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Auto elettriche UE: 3 milioni di colonnine nel 2030 per l’obiettivo emissioni zero

In vista della possibile espansione delle auto elettriche nell'UE si rendono necessarie 3 milioni di colonnine entro il 2030, anche per l'obiettivo emissioni zero

13 gennaio 2020 - 16:44

Attualmente nei paesi dell’UE ci sono circa 185 mila colonnine di ricarica per auto elettriche. Ma ne servono ben 3 milioni entro il 2030 per avere buone chance di raggiungere l’obiettivo emissioni zero di CO2 nel trasporto privato fissato dalla stessa Unione Europea per il 2050. Insomma, non ci vuole un genio per capire che siamo maledettamente indietro. Per passare da 185 mila a 3 milioni di punti di ricarica in soli 10 anni sarà infatti necessario moltiplicare di ben 15 volte il numero di colonnine esistenti. Per una spesa stimata in 20 miliardi di euro.

AUTO ELETTRICHE NELL’UE: LONTANO L’OBIETTIVO EMISSIONI ZERO?

La stima sul numero di colonnine e sulla spesa necessaria per il raggiungimento dell’obiettivo è stata calcolata dall’autorevole organizzazione ambientalista Transport & Environment (T&E), che opera a livello continentale. Si tratta di cifre in realtà non troppo distanti da quelle che ACEA (l’associazione dei costruttori europei di automobili) ha presentato qualche mese fa in occasione del Salone di Francoforte (144 mila colonnine disponibili oggi nell’UE contro 2,8 milioni previste nel 2030), insieme ai propri dubbi sulle possibilità di centrare per davvero lo step di avvicinamento al 2050. Anche, se non soprattutto, a causa della scarsa diffusione delle colonnine di ricarica.

3 MILIONI DI COLONNINE NEL 2030 PER RICARICARE 44 MILIONI DI AUTO ELETTRICHE

Nel suo report T&E ha calcolato che per tagliare il traguardo delle emissioni zero nel 2050, nei paesi dell’Unione Europea dovrebbero circolare circa 44 milioni di veicoli elettrici già nel 2030. Veicoli che a loro volta necessiterebbero di almeno 3 milioni di stazioni di ricarica. Si tratta di numeri abnormi rispetto all’attuale situazione. Eppure le cose potrebbero cambiare molto in fretta, visto che in base alle prossime scadenze sancite dall’UE i motori a combustione potrebbero veramente avere gli anni contati. Come ricorda infatti Maurizio Caprino sul Sole 24 Ore, dal 2021 scatterà il nuovo limite di emissioni di CO2 (95 g/km) fissato dalla commissione europea (oggi è di 130 g/km e dovrà essere tagliato del 37,5% entro il 2030), oltre il quale le case automobilistiche dovranno pagare una sanzione per ogni modello venduto. Significa che volenti o nolenti i costruttori saranno costretti a puntare sui veicoli ecologici per una mera questione economica.

AUTO ELETTRICHE: BOOM DAL 2021 GRAZIE AL NUOVO LIMITE UE SULLE EMISSIONI?

Ciò vuol dire che la diffusione finora lentissima delle auto elettriche potrebbe letteralmente esplodere nel giro di pochi anni. E, nel caso, dovrà necessariamente accompagnarsi a una capillare distribuzione delle colonnine di ricarica sull’intero territorio dell’Unione. Oggi invece, ricorda T&E, sulle colonnine si investe soltanto il 3% della spesa sulle infrastrutture stradali in Europa, anche se l’UE ha pronto 1 miliardo di euro in investimenti sostenibili da qui al 2030. Investimenti che dovranno servire sia ad aumentare le colonnine domestiche e quelle sui posti di lavoro. Che a portare nuovi punti di ricarica in zone svantaggiate o poco popolate, così da non lasciare indietro nessuno. Perché, parliamoci chiaro: chi potrà mai acquistare un’auto elettrica sapendo che ci sono appena due punti di ricarica nel raggio di 100 km?

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