Colonnine in autostrada: l’Antitrust interviene sui punti di ricarica

L’Antitrust chiarisce che non deve esserci monopolio, ne condizioni svantaggiose con la ricarica presso le colonnine in autostrada

11 aprile 2022 - 13:29

L’autorità Antitrust ha espresso il suo parere in merito allo sviluppo della rete di ricarica in autostrada, definendo le condizioni minime necessarie affinché ci sia concorrenza tra gli operatori. In particolare, l’AGCM (Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato), ha tracciato delle linee guida sulla potenza delle colonnine in autostrada e sull’affidamento delle Aree di Servizio ai Charging Operator. Ecco diritti e doveri degli operatori di ricarica auto elettriche in autostrada secondo l’Antitrust.

L’AVVISO PACIFICO DEL GARANTE PER PREVENIRE FUTURI INTERVENTI

L’Autorità Antitrust ha espresso un parere non vincolante, ma comunque di rilievo, sull’affidamento degli spazi per l’installazione di colonnine di ricarica. L’attività consultiva nel perimetro dei Bandi Di Gara Dei Concessionari Autostradali, nel bollettino n.12 del 2022, ha difatti stabilito come dovranno essere le colonnine e i punti di ricarica per ogni colonnina. Affinché ci sia concorrenza e una spinta efficace allo sviluppo dell’infrastruttura e alla diffusione dei veicoli elettrici sulle lunghe distanze pone l’attenzione su:

– Numero di Charging Point Operator;

– La potenza erogata ai punti di ricarica delle colonnine in autostrada;

– Impegno del Concessionario Autostradale;

COLONNINE IN AUTOSTRADA: DA 100 KW IN SU

“Alla luce del rilevante progresso intervenuto negli ultimi anni, e tenuto conto del tipo di servizio di ricarica in ambito autostradale, si ritiene che i punti di ricarica ultraveloci da installare nelle Aree di Servizio autostradali debbano necessariamente essere dotati di una potenza uguale o superiore ai 100 kW. Il parere dell’Antitrust è orientato allo sviluppo di una rete che assicuri tempi di ricarica equivalenti al tempo per il rifornimento di carburante tradizionale. “Sebbene l’attuale parco di veicoli elettrici in circolazione sia composto da auto con batterie a potenze inferiori a 100 kWh, si ritiene che l’auspicato sviluppo del mercato dei Battery Electric Vehicle potrà avvenire solo se sarà disponibile, anche in ambito autostradale, una rete di punti di ricarica a potenze più elevate di 50 kW”. Questa condizione eviterebbe un’elettrificazione a macchia di leopardo, con aree di servizio più “veloci” e quindi più frequentate di altre.

ALMENO DUE GESTORI DI RICARICA AUTO ELETTRICHE PER AREA DI SERVIZIO

Riguardo alla pluralità di Charging Point Operator (CPO), prevista per tutte le classi di Aree di Servizio, l’Antitrust ritiene che almeno due operatori diversi favoriscano la concorrenza. Non solo, perché nell’ambito delle sue competenze, l’autorità Garante, vuole anche prevenire “sacche di potere di mercato tra i CPO attivi lungo le autostrade italiane”. In altre parole, non deve esserci il monopolio, che renderebbe complicato per l’automobilista anche trovare una tariffa migliore. L’Antitrust rimanda comunque al Concessionario autostradale l’onere di fare in modo che questo possa essere attuato. “Nonostante le affermazioni contrarie di numerosi operatori, non risulta che esistano criticità tecniche insormontabili che impediscano l’effettiva realizzazione di tale compresenza. È, tuttavia, necessario che il Concessionario autostradale ponga massima attenzione alla gestione degli spazi disponibili all’interno delle AdS. Al fine di scongiurare eventuali carenze degli stessi per l’installazione dei CPO”. Tali criteri dovrebbero essere rispettati anche per l’assegnazione delle subconcessioni per l’installazione di stazioni di ricarica elettrica ad alta potenza.

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