Volkswagen: Software illegale se non protegge il motore secondo la Corte UE

La Corte europea spiega perché il software Volkswagen è ritenuto illegale anche considerando l’ipotesi di proteggere il motore

24 settembre 2021 - 15:00

La Corte di giustizia europea ha escluso la legittimità di qualsiasi software che abbia un impatto sulle emissioni auto, rispondendo ai tribunali austriaci. Solo in pochi casi un costruttore auto può giustificare l’impiego di un software per salvaguardare la salute del motore in quelle che sono definite finestre termiche critiche. Ecco le motivazioni riportate dalla Corte UE nell’ambito delle cause che riguardano Volkswagen e Porsche.

LA CORTE UE SUL SOFTWARE VOLKSWAGEN

La Corte europea è chiamata a valutare le responsabilità del costruttore in 3 procedimenti. Tutti riguardano l’acquisto di auto dotate di un software che, in determinate condizioni limita la riduzione delle emissioni di ossido di azoto (NOx). “Un dispositivo del genere non può essere giustificato da ragioni di protezione del motore da danni o avarie di funzionamento se serve principalmente a proteggere dall’usura componenti come la valvola EGR, lo scambiatore EGR e il filtro antiparticolato diesel.

I CASI VOLKSWAGEN ALL’ATTENZIONE DELLA CORTE EUROPEA

Le situazioni a cui si riferisce la Corte europea riguardano 3 casi specifici trattati in procedimenti in corso, in particolare:

la causa C-128/20 riguarda l’aggiornamento del software integrato nella centralina di controllo del motore in seguito al quale “viene disattivata la funzione di depurazione dei gas di scarico ad una temperatura esterna inferiore a 15 °C e ad una temperatura esterna superiore a 33 °C, scrive la Corte UE. Lo stesso avverrebbe ad un’altitudine superiore a 1000 metri. “Al di fuori di detto intervallo e al di sopra dei 1000 metri di altitudine, la percentuale di ricircolo dei gas di scarico si riduce linearmente a 0. Il che comporta un aumento delle emissioni di NOx al di sopra dei valori limite fissati dal regolamento n. 715/2007”.

le cause C-134/20 e C-145/20 riguardano veicoli muniti di un software che aziona il sistema di ricircolo dei gas di scarico in base all’intervallo termico.

UN’AUTO NON E’ CONFORME ANCHE SE IL CLIENTE VIENE MESSO AL CORRENTE

Le conclusioni dell’avvocato generale Athanasios Rantos, ricordano la sentenza del 17 dicembre 2020 della Corte: “si considera impianto di manipolazione un dispositivo che rilevi qualsiasi parametro connesso allo svolgimento delle procedure di omologazione, al fine di migliorare le prestazioni”. Lo stesso vale se il miglioramento può essere ottenuto, in maniera circoscritta, nel corso delle procedure e in condizioni di normale utilizzo del veicolo. La corte UE sottolinea che l’intervallo termico non è rappresentativo delle condizioni di guida reali in Austria e in Germania (media inferiore a 15 °C 2017-2019). “Inoltre, considerata l’orografia di Austria e Germania, molto spesso i veicoli a motore vi circolano al di sopra dei 1000 metri di altitudine”. Il parere dell’avvocato Rantos rafforza anche la posizione del consumatore. “Un difetto di conformità non può considerarsi «minore», anche nel caso in cui il consumatore avrebbe comunque acquistato tale veicolo. Di conseguenza, non è privato del diritto di chiedere la risoluzione del contratto in forza della direttiva 1999/44”.

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