Auto elettriche, +57% di immatricolazioni mondiali nel 2017

Aumentano le infrastrutture, le colonnine e le auto elettriche immatricolate, ma il mercato mondiale ha due tra i paesi più eco sostenibili

26 settembre 2018 - 12:00

Cresce nel mondo il desierio delle auto elettriche. Nel 2017 a livello globale, sono state vendute quasi 1,2 milioni di auto elettriche, con una crescita del 57% rispetto al 2016 (erano circa 750mila). Se guardiamo al 2015 le auto elettriche vendute erano “appena” 537mila. Il trend ci parla di un costante aumento dei volumi che proseguirà quest'anno e rispetto alla quale le principali case automobilistiche si stanno rincorrendo. Ferve il lavoro per i nuovi modelli da lanciare sul mercato ma anche per la diffusione della “cultura dell'auto elettrica”. E se gli automobilisti cinesi si fanno portabandiera di questa tecnologia altri, come gli italiani, faticano a comprenderla.

IL MERCATO ELETTRICO NEL MONDO I numeri raccolti nell'E-Mobility Report 2018, presentato dall'Energy&Strategy Group della School of Management del Politecnico di Milano, parlano chiaro; cresce nel mondo l'attenzione per la mobilità elettrica. A livello globale è la Cina il mercato più importante, con circa 580mila auto vendute e una crescita del 72% rispetto all'anno precedente, seguita dall'Europa (290mila, +39%) e dagli Stati Uniti (200mila, +27%). Il Giappone si colloca in quarta posizione, ma con i suoi 56.000 veicoli venduti e una crescita del 155% si afferma come il mercato più dinamico. Il mercato europeo, come dimostrato da diversi studi, è davvero molto attivo ma allo stesso tempo frammentato (Leggi in Europa c'è una elettrica ogni 54 vetture). Alla guida della classifica c'è la Norvegia, con 62.000 veicoli venduti; si tratta del terzo Stato al mondo per immatricolazioni dopo Cina e USA. Segue la Germania con quasi 55.000 immatricolazioni la quale, più che raddoppiando i numeri del 2016 (+117%), compie un balzo che le permette di sorpassare sia la Gran Bretagna, a quota 47.000 mezzi (+27%), che la Francia (37.000, +26%). Necessario segnalare che i volumi di vendita di questi quattro Stati rappresentano da soli il 70% del totale delle immatricolazioni di veicoli elettrici registrate in Europa.

I NUMERI IN ITALIA Dati alla mano emerge una grande differenziazione tra i vari mercti europei. Mentre l'Europa centro-settentrionale è molto avanti nella diffusione di mezzi ed infrastrutture, l'Europa orientale e meridionale segue a grande distanza. In Italia sono circa 13.000 le auto elettriche in circolazione, di cui 4.827 vendute nel 2017, lo 0,24% del totale. Il mercato italiano è, quindi, ancora molto arretrato rispetto ai principali partner europei con la quota dei veicoli elettrici ferma 2% del totale. Eppure lo scorso mese di agosto, che ha visto schizzare le vendite di auto nel nostro paese, ha portato un corposo +87% per le auto elettriche (Leggi il mercato auto ad agosto in Italia). A pesare sono principalmente tre fattori; scarsa conoscenza della tecnologia, costi di acquisto elevati rispetto alle auto tradizionali e l'assenza di una capillare rete di ricarica.

PROSPETTIVE FUTURE Le aziende automobilistiche sanno bene che la diffusione delle auto elettriche implica un cambio di mentalità dei consumatori. In questa direzione è necessario l'impegno dei Governi nazionali ma che dei partner privati. Gli incentivi all'aquisto sono una delle ragioni che possono spiegare il diverso andamento delle vendite delle auto elettriche tra gli Stati Ue. In Italia, dopo la fine degli incentivi statali diretti per l'acquisto di veicoli elettrici, le uniche misure di sostegno sono quelle previste a livello locale e che di solito non riguardano l'aquisto, ma prevedono una riduzione dei costi di circolazione dei veicoli, come sconti sul bollo e accessi e parcheggi gratuiti in zone a pagamento. Non è un caso che i Paesi europei più rilevanti in termini di immatricolazioni di veicoli elettrici siano tutti accomunati dall'adozione di incentivi, diretti sia all'acquisto sia all'uso che alla circolazione. In Norvegia, ad esempio, sono previsti incentivi diretti (-25% dell'IVA al momento del'acquisto) e indiretti (accesso gratuito o a prezzo agevolato a parcheggi, traghetti etc) e viene applicato un sistema di imposte che penalizza i veicoli più inquinanti. L'infrastruttura di ricarica nel nostro paese continua ad essere carente. Nonostante la crescita registrata nell'ultimo anno, i punti di ricarica non sono diffusi in modo omogeneo sul territorio italiano, con un divario evidente fra il Sud e le altre aree centro-setterntrionali e con differenze notevoli anche fra regione e regione.In Italia si possono stimare a fine 2017 circa 2.750 punti di ricarica pubblici a norma (+750 sul 2016), dei quali il 16% (443) high power, distribuiti in circa 1.300 colonnine.

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