendo la sbarra invisibile agli occhi digitali del computer di bordo. E comunque l’assenza di sensori audio (per sentire le campane del passaggio a livello o il fischio del treno) limita il processo di rilevamento. La macchina ha tanti occhi, nessun orecchio.
COME FUNZIONA LA VISIONE ARTIFICIALE
Il sistema di Tesla si affida esclusivamente alle telecamere, eliminando i sensori Radar e Lidar che molti concorrenti ritengono essenziali. Questo approccio, denominato Tesla Vision, si basa sull’idea che se un uomo può guidare usando solo la vista, può farlo anche un computer. Tuttavia, l’episodio dei binari evidenzia i limiti di questa filosofia. Una sbarra del treno è un oggetto sottile che può essere confuso con l’orizzonte o con linee d’ombra sull’asfalto. Senza un sensore di profondità attivo, la Tesla potrebbe aver calcolato male la distanza o la natura solida dell’oggetto.
SICUREZZA STRADALE E FUTURO DELLA GUIDA ASSISTITA
L’evento del Texas rappresenta un duro colpo all’immagine di Tesla, proprio mentre l’azienda cerca di ottenere l’approvazione per la guida autonoma di Livello 3 o superiore. La sicurezza stradale non permette margini d’errore così ampi, specialmente quando si parla di collisioni con treni, dove la massa del convoglio rende l’impatto quasi sempre catastrofico: per il futuro, è probabile che vedremo normative ancora più stringenti sull’uso di questi software. Le autorità potrebbero imporre di implementare sistemi di monitoraggio oculare più severi per assicurarsi che il guidatore non si fidi troppo del mezzo.