Costo batterie -35% dal 2020 ma auto elettriche sempre costose: perché succede? Ecco quali Case auto sono già pronte a riparare le batterie auto elettriche nelle proprie officine autorizzate e come avviene il processo

Costo batterie -35% dal 2020 ma auto elettriche sempre costose: perché succede?

Costo batterie in calo del 35%, ma le auto elettriche restano care. Uno studio ICCT svela perché i listini non scendono

 

Costo batterie in calo del 35%, ma le auto elettriche restano care. Uno studio ICCT svela perché i listini non scendono

27 Luglio 2026 - 14:45

Dal 2020 al 2025 il costo dei pacchi batteria è crollato del 35%, ma i listini delle auto elettriche non sono scesi con la stessa intensità. Secondo uno studio pubblicato dall’International Council on Clean Transportation (ICCT) in collaborazione con l’Istituto Fraunhofer ISI – basato sull’analisi di oltre 100.000 dati nel mercato tedesco, punto di riferimento per l’intero contesto europeo – a parità di categoria i prezzi reali dei modelli a zero emissioni sono diminuiti soltanto del 18%. Un divario netto che dimostra come i risparmi ottenuti nella filiera di produzione non siano stati trasferiti interamente a beneficio degli acquirenti finale.

IL MISTERO DEI PREZZI IN SALITA

All’apparenza, il prezzo medio nominale di un’auto elettrica sembra persino aumentato negli ultimi cinque anni, passando da circa 37.000 euro a oltre 53.000 euro. Tuttavia, l’analisi dell’ICCT chiarisce che questo dato non riflette un rincaro dei singoli veicoli, bensì un profondo cambiamento nel mix di offerta dei costruttori. Oggi le vetture di segmento medio, medio-alto e di lusso rappresentano ben il 73% dell’intero catalogo di veicoli a batteria disponibili. Al contrario, la quota di citycar e utilitarie compatte continua a contrarsi, arrivando a coprire appena il 14% dell’offerta complessiva. Sebbene la varietà di modelli sia complessivamente quadruplicata dal 2020, la carenza di alternative realmente economiche mantiene elevata la barriera d’accesso per la maggior parte dei consumatori.

Studio ICCT batterie auto elettriche

DOVE FINISCONO I RISPARMI

Per quale motivo il dimezzamento sfiorato nei costi delle celle non si converte in un pari crollo dei listini al pubblico? La risposta risiede nella strategia di prodotto adottata dai costruttori. Invece di abbassare la soglia di prezzo per accelerare la democratizzazione dell’elettrico, i produttori hanno preferito reinvestire i margini operativi recuperati dalle batterie. Le risorse risparmiate sono state allocate per installare accumulatori di capacità superiore per estendere l’autonomia chilometrica, integrare propulsori con potenze elevate e dotare gli abitacoli di tecnologie di bordo e sistemi di assistenza alla guida di ultima generazione. L’acquirente ottiene così una vettura decisamente più avanzata e prestazionale rispetto a cinque anni fa, ma a un prezzo di vendita che non accenna a scendere.

LA VERA SFIDA PER IL MERCATO DI MASSA

Questo scostamento evidenzia che il rallentamento della domanda osservato in diversi Paesi europei non è legato esclusivamente all’infrastruttura di ricarica o al ridimensionamento degli incentivi statali, ma dipende in gran parte dalle politiche commerciali. Privilegiando i margini garantiti dai segmenti superiori, l’industria ha trascurato la creazione di piattaforme a basso costo dedicate alle fasce di ingresso. Finché la flessione del costo delle materie prime e delle batterie verrà assorbita dall’arricchimento dei contenuti tecnici anziché dalla riduzione dei prezzi d’acquisto, l’auto elettrica continuerà a rimanere un bene d’élite, ritardando la transizione verso una mobilità a zero emissioni davvero di massa.

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