Auto elettriche: alle batterie serve una spinta da 21 miliardi di dollari

La fame di batterie per le auto elettriche sarà grande e VW spenderà 21 miliardi per placarla. Ma c'è chi dice che il settore sarà poco interessante

13 gennaio 2017 - 20:58

La prossima frontiera dell'automotive sembrano essere le auto elettriche, un settore che suscita gli appetiti di quasi tutti i global player dell'automotive. Le auto elettriche hanno emissioni locali pari a zero ma anche le ibride sono brave nel contenimento degli inquinati e dei consumi: entrambe usano le batterie che, nella maggioranza dei casi, sono a base di Litio, un elemento relativamente raro e costoso. La domanda è: il boom delle elettriche quanti investimenti richiederà? Volkswagen dice che le occorreranno una montagna di soldi, mentre Mercedes vede prezzi decrescenti e quindi non pensa d'investire nel settore (vediamo i numeri della fabbrica di batterie Gigafactory di Tesla): chi ha ragione?

DOMANDA CHE SALE, PREZZI CHE SCENDONO? Le domande nascono da un interessante articolo di Autoblog, che inizia con una semplice constatazione che nasconde però questioni complicate: vediamola insieme. I consumatori acquistano una miriade di oggetti alimentati con le batterie al Litio (dai cellulari, tablet, PC portatili, vivavoce e altoparlanti senza fili per arrivare agli storage per gli impianti elettrici e, naturalmente, ai veicoli elettrici e ibridi plug-in; in mezzo ci sono, per i patiti della leggerezza, gli accumulatori a 12 volt che sostituiscono quelli al piombo): la richiesta cresce vorticosamente ma i prezzi delle batterie agli ioni di Litio continuano a cadere mentre esse continuano ad aumentare la loro densità di energia, ossia a progredire.

SETTORE INTERESSANTE, ANZI NO Questi andamenti divergenti, che sembrano contraddire la legge dell'economia sulla relazione domanda offerta, si spiegano con la velocità del progresso tecnologico che migliora le cose abbassandone il prezzo e aumentandone la disponibilità. Rimane il fatto che costruire batterie agli ioni di Litio è complicato e costoso al punto che il braccio destro di Matthias Müller in VW, Thomas Sedran (leggi chi è l'uomo della strategia di Volkswagen per il futuro), ha dichiarato ad Autonews che la sua Azienda può vendere 3 milioni di veicoli elettrici all'anno entro i prossimi 10 anni e per dotare ciascuna di esse di una batteria VW potrebbe dover spendere 21 miliardi di dollari. Cifre importanti che saranno condivise da altre Case? Forse, ma non da Mercedes, dato che il CEO di Daimler, Dieter Zetsche, ha detto all'inizio dello scorso anno che la sua Azienda non avrebbe investito nella produzione di batterie a causa di un possibile (anzi, probabile) eccesso di offerta che farebbe svalutare i soldi spesi per dotarsi di capacità produttiva (leggi come Zetsche ha detto che produrre batterie in proprio sia una scelta stupida). Exane, investment company di BNP Paribas stima infatti che i miglioramenti tecnologici ridurranno i costi di produzione della batterie del 50% entro il 2020 pur in presenza di un parallelo aumento della capacità.

LITIO PER TUTTI Il CEO del gruppo Daimler rappresenta quindi la rivincita delle leggi economiche: molti fornitori in competizione faranno scendere i prezzi. Un'altra questione però si affaccia: se l'espansione delle vendite delle elettriche fosse tumultuosa il Litio potrebbe scarseggiare, facendo salire i prezzi ad onta di un'offerta variegata. In fondo Nissan è impegnata da tempo negli EV, Tesla promette sconquassi con la Model 3, Ford pensa che presto il 20% delle auto vendute in Cina sarà elettrico (il boom c'è già, fatto di piccole auto e incentivi maxi), la stessa Daimler, VW e BMW puntano molto sulle elettriche, Porsche sta collaudando la Mission-e, General Motors scommette sulla sua nuova Chevrolet Bolt EV e FCA avrà bisogno di batterie per la sua ibrida Pacifica. I principali fornitori attuali sono Panasonic (20% del mercato), seguita da Automotive Energy Supply (15%), LG Chem (13%) e Samsung SDI con l'11%. Riguardo la possibile, futura scarsità del Litio, citiamo le considerazioni del sito specializzato Battery University. Questo elemento era impiegato, nel 2015, per il 39% nelle batterie, per un altro 24% nella lavorazione del vetro, mentre i lubrificanti ne hanno consumato un altro 12%; gli latri impieghi sono tutti sotto il 10%. Nonostante le batterie siano “al Litio”, questo metallo grigio argenteo costituisce soltanto l'1% della batteria, sia in volume sia nel costo. Una domanda così alta da causarne una relativa scarsità potrebbe verificarsi ma ci vorrà ancora tempo e sarebbe il caso di preoccuparsi di più delle terre rare usate nei magneti dei motori elettrici, delle quali la Cina, principale produttore globale, ha già detto di volerne contingentare l'esportazione (è per questo che Honda sta studiando motori con pochi materiali rari): che abbia ragione Mr Zetsche?

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