Autista UberPop beffato: legittimo il sequestro ai fini della confisca

Autista UberPop beffato: legittimo il sequestro ai fini della confisca Il Tribunale di Milano ribalta la sentenza che aveva restituito l'auto usata per UberPop e sequestrata dai vigili: non conta chi è il proprietario

Il Tribunale di Milano ribalta la sentenza che aveva restituito l'auto usata per UberPop e sequestrata dai vigili: non conta chi è il proprietario

4 Marzo 2016 - 10:03

Nessuna guerriglia urbana, stavolta si parla di “un singolo”, ma inserito nel rovente caso della diatriba tra Uber e i tassisti, questa vicenda assume il significato di un'altra battaglia persa da parte della multinazionale che offre auto a noleggio con conducente, ma senza licenza. A segnare la sorte di questo ennesimo scontro è stato un giudice di Milano; ecco i particolari di un'altra battaglia persa da Uber.

SEQUESTRO LEGITTIMO – Tutto accadde nel 2014, quando un'autista di UberPop, a Milano, si era visto sequestrare l'automobile con cui lavorava dalla Polizia Locale (in Francia contro gli autisti Uber è stato creato un reparto speciale di Polizia; leggi qui i dettagli della vicenda). Successivamente era riuscito ad ottenere il dissequestro da parte del giudice di pace, che aveva “calcato la mano” sul fatto che la vettura in questione era di proprietà della moglie e non sua, la stessa pertanto doveva ritenersi “soggetto estraneo all'infrazione”, motivo per il quale “il trattamento sanzionatorio”, avendo “natura pesantemente afflittiva”, sarebbe stato subito “da un soggetto distinto da quello a cui è stato contestato l'illecito amministrativo”. A conti fatti il giudice di pace decretava che tale operato era “in contrasto con i principi generali, tra cui quello dell'inderogabile responsabilità di tipo personale, che presiedono anche la materia delle sanzioni amministrative”.

LA CONTROPARTE – La storia poi ha preso la “strada opposta”. Il Comune di Milano ha impugnato la situazione e nel suo ricorso ha messo in evidenza un aspetto ignorato dallo stesso giudice di pace. In sostanza il sequestro poteva anche non essere consentito, ma se eseguito, la sua revoca (perciò il dissequestro, proprio come avvenuto per l'occasione) aveva validità solo ed esclusivamente nel caso in cui “risultava che la circolazione del veicolo fosse avvenuta contro la volontà del proprietario”, come disposto per il fermo amministrativo. L'avvocatura del Comune osservava anche che “la responsabilità del proprietario del veicolo per le violazioni commesse da chi si trovi alla guida costituisce, nel sistema della sanzioni amministrative previste per le violazioni delle norme relative alla circolazione stradale, un principio di ordine generale destinato ad operare in riferimento tanto alle sanzioni pecuniarie quanto a quelle accessorie, salvo che queste ultime non presentino carattere afflittivo personale”.

UNA STORIA INFINITA – In risposta a quanto appena scritto, va detto che non è il caso della confisca “che mantiene i suoi effetti in un ambito puramente patrimoniale, incidendo unicamente sulla proprietà del bene”. Ad ogni modo il giudice nel provvedimento ha spiegato all'autista coinvolto che potrà opporsi all'ordinanza-ingiunzione del prefetto riguardo la sanzione pecuniaria e il sequestro della vettura “riservando l'eventuale opposizione all'Autorità giudiziaria contro l'ordinanza di confisca”. Non si hanno al momento novità in merito alla decisione del conducente di UberPop, così come non si è sentita la “voce di Uber” a riguardo, che invece ha sempre assistito legalmente i suoi autisti, supportandoli anche economicamente e nella restituzione del mezzo (leggi qui quali sono state a tal proposito le mosse di Uber fino ad oggi). Stavolta però la storia non ha avuto il solito lieto fine, pertanto l'azione svolta dalla giustizia, per Uber ha avuto il sapore della “beffa”. Di fatto il momento per la multinazionale è particolare, perché al suo forte periodo di crescita coincidono difficoltà enormi di regolamentazione nel contesto europeo (le soluzioni però sono in fase di studio; leggi qui i particolari).

2 Commenti

987s
17:59, 6 Marzo 2016

Voi di sicurauto avete una strana concezione della legalità, se un giudice la fa rispettare voi la considerate “una beffa”.Complimenti, vi stimo.

Redazione
16:09, 7 Marzo 2016

@ lettore 987sNonostante Uber abbia sempre supportato i suoi conducenti per multe e ricorsi, stavolta il seguito legale ha avuto risvolti diversi da quelli noti per essersi conclusi con la restituzione dell'auto sequestrata ai fini della confisca. Redazione SicurAUTO.it

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